«E Maria disse:
L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore»
(Lc 1, 46). Dice: il Signore mi ha innalzato con un dono così grande e così
inaudito che non è possibile esprimerlo con nessun linguaggio: a stento lo può
comprendere il cuore nel profondo. Levo quindi un inno di ringraziamento con
tutte le forze della mia anima e mi do, con tutto quello che vivo e sento e
comprendo, alla contemplazione della grandezza senza fine di Dio, poiché il mio
spirito si allieta della eterna divinità di quel medesimo Gesù, cioè del
Salvatore, di cui il mio seno è reso fecondo con una concezione temporale.

Il suo nome poi è
detto santo perché con il fastigio della sua singolare potenza trascende ogni
creatura ed è di gran lunga al di là di tutto quello che ha fatto.
«Ha soccorso Israele
suo servo, ricordandosi della sua misericordia» (Lc 1, 54). Assai bene dice
Israele servo del Signore, cioè ubbidiente e umile, perché da lui fu accolto
per essere salvato, secondo quanto dice Osea: Israele è mio servo e io l'ho
amato (cfr. Os 11, 1). Colui infatti che disdegna di umiliarsi non può certo
essere salvato né dire con il profeta: «Ecco, Dio è il mio aiuto, il Signore mi
sostiene» (Sal 53, 6) e: Chiunque diventerà piccolo come un bambino, sarà il
più grande nel regno dei cieli (cfr. Mt 18, 4).
«Come aveva promesso
ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre» (Lc 1, 55). Si
intende la discendenza spirituale, non carnale, di Abramo; sono compresi, cioè,
non solo i generati secondo la carne, ma anche coloro che hanno seguito le orme
della sua fede, sia nella circoncisione sia nell'incirconcisione. Anche lui
credette quando non era circonciso, e gli fu ascritto a giustizia. La venuta
del Salvatore fu promessa ad Abramo e alla sua discendenza, cioè ai figli della
promessa, ai quali è detto: «Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza
di Abramo, eredi secondo la promessa» (Gal 3, 29).
E' da rilevare poi
che le madri, quella del Signore e quella di Giovanni, prevengono profetando la
nascita dei figli: e questo è bene perché come il peccato ebbe inizio da una
donna, così da donne comincino anche i benefici, e come il mondo ebbe la morte
per l'inganno di una donna, così da due donne, che a gara profetizzano, gli sia
restituita la vita.
"Commento su San Luca" di San
Beda il Venerabile, monaco e sacerdote
anglosassone
(1, 46-55; CCL 120,
37-39)
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