Giocare a scacchi o a carte è peccato?

 Tante persone si domandano cosa rientra nel fatidico verdetto "non è da cristiani darsi ai giochi". Questa regola, più o meno complessa, la ritroviamo sia nei Canoni Apostolici, nei Concili Ecumenici e Locali, e in tantissime direttive spirituali di santi antichi e moderni. Tanta gente pensa quindi che il cristiano sia una persona mogia, grigia, che non può o non vuole divertirsi, e che la Chiesa ci obbliga a vivere come degli eremiti del deserto anche nella società. E invece, la questione è molto più complessa e spirituale di quel che si pensi.

Spesso le persone peccano e non ci pensano nemmeno, anche se le Sacre Scritture ci danno istruzioni. Al giorno d'oggi sono apparse molte varietà di peccati che non sono menzionate nella Bibbia e nelle regole della Chiesa. Ma questo non significa che se non esiste un divieto diretto, allora è consentito. Dio ci ha dato la ragione e la coscienza. Parimenti, se una cosa non è espressamente vietata, si può considerare come permessa o addirittura benedetta? Abbiamo per questo la coscienza, che si nutre e si sviluppa leggendo la Scrittura e vivendo la preghiera. Però, per quanto riguarda i giochi - indicando con questo termine vari tipi di intrattenimento - ci sono delle indicazioni precise. 


Gli incriminati

Ad esempio la 50ma regola del Sesto Concilio Ecumenico, eccola secondo il testo del Timoniere  ( Pidalion, l. 194): " Non è da persona cristiana giocare ". Questa regola, a sua volta, ripete le istruzioni della 42a e 43a regola dei santi apostoli:

Il giocatore d’azzardo e l'ubriacone, se non si ritira [dal giocare e dal bere], lascialo scomunicato. (fol. 12 vol.) ”

Nell'antichità, il "gioco" comprendeva anche attività sociali come il teatro e la visita ad attori, ballerini o danzatrici, banchetti e simposi, ove si giocava a giochi arcaici come il lancio del mosto, detto cottabo. Questa comprensione delle cose è confermata anche dal canone 53 del Concilio di Laodicea, che comanda che i cristiani che vengono a un matrimonio osservino la loro dovuta modestia e non prestino attenzione a coloro che ballano o giocano.  Il vescovo e canonista  Nikodim Milash scrive quanto segue: 

Con il gioco menzionato in queste regole e designato nell'originale con la parola χύβοις (alea), ovvero dado, dobbiamo intendere qualsiasi tipo di gioco d'azzardo (ai nostri tempi principalmente il gioco delle carte), in che in generale una persona cerca di togliere a un altro quanto più denaro possibile, oppure lui stesso condanna alla distruzione sia i suoi beni che quelli della sua famiglia. Questo è una specie di furto, e per quanto riguarda il furto il canone apostolico 25 prescrive lo spretamento di un sacerdote coinvolto in esso, e così fa la norma 42 apostolica prescrive la scomunica di chiunque sia incline al gioco d’azzardo.

È interessante notare che la dipendenza dal gioco è alla pari dell'ubriachezza. I Santi Padri capivano bene che il gioco d'azzardo porta alla dipendenza, simile all'alcolismo. Ma nonostante l'ubriachezza sia un peccato evidente, la Chiesa non ha mai proibito l'uso del vino. Sulla base di questa logica, possiamo concludere che le regole non vietano i giochi in quanto tali, ma l'hobby peccaminoso del gioco d'azzardo. Per un bambino il gioco è un modo naturale di comprendere il mondo. Sono stati inventati molti giochi utili anche per gli adulti. Penso che i nostri figli abbiano bisogno di giochi intellettuali, compresi gli scacchi, per raggiungere il successo in futuro in qualsiasi campo di attività, nella vita in generale. Gli scacchi allenano la stabilità psicologica, la perseveranza, insegnano a frenare le emozioni e ad impegnarsi freddi calcoli strategici e sviluppano l'abilità logica. Gli scacchi ti aiutano a prendere una decisione e difenderla, a sviluppare l'obiettività, perché negli scacchi è altrettanto brutto sopravvalutare i propri punti di forza e sottovalutare il tuo avversario, o viceversa... Nella vita questo è assolutamente necessario, anche se poche persone ci pensano. Vivono, commettono errori e non capiscono perché... Con l'aiuto degli scacchi puoi aumentare l'intelligenza dei bambini, insegnare le basi della strategia e del processo decisionale. Comprendi cos’è un piano, perché se giochi senza un piano perderai sempre, anche se sei più forte.

Quindi, per concludere, possiamo dire che i giochi, se sono senza azzardo e senza denaro, sono utili, specialmente per i giovanissimi. Le occasioni sociali per stare insieme non fanno male al cristiano, ma sicuramente fa male scommettere (che tra l'altro presuppone la fede in un destino, cosa che è anti-cristiana) e fa male perdere soldi e sperperare una fortuna. 

In ogni cosa, come dice san Paolo, scegliamo sempre la via regale.

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