Oggi 27 / 14 ottobre la santa Chiesa Ortodossa commemora la beata asceta Parascheva detta "La Nuova".
In tutto il mondo risuona il tropario dedicato a santa Parascheva, che riposa a Iaşi, Romania. Questa santa è conosciuta fino ai confini dell'ecumene, perché tanti sono i miracoli che dispensa sui fedeli che con zelo accorrono alle sue reliquie mirovlite.
Parascheva la Nuova è la degna succeditrice della beata martire Parascheva "La Vecchia" (26 luglio). Nata nel XI secolo a Epivata (oggi Boiados) sulla riva del Mar di Marmara, vicino a Costantinopoli, Parascheva la Nuova ebbe per genitori due zelanti cristiani di opulente origini, i quali la esortavano a praticare le buone opere, ma soprattutto il digiuno, la preghiera e l'elemosina. Un suo fratello, dopo aver appreso la Bibbia, si fece monaco sotto il nome di Efthimie; fu eletto vescovo nella località di Madite per il suo amore per le cose sante e per la sua cultura speciale.
Santa Parascheva trascorse gli anni della sua infanzia nella casa dei suoi genitori, sotto la loro protezione. Si racconta che quando aveva dieci anni, trovandosi in una chiesa, udì leggere, durante la Santa Liturgia, la parola del Vangelo: « Chi vuole venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua » (Mc 8,34). La chiamata del Salvatore ha seminato nel suo cuore l'anelito alla perfezione, tanto che ha distribuito tutti i suoi vestiti ai poveri. Fece lo stesso in altre circostanze, ignorando i rimproveri dei suoi genitori.
Ereditando una grande fortuna dai suoi genitori, insieme al fratello, la giovane Parascheva diede ai poveri la sua parte di eredità e, lasciando la bellezza di questo mondo si ritirò nelle profondità del deserto. Si fermò prima a Costantinopoli, dove ascoltò le parole di istruzione di monaci e monache di grande vita spirituale. Seguendo il loro consiglio lasciò la capitale, diretta nella terra del Ponto. Rimase per cinque anni nel Monastero della Madre di Dio a Eraclea. Da qui partì per la Terra Santa, desiderando trascorrere il resto della sua vita nei luoghi benedetti dalla vita terrena del Salvatore Gesù Cristo e dei Santi Apostoli. Dopo aver visto Gerusalemme, si stabilì in un convento nel deserto del Giordano, dove digiunò e si alzò spiritualmente nella preghiera, proprio come san Giovanni Battista, come santa Maria d'Egitto e gli altri benedetti abitatori del deserto.
Una notte, però, quando aveva circa 25 anni, un angelo gli disse, in sogno, di ritornare nei luoghi dei suoi genitori: "Lascia il deserto e torna nella tua tenuta, perché lì dovrai lasciare il corpo della terra e passare da questo mondo a Dio, che hai amato". Con riluttanza, la madre Parascheva tornò nella sua cittadina natale. Riconciliata con se stessa, con gli uomini e con Dio, ella donò così la sua anima al riposo dello Sposo celeste.
Fu sepolta come un'estranea, senza che nessuno sapesse chi fosse. Ma Dio, volendo glorificarla, scoprì meravigliosamente chi era quella sconosciuta. Si racconta che un marinaio morì su una nave e il suo corpo fu gettato in mare. Le onde lo portarono alla riva e un eremita che viveva lì chiese ad alcuni cristiani di seppellirlo secondo il rito cristiano. Scavando una buca, scoprì il corpo della pia Parascheva incorrotto e fragrante di profumo. Ma hanno portato con sé anche il corpo del marinaio, quello maleodorante.
Ma, la notte successiva, uno dei cristiani che avevano scavato la fossa, di nome Giorgio, vide in sogno una signora splendente, seduta su una sedia illuminata e circondata da una moltitudine di angeli. La donna gli ordinò di portare via il corpo di Parascheva, perché non poteva stare una reliquia di tal valore appresso al corpo di un peccatore inconfessato. E fu così che la città di Epivata scoprì di avere con sé la loro figlia, Santa Parascheva, e il corpo fu preso e condotto in processione fino alla chiesa dei santi Apostoli nel centro dell'urbe. Durante il tragitto del corpo della beata, si manifestarono guarigioni e miracoli. In tutta la Tracia e poi in tutto l'ecumene si diffuse il nome di questa madre del deserto, lottatrice inconcussa contro i demoni.
La Vita di santa Parascheva fu composta e abbellita da diversi vescovi: Nicola IV (+1151), Eftimio di Tarnovo (+1402) e Matei di Târgoviște (+1605), il quale compose anche l'ufficiatura per la santa.
Dopo aver soggiornato nella Chiesa dei Santi Apostoli a Epivata per circa duecento anni, compiendo intorno a sé molti segni e prodigi, a causa degli avvenimenti politici che portarono molto dolore ai paesi balcanici, le sacre reliquie di Santa Parascheva furono traslate in diversi luoghi: Bulgaria, Serbia, e infine la Romania, nel 1641. La santa Parascheva fu collocata nel monastero dei santi tre Gerarchi a Iaşi. La vita pura, intessuta nella preghiera e nelle opere buone, la giovinezza che risplende nei secoli come la luce delle candele delle vergini sagge, sono per noi un'esortazione a una maggiore preghiera e vigilanza, alla ricerca della gioia che la presenza dello Spirito Santo porta ai cuori. Santa Parascheva unisce tutti gli ortodossi e indubbiamente rimane una delle sante più amate e venerate della cristianità ortodossa.
Tropario di s. Parascheva, tono VIII
In te, o madre, nel coraggio si è redenta l'immagine del Prototipo; prendendo la croce hai seguito il Cristo, e nell'ascesi hai appreso a non amare il corpo transeunte, ma a curare lo spirito, che è immortale; Per questo ora la tua anima esulta fra gli angeli, o Madre nostra Parascheva.
Contacio di s. Parascheva, tono III
Hai sottomesso il corpo con molto digiuno e hai liberato la mente verso Dio, o Parascheva beata, e una vita spirituale hai vissuto, o sempre lodata, evitando ogni mondanità, e ora godi della compagnia delle milizie celesti.
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