Perché i cristiani ortodossi di solito vanno in chiesa la domenica? Quale significato storico e religioso ha la domenica? In che modo è collegata alla Resurrezione e perché è considerata un giorno di riposo e gioia? L'Antico Testamento ci dice: "Poi Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso si riposò da tutta l'opera che Dio aveva creato e fatto" (Genesi 2:3). Questo brano identifica il Sabato come il settimo giorno, un giorno dedicato al riposo e alla pausa dalle attività secolari. I Comandamenti, pronunciati da Mosè dal Monte Sinai, rafforzano questo: "Ricordati del giorno di Sabato per santificarlo. Per sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il Sabato in onore del Signore tuo Dio; non fare in esso alcun lavoro..." (Esodo 20:8-11).
Il significato della domenica inizia con gli eventi del Nuovo Testamento. La crocifissione di Cristo avvenne di venerdì, descritta come "il giorno prima del sabato" (Marco 15:42). Le donne mirofore visitarono la tomba di Cristo dopo il sabato, segnando un periodo in cui il Signore discese all'inferno. È importante notare che la resurrezione di Cristo avvenne "il primo giorno della settimana", segnando un momento profondo non solo nella fede cristiana ma anche nell'osservanza settimanale (Marco 16:9). L'apostolo Paolo sottolinea la centralità di questo evento, affermando: "E se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione e vana anche la vostra fede" (1 Corinzi 15:14). Questa nuova comprensione ha trasformato il Sabato da un semplice giorno di riposo a una celebrazione della resurrezione di Cristo, adempiendo le profezie dell'Antico Testamento e rimodellando il quarto comandamento. La domenica, quindi, non è solo una festa settimanale, ma la commemorazione del giorno in cui si è realizzata la salvezza dell'umanità.
La domenica fu formalmente riconosciuta come giorno di riposo dall'imperatore Costantino il Grande, che ebbe un ruolo fondamentale nella storia cristiana con il suo Editto di Milano. Questo editto, che promuoveva la tolleranza religiosa, alla fine elevò il cristianesimo allo status di religione di stato. Il 7 marzo 321, l'imperatore Costantino emanò un decreto che trasformò la domenica, il giorno tradizionalmente associato al sole nella cultura pagana romana, in un giorno di riposo riconosciuto. Secondo questo decreto, tutte le attività secolari dovevano essere sospese: i mercati chiusi e le funzioni statali interrotte, sebbene il lavoro agricolo fosse esentato da queste restrizioni. Dopo aver ottenuto il controllo dell'intero Impero Romano nel 323, Costantino estese le disposizioni dell'Editto di Milano a tutti i territori orientali, consolidando ulteriormente l'importanza della domenica in tutto l'Impero.
Editti successivi continuarono a rafforzare il significato della domenica. Nel 337, fu approvata una legge che permetteva ai soldati cristiani di partecipare alle liturgie domenicali, ottenendo un giorno libero dalle fatiche dell'addestramento. In seguito, l'imperatore Teodosio avrebbe proibito gli intrattenimenti pubblici la domenica per onorare la sacralità del giorno, una politica che fu delineata in un editto del 386 che proibiva anche procedimenti legali e attività commerciali la domenica. Per i cristiani, ogni domenica è celebrata come una "piccola Pasqua", un'eco settimanale della Pasqua. Centrale in questo giorno è la partecipazione alla Divina Liturgia, che lo contrassegna come un momento principalmente di preghiera e riflessione spirituale piuttosto che di attività secolari. Questa osservanza si collega alla più ampia dottrina cristiana che enfatizza la natura festosa della domenica, rispecchiando la gioia della Resurrezione.
Nella tradizione ortodossa, sia la domenica che il sabato hanno uno status speciale: sono giorni di festa, come stabilito dai canoni della Chiesa; ad esempio, in questi giorni è prescritto che non si debbano fare prostrazioni.
Questa particolarità è particolarmente pronunciata durante la Quaresima. A differenza del focus penitenziale che caratterizza i giorni feriali della Quaresima, le domeniche (e i sabati) rompono la norma con un servizio celebrativo. Invece della Liturgia dei Doni Presantificati tipica dei giorni feriali, viene servita la Liturgia completa, senza la Preghiera penitenziale di Sant'Efrem il Siro, ed escludendo le prostrazioni, mantenendo così lo spirito festoso appropriato alla commemorazione della resurrezione di Cristo.
Ricordiamo che per i cristiani ortodossi, la domenica inizia il sabato pomeriggio, al canto dei Vespri, e termina con il pomeriggio della domenica, con i vespri che iniziano il lunedì.
Santifichiamo le feste e non perdiamoci mai l'occasione di lodare il Signore!
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