
E` allora che la Sapienza, primogenita figlia,
opera primogenita di Dio, il Verbo stesso [a tutto]
preesistente, in un impeto di incontenibile amore per l`umanità, si manifesta a quegli esseri
inferiori: talvolta servendosi d`apparizioni angeliche, talaltra apparendo di persona quale Potenza
di Dio salvatrice, e mostrandosi all`uno o all`altro degli uomini dell`antichità, amici
di Dio, sotto forma umana: altra forma non sarebbe stata adatta allo scopo.
Questi privilegi gettarono la semente della
[vera] religione nella massa degli uomini. Di essa, tutta la
nazione discesa dagli antichi Ebrei, divenne sulla terra l`ereditiera devota; ma il popolo era
ancora sviato dagli antichi costumi, e Iddio, mediante il profeta Mosè, gli diede le figure, i
simboli d`un sabato misterioso, l`istituzione della circoncisione e di altri precetti spirituali,
ma non l`intelligenza chiara di tali misteri. La legge giudaica ebbe risonanza; la sua
notizia si diffuse nell`umanità come profumo di soave odore, e ne
derivò che la maggior parte delle genti, per opera dei legislatori e dei filosofi, mansuefatta
la loro barbarie selvaggia e feroce, addolcirono i propri costumi; e ne nacque una pace
profonda, un`amicizia piena di mutue relazioni. E` il momento: e a tutti gli altri uomini, a
tutti i popoli della terra già preparati e disposti a ricevere la cognizione del Padre, ecco che
il Maestro delle virtù, il Ministro del Padre nella distribuzione d`ogni bene, il Verbo divino
e celeste, al principio dell`impero di Roma, apparve per mezzo di un uomo per nulla
diverso dalla nostra natura quanto all`essenza del corpo; e fece e patí quello che avevano
vaticinato i Profeti. Essi avevano predetto che sarebbe venuto in terra un Uomo-Dio facitore
di azioni mirabili e che sarebbe stato per i popoli il Maestro della religione del Padre;
avevano preannunziato il prodigio della sua nascita, la novità della sua dottrina, la
meraviglia delle opere sue, eppoi la morte che avrebbe subita e la sua risurrezione e il suo
divino ritorno ne` cieli.
Il profeta Daniele, illuminato dallo Spirito
Santo, vide il regno finale di lui, e, adattandosi alla
capacità del nostro umano intelletto, ne descrisse la divina visione: Io guardai fino a quando
furono alzati dei troni, e l`Antico dei giorni vi si assise; le sue vesti erano come neve e i capelli
della sua testa come lana lavata; il trono di lui fiamme di fuoco: le sue ruote erano vivo fuoco:
scorreva davanti a lui fiume di fuoco. I suoi ministri erano migliaia di
migliaia e i suoi assistenti
diecimila miliardi. Si stabilí il giudizio e i libri furono aperti (Dn 7,9-10).
E piú in là: Io stavo dunque guardando,
quand`ecco, con le nubi del cielo, venire come figlio dell`uomo; ed ei si avanzò sino all`Antico dei giorni e si presentò al cospetto di lui: a lui fu
data potestà, onore e regno, e tutti i popoli, tribú e lingue lo serviranno: la
potestà di lui è potestà eterna che non gli sarà
tolta, e il regno di lui sarà incorruttibile (Dn 7,13-14).
E` chiaro che tutto ciò non si può riferire se
non al nostro Salvatore, al Dio Verbo ch`era in principio presso
Dio (cf. Gv 1,1), e che, per l`Incarnazione avvenuta nei tempi novissimi, si dice anche Figlio
dell`uomo.
(Eusebio di Cesarea, Hist. eccles., I, 2, 17
s., 21-26)
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