Tutti lo sanno. Dalla notte di Pasqua fino all'Ascensione i cristiani ortodossi di tutto il mondo smettono di darsi il buongiorno o la buonanotte, ma si salutano dicendo Cristo è risorto! cui si risponde: veramente è risorto! E questa tradizione antichissima è ancora oggi fermamente presenta nella vita di tutti gli ortodossi.
Questo saluto è un inno alla vittoria, alla felicità, alla grandiosa promessa di cui siamo eredi, la vittoria di Cristo Gesù sulla morte e sul peccato. E' anche una vera e propria confessione di fede: Cristo, nostro Dio, è risorto. Infatti, come dice il santo Apostolo Paolo: Ma se Cristo non fosse risuscitato, allora sarebbe vana la nostra predicazione e vana anche la vostra fede. (ICor. 15:14)
Ma da dove deriva questo saluto?
Queste parole si rintracciano già nelle primissime celebrazioni pasquali orientali e secondo la Tradizione fu gridato la prima volta da santa Maria Maddalena quando, dinnanzi all'imperatore Tiberio, le fu chiesto perché aveva un uovo rosso nel suo cestello, ed era il periodo di Pasqua. (cfr. Badia Cireseanu, Tesaurul liturgic, vol.I, anno 1910, Bucarest) San Basilio il Grande dice che alcuni inni sono così antichi (e parliamo del IV secolo!) che è impossibile sapere chi li ha scritti, ma la Chiesa li ha ricevuti e li mantiene.
Il saluto pasquale è un invito ad avere sempre con noi questo sentimento di felicità e di orgoglio sano, di appartenere al Signore Gesù Cristo. Queste parole semplici rappresentano per eccellenza il nostro amore per Dio, che non abbiamo paura di dimostrare in pubblico e in ogni momento.
Il saluto pasquale è la prima parte del tropario di Resurrezione proprio dell'ufficio pasquale: Cristo è risorto dai morti, morendo ha distrutto la morte, e a coloro che giacciono nei sepolcri ha donato la vita.
Questo tropario, presente già nei primi riti processionali costantinopolitani, è con certezza presente nel rito pasquale dal X secolo.
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