domenica 11 dicembre 2016

Patriarca Bartolomeo scomunica chi avversa il Concilio di Creta

Secondo le parole di padre Peter Heers, tramite la sua piattaforma web Orthodox Ethos, Sua Santità il patriarca ecumenico Bartolomeo ha ordinato ai vescovi della Chiesa di Grecia di scomunicare quanti si oppongono ai documenti del Sinodo Pan-Ortodosso di Creta. In foto, il patriarca Bartolomeo. 

Con un provvedimento senza precedenti e fuori dalla normale giurisdizione canonica, il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli ha spinto il primate della Chiesa Autocefala di Grecia, sua eminenza Ieronimos, a scomunicare quanti si oppongono pubblicamente in Grecia al Concilio e alle disposizioni da esso emanate. Il patriarca ha messo nella lista anche alcuni nomi specifici, fra i quali spicca l'arciprete Teodoro Zizis, professore di Patristica e capo del movimento culturale "anti-sinodale" dell'Ellade. Il patriarca Bartolomeo ha chiesto perfino di punire i "resistenti" con akrivìa. Gli altri accademici presi di mira dal provvedimento patriarcale sono lo stesso Peter Heers della diocesi di Ierissou, il prof. arciprete Matei Vulcanescu per la Romania, e il prof. Demetrios Tselegiris dell'Accademia di Tessalonica. 

Il patriarca Bartolomeo inoltre ha chiesto che venga preso un provvedimento disciplinare nei riguardi del vescovo Serafim del Pireo, noto a tutti per le sue posizioni anti-ecumeniste e la sua opposizione ufficiale al Concilio di Creta, così come il vescovo Longhin di Banceni, del quale tuttavia il patriarca ecumenico non ha parlato. 

Questa sanzione disciplinare rivolta agli ecclesiastici di due Chiese Locali e sorelle (la Chiesa Romena e la Chiesa Autocefala Greca) pongono serie questioni di legittimità dell'azione patriarcale, dal momento che il diritto canonico è stato calpestato in quanto Sua Santità Bartolomeo si è permesso di scavalcare i limiti della sua giurisdizione territoriale in nome di una sua autorità superiore di primus inter pares

Il prof. Peter Heers scrive che, a suo parere, la Chiesa di Grecia ignorerà la lettera del patriarca ecumenico. Se così fosse, il prestigio della sede di Costantinopoli verrebbe ancor più minato, così come apparirebbe tirannica la sua decisione di scomunicare i "resistenti". 

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