Carnevale: chi sei veramente?

 Oggi gli ortodossi di tutto il mondo celebrano la Domenica del Giudizio Universale, chiamata anche "Domenica del Carnevale" (carne-levare, ultimo giorno in cui si mangia carne fino a Pasqua). 

Un'altra parte del mondo, invece, celebra una ricorrenza pagana chiamata pure "Carnevale". 

Questo perché i cristiani medievali, nel giorno del Giudizio Universale, si concedevano divertimenti e cibo prima delle fatiche della Quaresima. Nello stesso periodo, Gennaio-Febbraio, i romani pagani osservavano altre festività come i Baccanali e i Saturnali, che prevedevano un periodo di depravazione e di disordine al fine di ricalibrare l'ordine cosmico basato sull'ordine morale ed etico. Durante le antesterie - un rituale bacchico - passava il carro di colui che doveva restaurare il cosmo dopo il ritorno al caos primordiale. Sepolto insieme con il non-sense pagano nel medioevo, il carro ha fatto la sua  ricomparsa nel Basso Medieovo italiano, quando la moda paganeggiante è fiorita nella mia amata patria, Firenze, e nelle zone attigue, come Siena e Lucca.  Sul carro (che però veniva presentato a Pasqua, con altri significati apparenti) c'è molto da dire, ma lo affronterò forse in un altro articolo. 


Which way, western man?

L'uso della maschera è un tratto distintivo del Carnevale (neo)pagano. Interessante come in latino, la parola "persona" significa maschera. Da qui il verbo italiano "impersonare" a teatro.  Come direbbe Pirandello, tutti indossiamo una "maschera" perché siamo "persone". Tutti abbiamo un ruolo, un compito e così via. E i romani, per rispettare la loro cosmogonia, durante i Saturnali offrivano un ribaltamento dei ruoli (gli schiavi governavano la casa per un giorno, i padroni fingevano di essere schiavi, etc.) atto a manifestare una sorta di caos primordiale da cui sarebbe uscito l'ordine sociale. I bambini e i giovani adulti di oggi pure emulano questo sentimento pagano, indossando i panni di figure mitiche, eroi della Marvel, personaggi famosi della letteratura o della filmografia, e così via. 

Praticamente, celebriamo la falsità. Perché poche ore dopo, saremo di nuovo con le nostre vere persone.

Il Cristianesimo ci chiama all'opposto. Invece di fingere un cambiamento, la Chiesa ci chiama alla metanoia, ad un ravvedimento e ad un cambiamento VERO. Possiamo diventare davvero altro. Possiamo davvero diventare una persona migliore, possiamo davvero indossare non una maschera, ma un abito nuovo, candido, l'abito della salvezza. 

Nell'Apocalisse, il Signore verrà senza maschere. Il Signore verà nella gloria, mostrando la propria Divinità e la propria potenza qual Giudice dell'Universo. E anche noi abbandoneremo ogni pretesa e ci presenteremo così come siamo. 

Sarebbe meglio prepararsi ad essere la nostra variante migliore, invece che una maschera banale.

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