Oggi 14/27 dicembre, la Chiesa Ortodossa commemora il beato Venanzio Fortunato, vescovo di Poitiers (+607).
Venanzio Onorio Clemenziano Fortunato nacque nel 530 vicino a Treviso, a nord di Venezia, è conosciuto soprattutto come letterato. Tutto ciò che si sa della sua giovinezza è che studiò logica, retorica e diritto a Ravenna. All'età di vent'anni circa, rischiò la cecità, una malattia particolarmente grave per uno studioso, ma guarì dopo essersi strofinato gli occhi con l'olio di una lampada che ardeva davanti a una immagine di S. Martino di Tours (11 nov.) in una chiesa di Ravenna.Dopo aver recuperato la vista, Venanzio decise di compiere un pellegrinaggio al sepolcro di S. Martino a Tours., per ringraziarlo. Intraprese il viaggio proprio prima dell'invasione longobarda dell'Italia, che devastò la parte settentrionale della penisola. Partecipò al matrimonio del re Sigeberto e della moglie Brunilde alla corte di Metz, e compose un elaborato epitalamio per le loro nozze. Le sue doti lo resero popolare a corte e presso i nobili, che lo ospitavano a turno. Trovò una sistemazione a Poitiers, dove la beata regina Radegonda (13 ago.) si era rifugiata per difendersi dal marito, Clotario I, brutale e assetato di sangue che le aveva ucciso il fratello.
All'abbazia della S. Croce, Fortunato trovò una congregazione di monache che vivevano in pace e che apprezzarono la sua erudizione, diventando sue amiche. Radegonda e la figlia adottiva Agnese lo spinsero all'ordinazione sacerdotale, ed egli divenne loro cappellano, consigliere, uomo d'affari e segretario. Radegonda conduceva una vita privata molto austera, ma non imponeva alle persone che aveva intorno lo stesso stile di vita. La maggior parte delle monache proveniva dalle grandi famiglie aristocratiche galloromane che osservavano la Regola dei SS. Cesario e Cesaria di Arles in una grande abbazia con giardini e terme, una delle poche zone in cui ancora era vivo il mondo romano classico, e fu lì che san Venanzio svolse la sua attività sacerdotale. San Venanzio compose diversi inni liturgici, il più famoso dei quali rimane il Vexilla Regis quaresimale, ma anche opere di teologia meno note come Vite di diversi santi e un carme storico incentrato sul regno dei goti. Nel 569, l'imperatore Giustiniano II mandò una reliquia della Croce al monastero, e in quella occasione compose il famoso inno Vexilla regis prodeunt. Nel 590 fu eletto vescovo di Poitiers. Il beato Venanzio si addormentò in grazia nel 607 nella città di cui era vescovo.
Tropario di San Venanzio, tono IV
Esempio di fede e immagine di mitezza, maestro di continenza: così ti mostrò al tuo gregge la verità dei fatti; per questo con l’umiltà hai acquisito ciò che è elevato, con la povertà, la ricchezza, o padre e vescovo Venanzio: prega Cristo Dio, perché salvi le anime nostre.
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