perché nelle icone di santa Marianna compare un serpente?

 Santa Marianna (o Mariamne)fu una figura apostolica del I secolo, venerata come isoapostola. Accompagnò il fratello san Filippo apostolo e San Bartolomeo a Ierapoli, in Frigia, per evangelizzare, subendo persecuzioni. Dopo la morte di Filippo, Mariamne continuò a predicare il Vangelo in Licaonia, battezzando molti pagani prima di morire in pace.

Nata a Betsaida di Galilea, in una famiglia che respirava l'aria della Scrittura, Santa Mariamna scelse un percorso insolito per le donne del suo tempo. Spinta dalla conversione del fratello, l'apostolo Filippo, fece voto di verginità e si unì al gruppo missionario, diventando una presenza necessaria nella predicazione del Vangelo. Non fu solo una compagna, ma una "co-apostola" che parlava direttamente alle donne nelle città pagane, in un mondo in cui le barriere sociali avrebbero reso impossibile agli uomini entrare nell'intimità delle loro case.

La pagina più drammatica della sua vita fu scritta a Ierapoli, la "città delle vipere", dove sopportò percosse, umiliazioni e prigionia al fianco di Filippo e Bartolomeo. Pur assistendo alla sconvolgente crocifissione del fratello, Santa Mariamna non si lasciò sopraffare dal dolore, essendo colei che intercedette per la salvezza della folla durante il terremoto che inghiottì il tempio di Echidna. Il suo coraggio fu tale che, dopo la morte del Santo Apostolo Filippo, non si ritirò in salvo, ma continuò la sua missione da sola nelle aspre terre della Licaonia.

Fino alla fine dei suoi giorni, Santa Mariamna rimase una pellegrina di Cristo, trasformando i deserti spirituali dell'Asia Minore in... oasi di fede. Morì in pace, lasciando dietro di sé intere comunità di cristiani battezzati e un'eredità di coraggio femminile che le valse, nella tradizione greca, il titolo di "Pari agli Apostoli". 

La Santa Chiesa Ortodossa commemora santa Marianna isoapostola e vergine il giorno 1 marzo / 16 febbraio. 




Il serpente nelle icone di Santa Mariamna

Molti rimangono sorpresi nel vedere, nelle chiese o sulle pagine di un sinassario illustrato, una presenza inquietante nell'icona di Santa Mariamna. Perché una discepola di Cristo, simbolo di purezza e delicatezza missionaria, dovrebbe portare il marchio della bestia che causò la caduta dell'uomo in paradiso?

Nel Sinassario leggiamo che, dopo aver predicato in Asia Minore, il Santo Apostolo Filippo, insieme a Santa Marianna e San Bartolomeo, giunse a Hierapolis (Frigia). La città era un temuto centro pagano, famoso per i suoi templi, ma soprattutto per la venerazione di una creatura mostruosa chiamata Echidna.

Per chi non lo sapesse, nella mitologia greca, Echidna era considerata la "Madre di tutti i mostri", essendo una terrificante creatura ibrida, con il volto di una bellissima donna e il corpo di un gigantesco serpente velenoso. Nascosta in grotte oscure, simboleggiava la natura ingannevole del male, usando il suo aspetto umano per attirare i passanti e divorarli vivi. Insieme al gigante Tifone, diede alla luce le più grandi disgrazie del mondo antico; tra i suoi discendenti c'erano Cerbero, l'Idra e la Chimera, essendo quindi considerata la fonte primordiale del caos e della sofferenza umana che precedette l'ordine olimpico.

Così, i pagani di Hierapolis non solo la nutrirono, ma le offrirono anche sacrifici, considerandola una divinità che controllava la vita e la morte. In questo clima di terrore e superstizione, i tre santi iniziarono a predicare, sfidando apertamente l'autorità del "dio" locale.

Grazie al potere delle preghiere dei santi, si dice che la vipera gigante sia morta improvvisamente nel suo tempio. Questa "morte del dio" fu uno shock per gli abitanti, ma un'opportunità di guarigione per gli altri. L'apostolo Filippo iniziò a guarire tutti coloro che erano stati morsi da serpenti o posseduti da spiriti maligni; tra coloro che furono guariti c'era anche la moglie del governatore (Ehidna, che portava il nome del serpente). Sebbene guarita e convertita, il suo gesto attirò l'ira del marito, che vedeva i cristiani come pericolosi stregoni che gli avevano "rubato" la moglie e distrutto il culto della città.

Vedendo minacciata la sua autorità, il governatore Anfipatro, su istigazione dei sacerdoti pagani, ordinò l'arresto immediato dei santi, sottoponendoli a torture di orribile crudeltà. Mentre san Filippo veniva crocifisso a testa in giù sulle mura del tempio, con le caviglie trafitte dalle belve, e san Bartolomeo veniva inchiodato accanto a lui, santa Marianna divenne bersaglio di un tentativo di umiliazione pubblica volto a calpestarne la dignità. Credendo che il suo potere derivasse dagli abiti maschili che indossava come simbolo di ascesi, gli aguzzini cercarono di spogliarla davanti alla folla, ma in quel momento intervenne Dio: il corpo della santa si trasformò in una vera e propria torcia di fuoco, rimanendo intoccabile.

Santa Mariamna si ritirò poi in Licaonia (una regione dell'Asia Minore centrale). Qui trascorse il resto dei suoi giorni in un rigoroso ascetismo e in una preghiera incessante. Si dice che "attraversasse città e villaggi", guarendo i malati e convertendo moltitudini dagli idoli alla fede cristiana con la potenza della sua parola, considerata dai contemporanei "piena di fuoco". A differenza del fratello, Santa Mariamna non morì martire. Dopo una vita di pellegrinaggi, sofferenze e innumerevoli miracoli, si convertì al Signore in pace nella seconda metà del I secolo.

Pertanto, l'icona di Santa Mariamna in cui appare un serpente è, di fatto, un "segno vivo" della vittoria della grazia di Dio sulla paura. Se agli albori dell'umanità, il serpente riuscì a ingannare Eva, portando la morte attraverso la disobbedienza, nell'icona di Santa Mariamna possiamo dire di vedere il processo invertito: una donna piena di Spirito Santo ora calpesta la testa della "madre dei mostri", dimostrando che nessuna tentazione può resistere alla preghiera.

Tropario di s. Marianna, tono III

Per le preghiere della tua santa apostola Marianna, o Misericordioso, cancella le nostre colpe e donaci la salute. 


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