Domenica Terza del Triodio, ovvero del Giudizio Universale. Per il calendario ecclesiastico, oggi è anche la festa della Presentazione di Cristo al Tempio, chiamata anche Purificazione di Maria o Candelora (per la benedizione delle candele).
Letture di oggi: Ebrei 7:7-17, Luca 2:22-40, Matteo 25:31-46
In questa domenica doppiamente benedetta, ascoltiamo il placido grido del giusto Simeone che dice: "congeda il tuo servo in pace, o Signore, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza." In poche parole, l'illuminato di Dio ci presenta il tema profondo della missione cristica sulla Terra.
La festa della Presentazione di Cristo al Tempio termina il ciclo dell'Infanzia, iniziato col Natale. E' una festa che ci presenta due realtà: l'offerta del primogenito al tempio di Dio e la purificazione della madre dopo i 40 giorni dalla nascita, così come comandato dall'antica Legge. Ancora oggi, noi cristiani ortodossi osserviamo questo rituale prima del Battesimo, in ossequio al Signore che si offrì come Primogenito all'altare del Signore, e Primogenito fra i morti (cfr. Colossesi 1,18) e tramite il suo sacrificio, ci ha ricongiunti al Padre Celeste.
La Purificazione della Vergine è un tema centrale anche per le donne di oggi. Dopo i dolori e le gioie del parto, la Donna trova la sua dignità nella maternità. La santissima Madre di Dio tuttavia non aveva bisogno di purificazione rituale, in quanto il suo parto è stato immacolato e il Signore non porta su di sé il peccato ancestrale. Né Gesù Cristo né Maria Santissima erano obbligati a seguire queste prescrizioni. Nessuna impurità aveva contratto Maria, perché aveva concepito e dato alla luce in modo verginale; neppure la legge di riscatto del primogenito riguardava Gesù il Messia, autentico Agnello di Dio che veniva a togliere i peccati del mondo. Eppure per tre volte, in pochi versetti, si sottolinea che tutto era stato fatto in stretta osservanza della Legge di Dio. Perche' lo stesso Cristo rammenta a noi e ai suoi discepoli che non venne ad abolire la legge, ma a portarla a compimento.
Infatti ci rammenta la Lettera agli Ebrei: Ora, senza dubbio, è l'inferiore che è benedetto dal superiore. (7:7). Ed è per questo che l'anziano sacerdote Simeone domanda la benedizione all'Infante Gesù, nonostante il grado e l'età dovrebbero ovviamente presupporre l'opposto. Inoltre, l'anziano Simeone conferma la profezia di Malachia, dicendo: "hai preparato la salvezza per tutte le nazioni" (Luca 2:31). E i giudei, che invece non ritenevano né possibile nè giusto che altri popoli ottenessero un rapporto con Dio, si scandalizzano. Inclusi i beati Giuseppe e Maria, che ricevono però istruzioni dall'anziano. Inoltre, della profetessa Anna, viene detto: "Non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere." Ecco come possiamo tutti noi ricecvere la grazia di vedere Dio: digiuno e preghiera, come lo stesso Salvatore dirà diversi anni dopo.
C'è anche un dettaglio importantissimo nel Vangelo di Luca che leggiamo per la festa. Simeone aveva su di sè lo Spirito Santo. Un uomo può riconoscere la Verità e può riconoscere il Signore solo se si è fortificato nello spirito e ha ricevuto la Grazia di aprire gli occhi del cuore. Come testimonia il Vangelo, coloro che hanno potuto riconoscere in Gesù di Nazaret il Messia erano tutte persone fortificate nella conoscenza della Legge, che compivano i comandamenti di Dio, ma che avevano il cuore aperto all'esperienza mistica, al contatto con Dio, non in modo freddo e calcolato, ma in spirito di grazia e verità:
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. (Giovanni 1:14).
Chi non accoglie l'idea della Verità non può accogliere il Signore Gesù Cristo. La sua esperienza religiosa rimane una falsa e finta pace, mentre la vera pace divina passa attraverso il sacrificio, come ricorda il Vangelo di oggi:
E a te stessa una spada trafiggerà l'anima (Luca 2:35).
Nella lingua greca la Presentazione viene chiamara Incontro (Ypapantì). L'incontro fra il vecchio, debole uomo e il Redentore fresco, giovanissimo, un'infante. E la Domenica di Carnevale, che serbiamo oggi, ci narra di un altro tipo di Incontro. Lo stesso Bambino che oggi Simeone innalza fra le sue braccia, sarà il giusto Giudice dell'Apcalisse. E se la gloria di Gesù Cristo nella sua prima venuta è una brezza leggera, umile, un tipo di gloria interiore e nascosta, la seconda venuta sarà di tutt'altro genere, come lo stesso Signore ha detto:
Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. (Mt. 25:31-33).
Il Redentore chiama se stesso Pastore e Re. Pastore che separa le pecore (i servi fedeli) e i capri (i dannati) e Re perché il Signore del Cosmo e della Creazione offrirà in eredità il Regno dei Cieli. Il Vangelo di Matteo ci prepara a questa ineluttabile promessa, ma con una curiosa premessa. Il Signore salverà e donerà il Regno dei Cieli a coloro che hanno nutrito, aiutato, confortato, visitato, ospitato, vestito e soccorso i "fratelli più piccoli", cioè quelli bisognosi. Oltre al supporto sociale - che non va certo eliminato - i Padri della Chiesa ci insegnano che queste parole hanno un duplice senso.
Nutrire con il pane della vita eterna, ovvero la predicazione dell'Evangelo. Vestire con l'abito di giustizia, come dice san Paolo. Visitare i malati spirituali per la loro guarigione. Offrire ospitalità a coloro che cercano amore.
Dice san Giovanni Crisostomo: se non trovi Cristo fuori dalla porta della chiesa, non lo troverai al suo interno.
Il nostro essere cristiani è un ministero pubblico. Il nostro lavoro principale è testimoniare il Signore. Questo lo facciamo non solo con la preghiera, che è necessaria, ma anche con atti di quotidiana misericordia.
Ci salverà tutto questo: amore, perdono, umiltà, come abbiamo visto nelle domeniche precedenti. Ma ci salverà anche la nostra gentilezza, la nostra cura per gli altri, il nostro impegno.
Il Divino Fanciullo, il Giudice giusto e tremendo dell'Apocalisse, ci salvi e ci conceda di stare alla sua destra, per le preghiere della sua benedetta e casta Madre.
Come cantiamo alle Lodi della festa della Presentazione, anche noi esclamiamo:
Luce per la rivelazione delle genti, sei apparso, o Signore, seduto su una nube leggera, o Sole di giustizia, compiendo la legge nell'ombra e mostrando l'inizio del nuovo Dono. Per questo, quando Simeone ti vide, gridò: Liberami dalla corruzione, perché oggi ti ho visto. [Terza stichera delle Lodi al Mattutino]

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