Una risposta ortodossa all'accusa cattolico-romana di Monopatrismo degli Orientali

 Dicono spesso gli apologeti papisti che se lo Spirito Santo procede solo dal Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non hanno alcuna connessione / rapporto principale, e pertanto noi ortodossi saremmo "monopatristi".  

Offro una breve risposta a questa accusa.




Nessun Padre ortodosso ha mai affermato che lo Spirito non abbia "alcuna relazione" con il Figlio nell'eternità. Il Figlio e lo Spirito sono eternamente legati attraverso il Padre. Lo Spirito "riposa" sul Figlio (Gregorio Nazianzeno, Giovanni Damasceno). Il Figlio è l'immagine eterna del Padre; lo Spirito è il "respiro" eterno del Padre che risplende eternamente attraverso il Figlio nelle energie divine. Questa non è una "disconnessione" come si afferma, ma piuttosto il modello stesso dell'unica vita divina.

La seconda fallacia in cui incorre la "argomentazione" è la fallacia della petizione di principio. I polemisti filoquisti presuppongono che il "principio relazionale eterno che definisce la Divinità" debba includere il Figlio come concausa dello Spirito. Questo è precisamente il punto in discussione. I Padri Cappadoci e l'intera tradizione orientale definiscono la Divinità attraverso la sola monarchia del Padre (mia archē, mia aitia). Il Padre è l'unica Causa incausata. Il Figlio è generato dal Padre; lo Spirito procede dal Padre. Entrambe le relazioni sono eterne, ipostatiche e distinte. Inserire il Figlio nell'origine ipostatica dello Spirito significa introdurre un secondo principio e confondere le persone.

In terzo luogo, hanno commesso la fallacia di un falso dilemma. Fingono che le uniche alternative siano (a) il Filioque eterno o (b) un "Padre scisso" e una "divinità incompleta". La teologia ortodossa rifiuta entrambe le alternative. L'unità è assicurata da un'unica essenza (homoousion) e dall'unica Fonte personale (il Padre). Il Figlio e lo Spirito sono pienamente divini perché ricevono l'intera essenza divina dal Padre, non perché co-spirano. La falsa argomentazione papista cancella semplicemente la distinzione patristica tra ekporeusis (eterna processione ipostatica dal solo Padre) e l'invio economico dello Spirito attraverso il Figlio nel tempo e nelle energie divine. Tale distinzione non è un'innovazione, bensì l'insegnamento coerente di Atanasio, dei Padri Cappadoci, di Cirillo di Alessandria, di Massimo, di Giovanni Damasceno, di Sofronio, di Dionigi, ecc. A conferma di questa posizione ortodossa ci sono la stessa Tradizione latina (come per esempio il tropo liturgico Fons Bonitatis, attributo del Padre e la anafora della Missa che presuppone l'epiclesi per comando del Padre) e numerosi padri della Chiesa d'Occidente, come Venanzio Fortunato, Papa Leone III, Papa Giovanni VIII, e altri. Posso senza sforzo produrre le citazioni necessarie a quanti ne sono interessati. Molte di esse sono riprodotte nel blog Ortodossia Romana

Il Filioque non è "necessario" per salvaguardare alcunché. È un'aggiunta superflua e non patristica che subordina la monarchia del Padre, rischia il diteismo (due principi che si celano dietro a tutto ciò) ed è stato aggiunto unilateralmente al Credo in violazione dei Concili Ecumenici (non si può sottolineare abbastanza questo punto, né il fatto che il Credo e le dottrine furono affermati e ratificati in ogni Concilio Ecumenico prima dello scisma). La perfetta unità della Trinità si fonda sulla monarchia del Padre, come è sempre stato.

Abbiamo in passato prodotto una risposta più lunga basata sulal lettura del Concilio di Nicea, traducendo un articolo di Orthodox Christianity. 

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