Il Santo Profeta Daniele e i Tre Santi Giovani Anania, Azaria e Misaele

 Oggi 30/17 dicembre la Chiesa ortodossa commemora il Profeta Daniele e i Tre Santi Giovani Anania, Azaria e Misaele. 

Negli anni successivi al 600 a.C. Gerusalemme fu conquistata dai Babilonesi, il Tempio costruito da Salomone fu distrutto e molti degli Israeliti furono condotti in cattività a Babilonia. Tra i prigionieri c'erano anche gli illustri giovani Daniele, Anania, Azaria e Misaele. L'imperatore di Babilonia, Nabucodonosor, diede ordine di istruirli nella saggezza caldea e di vestirli con abiti eleganti alla sua corte. Ma loro, nell'attenersi ai comandamenti della loro fede, rifiutarono la stravaganza e condussero uno stile di vita rigoroso; si sostentavano infatti solo con verdure e acqua. Il Signore concesse loro la saggezza e a San Daniele il dono della perspicacia e dell'interpretazione dei sogni. Il santo profeta Daniele, avendo conservato la fede sacra nell'Unico Dio e confidando nel Suo aiuto onnipotente, nella sua saggezza superò tutti gli astrologi e gli stregoni caldei, e fu fatto confidente dell'imperatore Nabucodonosor. Una volta Nabucodonosor ebbe uno strano sogno, che lo terrorizzò, ma al risveglio dimenticò i dettagli della visione. I saggi babilonesi sembravano impotenti nell'apprendere cosa l'imperatore avesse sognato. Allora il santo profeta Daniele diede gloria a tutti al potere del Vero Dio, rivelando non solo il contenuto del sogno, ma anche il suo significato profetico. Dopo questo Daniele fu elevato dall'imperatore a consigliere del regno di Babilonia.

 In quei tempi l'imperatore Nabucodonosor diede ordine di erigere a sua immagine un'enorme statua, alla quale fu decretato di accordare gli onori degni di un dio. Per il loro rifiuto di farlo, i tre santi ragazzi, Anania, Azaria e Misael, furono gettati in una fornace ardente. Le fiamme si sprigionarono sulla fornace per 49 cubiti, abbattendo i Caldei che stavano lì intorno, ma i santi ragazzi camminarono in mezzo alle fiamme, offrendo preghiere e salmi al Signore (Dan. 3: 26-90). L'angelo del Signore, apparendo, raffreddò le fiamme e i ragazzi rimasero illesi. L'imperatore, vedendo ciò, comandò loro di uscire e si convertì al Vero Dio.

      Sotto il successivo imperatore Baldassarre, San Daniele interpretò una misteriosa iscrizione ("Mene, Takel, Phares"), che era apparsa sul muro del palazzo durante un banchetto (Dan. 5: 1-31), che prediceva la caduta del regno babilonese. Sotto l'imperatore persiano Dario, San Daniele fu calunniato dai suoi nemici e fu gettato in una tana con leoni affamati, ma non lo toccarono e rimase illeso. L'imperatore Dario quindi, nel rallegrarsi per Daniele, diede ordine in tutto il suo regno di adorare il Dio di Daniele, "poiché Egli è il Dio vivente ed eterno, e il suo regno è illimitato, e la sua sovranità è senza fine" (Dan. 6: 1-29). Il santo profeta Daniele si dolse profondamente per il suo popolo, che allora stava subendo un giusto castigo per una moltitudine di peccati e offese, per aver trasgredito le leggi di Dio, – risultanti nella dolorosa cattività babilonese e nella distruzione di Gerusalemme: "Mio Dio, porgi l'orecchio e ascolta, apri gli occhi e guarda la nostra desolazione e la città nella quale è pronunciato il tuo nome; perché noi ti supplichiamo, confidando nella speranza non nella nostra giustizia, ma nella tua grande misericordia" (Dan. 9: 18).

Durante l'interpretazione del sogno dell'imperatore Nabucodonosor, il profeta Daniele dichiarò dei regni che si sostituivano l'un l'altro e del grande regno finale, il Regno del nostro Signore Gesù Cristo (Dan. 2: 44). La visione profetica sulle settanta settimane (Dan. 9: 24-27) racconta al mondo i segni della Prima e della Seconda Venuta del Signore Gesù Cristo ed è collegata a quegli eventi (Dan. 12: 1-12). San Daniele intercedette per il suo popolo davanti al successore di Dario, l'imperatore Ciro, che lo stimava molto e che decretò la libertà per il popolo israelita. Daniele stesso e i suoi compagni Anania, Azaria e Misaele, sopravvissero tutti fino alla vecchiaia, ma morirono in prigionia.

Tropario dei santi Profeta Daniele e i Tre Giovani Anania, Azaria e Misaele, tono II

 Grandi sono le opere della fede; in mezzo alla fornace, come in un'acqua rinfrescante, i tre fanciulli santi gioirono e il profeta Daniele cui i leoni si fecero come pecore, si dimostrò pastore. Per le loro preghiere, Cristo Dio, abbi pietà di noi.

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