San Gennaro di Benevento


 Oggi 19 settembre / 2 ottobre la Chiesa Ortodossa commemora lo ieromartire Gennaro, vescovo di Benevento, e i suoi compagni. Si ritiene che Gennaro sia nato nel 272 d.C. a Benevento, ma le agiografie più antiche non danno la città d'origine. Essendo vescovo di quel borgo, si ritiene che la nascita sia avvenuta lì. 

San Gennaro era conosciuto per il suo ascetismo e per le sue virtù pastorali, cosa che lo rese inviso ai pagani di Benevento. La sua passione principiò durante una visita pastorale, quando si recò insieme al lettore Desiderio e al diacono Festo in visita ai fedeli a Pozzuoli. Il diacono di Miseno, Sossio, già amico di Gennaro, il quale lo aveva incontrato in passato a Miseno per discutere di fede e leggi divine, fu arrestato per ordine del persecutore Dragonzio, governatore della Campania, lungo la strada che stava percorrendo per recarsi alla visita pastorale ed assistervi. In seguito, Gennaro, insieme a Festo e Desiderio, si recò in visita dal prigioniero, ma, avendo interceduto per la sua liberazione ed avendo fatto professione di fede cristiana, furono anch'essi arrestati da Dragonzio e condannati ad essere sbranati dai leoni (o secondo alcuni dagli orsi) nell'anfiteatro di Pozzuoli. Il supplizio fu mutato per l'avvenimento di un miracolo: le fiere si sarebbero inginocchiate al cospetto dei condannati, dopo una benedizione fatta da Gennaro; Dragonzio comandò allora che a Gennaro e ai suoi compagni venisse troncata la testa. Condotti nei pressi del Forum Vulcani (l'attuale Solfatara di Pozzuoli), essi furono decapitati nell'anno 305. Sempre secondo la tradizione, subito dopo la decapitazione sarebbe stato conservato del sangue, come era abitudine a quel tempo, raccolto da una pia donna di nome Eusebia che lo racchiuse in due ampolle; esse sono divenute un attributo iconografico tipico di san Gennaro. Il racconto della pia donna è tuttavia recente, e compare pubblicato per la prima volta solo nel 1579, nel volume del canonico napoletano Paolo Regio su "Le vite de' sette Santi Protettori di Napoli".

 Il corpo del beato Gennaro sarebbe stato sepolto nell'Agro Marciano e solo nel V secolo traslato dal duca-vescovo di Napoli Giovanni I nelle Catacombe di San Gennaro.  Nel 431 d.C., quando il Vesuvio eruttò, il popolo uscì in processione con le reliquie di san Gennaro, e la città di Napoli fu salvata dalla lava.

Il sangue di san Gennaro si è sciolto per la prima volta ai tempi di Costantino I. Durante il tragitto incontrò la nutrice Eusebia con le ampolline del sangue del santo: alla presenza di Eusebia, il sangue nelle ampolle si sciolse. Il miracolò si ripeté costantemente, ma le prime attestazioni scritte sono del XV secolo.

San Gennaro, prega per noi!

Tropario di s. Gennaro di Benevento, tono IV

La città di Napoli ti ha trovato come invitto difensore, o ieromartire Gennaro: tu che liberi dalla peste, dalle carestie e dai disastri naturali, libera da ogni tribolazione anche noi, che onoriamo con fervore la tua beata memoria. 

Contacio di s. Gennaro di Benevento, tono IV

Tu che sei stato unto con il sacro episcopato e bagnato nel lavacro del martirio, o glorioso Gennaro ovunque lodato, guarda ora a noi poveri e miseri, e intercedi presso il Signore, affinché siano salvate le nostre anime.

Commenti