Guida pratica alla Confessione nella Chiesa Ortodossa

 Non ti è chiaro come confessarti? E' la prima volta? Oppure vuoi semplicemente prepararti meglio per l'incontro col tuo padre spirituale? Questa piccola guida fa al caso tuo.

Nella Confessione si confessano i peccati commessi dall'ultima confessione e quelli rimasti non confessati (perché dimenticati o perché non si sapeva che fossero peccati e nel frattempo lo si è scoperto). I peccati già confessati non vengono ripetuti. Inoltre, non si raccontano le circostanze in cui si sono verificati i peccati. Raramente sono importanti e queste storie non farebbero altro che occupare il tempo della confessione degli altri fedeli e appesantire il sacerdote confessore. Qualsiasi spiegazione verrà richiesta dal sacerdote. Inoltre,

se per vari motivi non si è determinati a raccontare tutto, è meglio non confessarsi, perché ciò che si confessa non verrà perdonato, ma si dice addirittura che verrà raddoppiato. Perché dovremmo vergognarci di confessare i nostri peccati al sacerdote? Non è forse anche lui un uomo come noi? Perché non ho provato questa vergogna quando ho peccato?



La cosa più importante riguardo alla Confessione sono le condizioni per il perdono dei peccati confessati:

– il pentimento per questi peccati;

– la decisione di non ripeterli;

– la confessione deve essere sincera e completa;

– il sacerdote deve dare l'assoluzione dei peccati;

– l'adempimento del canone (penitenza) ricevuto dal confessore.

Il sacerdote a cui ci confessiamo è scelto. Così come cerchiamo il medico più competente per le nostre malattie, allo stesso modo dobbiamo cercare il confessore più competente per i nostri peccati. Dovremmo cambiare confessore solo per validi motivi (ci siamo trasferiti o il sacerdote si è trasferito, il sacerdote è morto, è stato sopraffatto da gravi peccati, ecc.). Quanto meglio ci conosce, tanto meglio potrà consigliarci.

Dobbiamo dire a Dio, sotto l'epitrachelion del sacerdote:

• quando ci siamo confessati l'ultima volta;

• se in quell'occasione abbiamo confessato tutti i nostri peccati;

• se abbiamo ricevuto qualche canone;

• se abbiamo ricevuto l'assoluzione per ricevere la Santa Comunione.

Ricordiamoci che la santa Confessione è il mistero del Pentimento, e non un mero atto formale. Tuttavia, per il benestare della nostra vita spirituale, è bene affrontare la Confessione almeno 4 volte l'anno, all'inizio di ogni periodo di digiuno: Avvento, Quaresima, digiuno di Pietro e Paolo, e digiuno della Dormizione. In questo modo, potremo prepararci per la comunione delle grandi feste. La Confessione è non solo il momento in cui chiediamo perdono a Dio per le nostre colpe, ma anche quando ci confrontiamo con la nostra vita spirituale e chiediamo aiuto al sacerdote per la direzione della vita quotidiana e delle esperienze spirituali. 

Prima o dopo la Confessione, è bene recitare il Canone di Pentimento al Salvatore

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