Per la festività del Sabato di san Lazzaro, proponiamo il commento di san Teofilatto di Ohrid (XI secolo) al Vangelo di Giovanni (Gv 11:1-44), dal libro Commento al Vangelo di Giovanni. Il santo offre una lettura spirituale del famoso brano evangelico.
La voce forte del Salvatore, che ha risuscitato Lazzaro, serve da immagine della grande tromba che suonerà alla Risurrezione generale. Giovanni, rispetto agli altri evangelisti, proclama la dottrina più elevata riguardo al Signore e fa grandi discorsi teologici; perciò, dalle opere del suo corpo, narra le cose più umili. Perciò, nella sofferenza del Signore, egli trova molto di umano e così dimostra la verità della sua carne, affinché sappiate che il Signore era sia Dio che uomo. Forse è bene comprendere che questo miracolo si applica anche all'uomo interiore. La nostra mente è amica di Cristo, eppure spesso è sopraffatta dalla debolezza della natura umana, cade nel peccato e muore di una morte spirituale e pietosa. Eppure, da parte di Cristo, è degna di pietà, perché il morto è Suo amico. Che le sorelle e i parenti della mente defunta, come Marta (poiché Marta è più corporea e materiale), e l'anima, come Maria (poiché Maria è più pia e riverente), vengano a Cristo e si prostrino davanti a Lui, portando con sé pensieri di confessione. E il Signore senza dubbio apparirà alla tomba, ordinerà la rimozione della cecità che persiste nella memoria, come una pietra, e riporterà alla mente benedizioni e tormenti futuri. E chiamerà con la grande voce della tromba del Vangelo: "Uscite dal mondo e non lasciatevi seppellire dalle distrazioni e dalle passioni mondane" - e così risusciterà dal peccato colui che è morto, le cui ferite puzzavano di malizia e malignità. Il defunto emanava un forte odore perché aveva quattro giorni, cioè era morto alle quattro virtù miti e luminose ed era inerte e immobile con esse. Tuttavia, sebbene fosse immobile e legato mani e piedi, stretto dai nodi dei suoi peccati e apparisse completamente inattivo, sebbene il suo volto fosse coperto da un fazzoletto, tanto che quando gli veniva applicata la copertura carnale non poteva vedere nulla di divino, egli udrà: «Scioglietelo, angeli buoni e sacerdoti che servite la salvezza, e concedetegli il perdono dei peccati, lasciatelo andare e cominciate a fare il bene.

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