mercoledì 11 dicembre 2013

Ortodossia Orientale, Rito Occidentale Ortodosso e le sue potenzialità in Europa: un quadro completo

Salve a tutti. Chi mi legge assiduamente lo sa, cerco di tenere sempre un registro linguistico che segue le linee della snellezza e della correttezza stilistica, per dare un taglio saggistico ai miei articoli. Solo una volta mi sono allontanato da questo stile, quando affrontai la premessa di questa collana di articoli sul rito occidentale. 
Voglio anche in questa pagina essere più naturale, anche perché altrimenti risulterebbe difficoltoso rendere alcuni passaggi mentali piuttosto complicati, che si possono trascrivere solo usando formule dialettali o comunque non da Accademia della Crusca. Bene, dopo questo piccolo e innocuo appunto passiamo al tema "caldo" del rito occidentale. L'idea di questo articolo è nata leggendo, per caso, un articolo di Stato&Potenza ( per chi non conoscesse, si tratta di un movimento politico slavofilo e anti-atlantista) che parlava di Ortodossia.  Io non li conosco per niente, ma il titolo - "Il Rito Gallicano"- mi attrasse e iniziai a leggere. E' un buon articolo, che traccia un quadro realistico della realtà ortodossa in Europa Occidentale, ma non è, ahimé, completo, perché io è da molto tempo che girello come una trottola per i vari siti anglofoni per tradurre, cercare, studiare, capire. Iniziamo quindi dal principio, anche se so che potrei diventar noioso, ma come diceva il mio professore del liceo "repetita iuvant" e quindi, sotto a chi tocca.

L'Ortodossia in Europa Occidentale: nasce, cresce, corre ( e inciampa) 

Lo sappiamo tutti. Chi ha più di sessant'anni difficilmente avrà mai sentito parlare di Ortodossia, a meno ché la sua badante non sia rumena o ucraina e giri con le icone appese al collo. Invece, dagli anni Ottanta in poi, quando l'immigrazione dall'Est e dal Maghreb ha portato egiziani ( copti), siriani, armeni, georgiani, ucraini, rumeni, russi e bulgari, abbiamo visto nascere una quantità di comunità ortodosse sempre più numerose. Come sempre accade nella Storia, l'emigrazione porta con sé vecchi problemi e nuove domande. 
Dal punto di vista Ortodosso, l'Italia è sempre stata ortodossa: la predicazione dei santissimi Pietro e Paolo, principi degli Apostoli. Con il Grande Scisma ( trattato superbamente altrove, lascerò il link in fondo all'articolo) l'Ortodossia lentamente si atrofizza e diventa cattolicesimo-romano, che conserva tuttavia alcuni sprazzi di ortodossia. L'Ortodossia sarebbe poi stata riscoperta attraverso la religione d'importazione, l'Ortodossia orientale. Già. Ortodossia ORIENTALE. Molti confondono e fanno Ortodossia = Oriente, ma ovviamente, essendo il popolo bue, non riesce a vedere in fondo al pozzo. Quella che arriva in Italia, e si sta sviluppando, è certamente Ortodossia, ma purtroppo è ortodossia "etnica" ( e non ditemi di no, amici miei carissimi). Tenterò di spiegarmi meglio. Sappiamo, noi ortodossi, che è naturale per l'Ortodosso avere, all'interno della Liturgia o dell'uso pastorale, delle varianti locali, dettate dalla storia e dalle tradizioni popolari. Orbene, qui in Italia noi non abbiamo sviluppato una Ortodossia italiana, ma semplicemente abbiamo assorbito dalle varie comunità etniche ( che infatti non hanno formato una ortodossia italiana, ma persistono nelle giurisdizioni separate e nell'etnicismo) gli usi e le lingue, limitandoci a costruire dei ghetti ortodossi senza alcuna pianificazione. Difatti, abbiamo non so quanti vescovi di quanti patriarcati diversi sul suolo nazionale, quando il canone di un banale Concilio Ecumenico recita che non vi possono essere due vescovi per la stessa cattedra. Da che mondo è mondo, quando qualcuno deve costruire una comunità, getta un programma: invece l'Ortodossia italiana è nata quasi per caso, per sopperire ai bisogni degli immigrati... ma non pensiate che io sia un razzista. Anzi. Devo molto ai "miei" slavi, che mi hanno formato come ortodosso; ho imparato lo slavo ecclesiastico e pure un pochino di russo, ma ho anche visto altro... vi farò capire piano piano. Un altro piccolo appunto. L'Ortodossia in Italia non è frutto di una missione evangelizzatrice, che sarebbe anche compito delle alte sfere, ma è il frutto di una politica un po' meschina - e anche qui, senza offesa, cari amici: la politica è la seguente: dare la liturgia agli immigrati. Nè più, nè meno. Ciononostante la Luce di Dio si è manifestata più volte, e infatti fin dalle prime comunità ortodosse abbiamo anche degli italiani. Alcuni di essi, superando le barriere del tempo e dell'etnicismo, sono potuti diventare servitori e poi sacerdoti nei nostri santissimi templi. Con la buona pace del Cupolone. Adesso, nell'anno 2013, abbiamo nella sola Roma due parrocchie del Patriarcato di Mosca, una della ROCOR, nove parrocchie romene, svariate chiese copte, due etiopi, una bulgara, una di un sinodo non-canonico e forse anche altre che sfuggono alla mia vista. 

Perché l'autore ha parlato di Ortodossia "orientale"

Normalmente per Ortodossia Orientale si intendono le Chiese che non riconoscono il Concilio di Calcedonia ( Copti, Etiopi e Armeni) ma anche qui ci sarebbe un lungo appunto - leggetevi il mio articolo in proposito,  nella sezione di Novembre - e sorvoliamo. Io lo utilizzerò virgolettato per spiegare in un solo aggettivo quella ortodossia arrivata dai paesi slavi, dalla Grecia, dall'Oriente cristiano. L'Ecclesiologia Ortodossa è indubbio che sia stata preservata solamente dai Patriarcati che non sono in comunione con Roma. Sarebbe impossibile dire il contrario. Però, come è ovvio, il meccanismo di differenziazione tra latini e "greci" ( che greci non erano...) ha portato ad esasperare certi punti che prima, forse, erano molto più morbidi. Come ad esempio la chiesa romana ha esasperato il celibato distruggendo il sacerdozio uxorato, così la chiesa ortodossa ha posto un accento molto grave sulla liturgia, elaborandola e costruendo l'Iconostasi. Difatti, la prima Iconostasi è del XII secolo. 

Io, che sono un po' lento di mente, ho capito che l'autore sta asserendo che esisteva una ortodossia latina.
Autore, stai asserendo ciò?

Sì, amico mio diletto, sto dicendo proprio questo. Esisteva un tempo una Ortodossia Latina, ossia la Chiesa Romana, il Patriarcato di Roma Antica, "che presiede le chiese nella carità" ( vi ricorda qualcuno? ...)... molto tempo fa, prima del 1054.  NON SONO FILO-CATTOLICO, vorrei si capisse questo, prima che mi si buttasse fango addosso. 

Quando è morta l'ortodossia latina?

L'ortodossia latina è stata brutalmente attaccata dai papi eretici post-scisma, che hanno prima distrutto l'ecclesiologia, e successivamente si sono avventati sulla liturgia e sulle prassi liturgiche locali, che erano la prova vivente dell'Ortodossia. Il Concilio di Trento ha dato il colpo di grazia, finendo di romanizzare l'Europa cattolica. 

Liturgie occidentali? non esiste solo il rito romano?

No, amico mio carissimo. Prima che i Papi imponessero il messale romano ovunque, creando il cattolicesimo-romano, ogni area geografica aveva i propri riti, espressione dell'autonomia dei vescovati e del fervore culturale e religioso del primo millennio.

Puoi farmi esempi di questi riti morti?

Amico carissimo, non sono mai del tutto morti. Comunque sia, questi riti sono stati romanizzati pesantemente lungo i secoli. Ecco i riti più comuni: 
IN ITALIA
Ambrosiano, Patriarchino ( venezia), Aquileiano, Eusebiano, Gregoriano, Otrantese, Beneventano.
IN EUROPA
Ispano-Mozarabico ( Spagna e Portogallo) con le sue varianti dei messali Castigliano, Asturiano e Cordovano. Gallicano (Francia e Germania) con le sue varianti di Lione e di Parigi. In Germania era molto diffuso, a causa della evangelizzazione perpetrata dall'Ordine di S. Benedetto, il Rito detto Benedettino. 
Completano l'esposizione il rito di Salisbury ( detto Sarum) e il Rito delle Isole Britanniche. Non c'è bisogno vi dica dove erano celebrati. Alcuni di questi riti sono sopravvissuti - per il Sarum, che è tuttora perfettamente integro e celebrato, dobbiamo ringraziare lo scisma anglicano che l'ha preservato da Trento - e molti altri sono stati rivitalizzati dalla ROCOR Western Rite Vicariate.

Hai altre prove che la latinità fosse ortodossa?

Certamente, e i prossimi articoli andranno a fondo nella questione con documenti, testimonianze archeologiche e altro.

Perché dovremmo usare riti morti, quando abbiamo l'esperienza viva dell'Ortodossia slava e greca?

Prima di tutto, non vedo il problema. Se uno dei cavalli di battaglia dell'Ortodossia è la ricchezza liturgica, non vedo perché precludere ai riti occidentali l'esistenza reale. Il secondo luogo, se i romani usano le liturgie orientali, perché noi non dovremmo usare le NOSTRE liturgie?
In terzo luogo, non è quello che vogliamo tutti, che rinasca l'Ortodossia in Occidente? e se l'Occidente avesse dei propri canali di comunicazione? sappiamo bene come l'Ortodossia viaggia sul sentire, sul vivere Dio. E quindi, se l'uomo occidentale può avere la sua ortodossia, ci sarebbe solo da rallegrarsi.

Non è cripto-cattolicesimo questo?

Amico mio, tu vuoi solo buttare legna sul fuoco dell'ignoranza.

Vedo che i paramenti sono diversi da quelli ortodossi, sembrano quelli cattolici o anglicani!

Allora non hai capito. I paramenti sono diversi, perché sono quelli in uso nell'Ortodossia latina, che era diversa da quella balcanica e greca e orientale. Sono davvero i paramenti a farti ortodosso? o la barba? o il komboskini? L'ecclesiologia, la dogmatica, la prassi ecclesiale sono ortodosse. I paramenti sono pure belli, se fatti bene. 

E che lingua liturgica usi?

Certamente se vogliamo evangelizzare, useremo le lingue odierne. Dire che lo slavo ecclesiastico o il greco del V secolo sono le uniche lingue liturgiche sarebbe dire la stessa cosa dei cattolici, che asseriscono che il Latino è l'unica lingua liturgica. I padri antichi che hanno evangelizzato ci insegnano che si parla la lingua del posto: S. Girolamo tradusse la Bibbia in Latino perché all'epoca la parlavano! San Patrizio tradusse in Gaelico, i Santi  Cirillo e Metodio in dialetto bulgaro dalle parti di Salonicco, che poi evolverà in slavonico.

E come adatterai i toni del canto ortodosso sulle lingue odierne?

Già ci sono state trasposizioni degli otto toni in italiano, in inglese e in altre lingue.

Se le mie risposte a questo fantomatico colloquio fra me e te non ti hanno convinto, lettore mio, non mi resta che dirti che... tu non sei ortodosso, stai giocando all'orientale. 
Chi volesse collaborare o avesse domande serie da farmi, mi può contattare. A presto per altri articoli sul filone del Rito Occidentale.





1 commento:

  1. Western Orthodoxy - never with the fallen and banned so called "World Orthodxy" as Ecumenical Patriarchate, the Renovatist Sergianiste "Moscow Patriarchat", the Neo-Calendarist State Church of Greece, the Neo-Calendar Patriarchates of Antioch and Alexandria and many other such graceless parasynagoguers.

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.