Predica per la Domenica dopo la Natività

 Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio. Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più. Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino». Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno». [Matteo 2,13-23]


Icona della Domenica: La Cristoforia (in basso) e gli Innocenti (in alto).

 La nostra vita è piena di pericoli fisici e spirituali. Ma il vero credente è fiducioso che Dio ci conosce e ci protegge con la Sua onnipotenza. E quale rifugio più meraviglioso può esserci di questo: vivere "all'ombra delle Sue ali!" (cfr. salmo 90). 

Dove fino a pochi giorni prima risuonavano canti angelici e letizia, nella cittadella in cui pastori, magi e angeli avevano condiviso la gioia spirituale dell'incontro col Dio dell'Universo, in quello stesso luogo, alcuni giorni dopo, Betlemme soffrirà l'ira senza senso di Erode, il tetrarca fantoccio, che per non perdere il suo regno terreno, farà sterminare 14mila bambini, col solo fine di eliminare il Signore Gesù, il Verbo Incarnato. 

Sono trascorsi duemila anni da quando la Sacra Famiglia, passando per il campo di Boaz, si diresse verso l'Egitto, vegliata dallo sguardo del Dio celeste. L'antenato di Davide, Boaz, parlò di questa cura divina, dicendo a Rut la Moabita: «Piena ricompensa ti sia data dal Signore, Dio d'Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti!» (Rut 2,12). Il profeta Davide, unto re a Betlemme nel 1072 a.C., avrebbe poi detto: «Hai moltiplicato la tua misericordia, o Dio, e all'ombra delle tue ali troveranno rifugio i figli dell'uomo» (Sal 35,7).

Celso, il filosofo greco, diceva di Cristo: “Ogni altro maestro invita a sé le persone migliori, i più saggi e i più virtuosi, ma questo stolto, Gesù, chiama a sé gli stanchi e gli oppressi…, i rottami e lo scarto della gente". E a lui, sicuramente, san Paolo risponde: "Fratelli, mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio. Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini. (1 Corinzi 1, 22-25)

Dobbiamo accogliere con gioia tutte le tentazioni che ci vengono dal diavolo e dal mondo, come opportunità per sconfiggere il diavolo, "che seduce tutto il mondo" (Ap 12,9). Le virtù cristiane, come l'umiltà, la pazienza, l'amore, il perdono, la forza., si perfezionano nella fornace delle tentazioni. La forza di un cristiano e il valore della sua fede si mostrano quando combattiamo le tempeste della vita, proprio come l'abilità di un timoniere si mostra non quando il mare è calmo, ma quando la nave è sballottata dalle onde sollevate dalla tempesta.

Dio, che ci ha creati e redenti, non ci lascia soli se confidiamo nella sua potenza, ma ci rafforza con la sua grazia, affinché possiamo affrontare e superare gli inganni del diavolo e le difficoltà dell'esistenza e non cadere nel peccato. 

La fiamma della fede è ciò che illumina il nostro cammino nella vita e ci protegge dai pericoli. Pertanto, nei momenti di dubbio o nei momenti difficili della vita, non perdiamo la fiducia, ma corriamo davanti al Salvatore, pregando insieme ai Santi Apostoli: «Signore, accresci la nostra fede» (Lc 17,5).

Come il giusto Giuseppe ha protetto la Madre di Dio e il Figlio Unigenito del Padre, così anche noi dobbiamo proteggere la nostra fede nel Signore, la Chiesa, e i suoi dogmi e il suo stile di vita. Il giusto e beatissimo Giuseppe diventa oggi per noi un modello di forza cristiana, di abnegazione. Quanti di noi si preoccupano di proteggere il Cristo dentro il proprio cuore? Quanti di noi con le labbra adorano Dio, ma col cuore sono lontani? C'è posto per il piccolo Gesù dentro di noi? Tutti vogliono il Dio Onnipotente, il Signore degli Eserciti che sconquassa i nemici e ci dà una vittoria facile. Ma pochi desiderano partecipare del piccolo, inerme, sofferente Bambino che rischia la morte e subisce l'esilio. Il Signore venne nell'umiltà e nella piccolezza per mostrarci la via del perfezionamento spirituale: nella umiltà e nella piccolezza. E se saremo fedeli nel piccolo, come dice l'Evangelo, saremo fedeli nel molto, e potremo godere della vittoria finale del giusto Giudice al momento dell'Apocalisse, quando verrà con gloria a giudicare i vivi e i morti. 

Ringraziando Dio Onnipotente per averci custodito, come un Padre buono, sotto il riparo delle Sue ali durante l'anno trascorso (cfr Sal 16,8), gli chiediamo, come nell'anno che sta iniziando, di tenerci sotto la Sua protezione e di proteggerci da ogni male. Chinando il capo davanti all'Onnipotente, diciamogli con fiducia: "Signore, aiutaci nella "buona battaglia" e concedici abbondanti misericordie e beati adempimenti nella nostra vita e nelle nostre famiglie". Amen.

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