«Profetizza a queste ossa e di' loro, Ossa secche, ascoltate la parola del Signore!» (Ezechiele 37:4)
Accadde il giorno di Pasqua del 1935, nel monastero di San Paolo sul Monte Athos. Dopo i Vespri dell'Amore (la seconda Resurrezione), è consuetudine che tutti i genitori si riuniscano nell'arcondarico per scambiarsi gli auguri di Pasqua.
Padre Tommaso, appena tonsurato e ignaro dell'ordine, si fece avanti insieme ai monaci più anziani. L'abate Serafino lo vide, ma non gli disse nulla. Quando padre Tommaso disse: "Beato te", l'abate rispose: "Padre Tommaso, per favore, scendi all'ossario e dì: 'Cristo è risorto' alle ossa dei padri addormentati, e poi torna indietro". Il giovane monaco, semplice e umile, si affrettò a obbedire, senza pensarci troppo, e corse all'ossario. Giunto lì, gridò a gran voce: "Padri e fratelli, l'abate mi ha mandato a dirvi che Cristo è risorto!". Allora accadde la cosa meravigliosa che le ossa cominciarono a saltare, scricchiolare, giocare e balzare in piedi per la gioia! Un teschio si sollevò addirittura di un metro da terra e gli rispose: "Veramente il Signore è risorto!". Dopodiché tornò il solenne silenzio
Padre Toma tornò dopo circa dieci minuti, sebbene il cimitero e l'ossario del monastero fossero molto vicini all'abate. Quando lo vide, l'abate gli chiese se avesse detto "Cristo è risorto" ai dormienti, e il monaco rispose di sì. Allora l'abate gli chiese di nuovo: "E loro ti hanno risposto?". A quel punto, con gioia, padre Toma gli raccontò tutta la storia. Stupito, l'abate continuò a fargli domande, volendo accertarsi di non aver frainteso.
Il beato padre Tommaso credeva che questa fosse una consuetudine che si svolgeva ogni anno nel monastero, e per questo non gli sembrò troppo strana. La storia in questione fu trascritta dal venerabile gerarca aghiorita Crisostomo, vescovo di Rodóstolos, sulla base delle testimonianze dei padri del monastero di San Paolo, che erano presenti quando avvenne il miracolo.

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