Oggi 9/22 ottobre la Chiesa Ortodossa commemora san Giacomo il Minore, figlio di Alfeo (+62).
Da San Luca sappiamo che Gesù sceglie tra i suoi seguaci dodici uomini “ai quali diede il nome di apostoli” (6,14), e tra essi c’è appunto Giacomo di Alfeo, il Minore. Nella Prima lettera ai Corinzi, Paolo dice che Gesù, dopo la risurrezione “apparve a Giacomo e quindi a tutti gli apostoli”. Lo chiamano “Giusto” per l’integrità severa della sua vita. Incontra Paolo, già duro persecutore dei cristiani e ora convertito: e lo accoglie con amicizia insieme a Pietro e Giovanni. Poi, al concilio di Gerusalemme, invita a “non importunare” i convertiti dal paganesimo con l’imposizione di tante regole tradizionali. Si mette, insomma, sulla linea di Paolo. Dopo il martirio di Giacomo il Maggiore nell’anno 42 e la partenza di Pietro, Giacomo diviene capo della comunità cristiana di Gerusalemme. Ed è l’autore della prima delle “lettere cattoliche” del Nuovo Testamento. In essa, si rivolge “alle dodici tribù disperse nel mondo”, ossia ai cristiani di origine ebraica viventi fuori della Palestina. E’ come un primo esempio di enciclica: sulla preghiera, sulla speranza, sulla carità e inoltre (con espressioni molto energiche) sul dovere della giustizia. Secondo lo storico Eusebio di Cesarea, Giacomo viene ucciso nell’anno 62 durante una sollevazione popolare istigata dal sommo sacerdote Hanan, che per quel delitto sarà poi destituito. Morì ucciso con un bastone e poi il corpo venne gettato giù dal tempio di Gerusalemme.
In particolare lo storico romano Giuseppe Flavio racconta l'intero episodio:
Con il carattere che aveva, Anano pensò di avere un'occasione favorevole alla morte di Festo mentre Albino era ancora in viaggio; convocò il sinedrio a giudizio e vi condusse Giacomo, fratello di Gesù, detto il Cristo, e alcuni altri, [accusati di] avere trasgredito la Legge, e li consegnò perché fossero lapidati. Ma le persone più equanimi della città, le più strette osservanti della Legge, si sentirono offese da questo fatto. Perciò inviarono segretamente [alcuni rappresentanti] dal re Agrippa, supplicandolo di scrivere una lettera ad Anano che il suo primo passo non era corretto, e ordinandogli di desistere da ogni ulteriore azione. Alcuni di loro andarono a incontrare Albino che era in cammino da Alessandria informandolo che Anano non aveva alcuna autorità di convocare il Sinedrio senza il suo assenso. Convinto da queste parole, Albino inviò una lettera sdegnata ad Anano minacciandolo che ne avrebbe portato la pena dovuta. E il re Agrippa, a motivo della sua azione, depose Anano dal sommo pontificato che esercitava da tre mesi, sostituendolo con Giosuè, figlio di Damneo. (Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XX, 200-203)
Il corpo del beato apostolo rimase a Gerusalemme e abbiamo notizia di un culto del santo molto attivo sotto il patriarca Cirillo nel IV secolo, poiché le sacre spoglie erano state ritrovate da un certo eremita Epifanio; sotto papa Pelagio I (556-561) si avvia a Roma l'edificazione di una basilica per ospitare i corpi dei santi Apostoli Giacomo e Filippo, perché una parte delle reliquie fu donata proprio al papa. Il capo del santo apostolo si trova invece in Spagna, presso la nota abbazia di Santiago De Composteila, plurisecolare luogo di venerazione per questo servo di Dio.
Tropario di san Giacomo Apostolo, tono IV
Santo Apostolo Giacomo, prega il Cristo Dio che ci conceda il perdono delle colpe.
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