martedì 7 marzo 2017

L'antico rito del Lume nel vespro latino del primo millennio (Latinità Ortodossa)

Presentiamo un estratto del Vespro del rito latino-ortodosso, così come si presenta nell'edizione del Rito Gallicano rivisto da san Giovanni Maximovic

LA BENEDIZIONE DEL LUME VESPERALE



Il Diacono, accompagnato dal turiferario (e dal crucifero in Quaresima) che lo precede, si reca presso il sepolcro dove è tenuto l'alto cero vespertino, e lo accende, recandolo in processione fin davanti alle porte sante del pluteo, mente il coro intona questa antifona:
Coro. Dio Signore, illumina l'oscurità che ci domina /, risplendi nel tuo santuario.
L. Preparerò una lampada come le vergini sagge / e non mi troverà il mio Signore nella tenebra.
Coro. Tu ci hai strappati dalla seduzione, / chi temerò, se non il Signore? 
L. Il Signore è la mia forza e la mia Luce, / in Lui trovo ristoro.
Coro. Sono molti coloro che ci assalgono / ma il Signore nostro Dio li dominerà.
L. Il Signore Dio è esaltato sopra i re della terra: / a Lui si deve ogni onore.
Coro. Nessuno è potente come il Signore, / Luce delle genti.
L. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
Coro. E ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. 
Giunto innanzi alle porte sante del pluteo, il diacono attende con il cero ben alzato, mentre il sacerdote, voltosi verso il popolo, esclama:
S. Il Signore sia con voi.
R. E col tuo spirito.
D. Preghiamo il Signore.
R. Kyrie eleison.
S. Esaudiscici, ti preghiamo, o Dio nostro, Signore del giorno e della notte: benedici  questo + lume, condotto dinnanzi alla gloria del tuo altare, Tu che hai separato la luce dalle tenebre e che tu stesso sei la Luce; così come da questo luogo la notte viene scacciata da questo cero, così fugga da noi ogni tenebra dal nostro cuore per la tua grazia vivificante: rendici degni d'esser tua dimora, tua lampada, illuminati da Te, Padre della Luce, brillanti sempre senza difetto e servirti senza remore, perché Tuo è il regno e la potenza e la gloria, ora e sempre nei secoli dei secoli.
R. Amen. 
Il sacerdote riceve il cero benedetto e benedice il popolo con esso a forma di croce, dicendo:
S. Signore, fa' che su tutti i tuoi fedeli risplenda + la Luce del tuo volto.
R. Amen.
Il turiferario incensa tre volte il sacerdote il quale si inchina a chi lo incensa, e poi i chierici tornano nel santuario passando per le porte sante. Il cero viene consegnato al diacono il quale avrà cura di porlo presso il trono dell'altare

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