Enciclica del 1935 del Metropolita Germano di Demetrias, primo primate della Chiesa GOC di Grecia

Pubblichiamo il testo della prima enciclica ufficiale del primate della Chiesa dei Veri Cristiani di Grecia, pubblicata nel 1935, per guidare il popolo sofferente verso la resistenza all'innovazione perniciosa introdotta dal clero massone. Traduzione dal sito Orthodox Miscellany


 Pii sacerdoti, onorevoli custodi delle Chiese e beati cristiani rimasti della nostra santissima Metropolia,

Un requisito imprescindibile per ogni pastore è l'amore per il nostro Salvatore e Signore, Gesù Cristo. «Mi ami?» chiese il nostro Salvatore a Pietro, «Pasci le mie pecore». L'amore e la fede verso il Salvatore e verso l'unica, santa, cattolica e apostolica Chiesa da Lui fondata, sono ciò che noi vescovi confessiamo ufficialmente davanti a Dio e agli uomini quando assumiamo la dignità gerarchica, certificando che desideriamo, con l'aiuto e la fiducia divina, conservare incrollabilmente la fede di Cristo e le sante tradizioni intatte. Dopo trent'anni di ministero pastorale nell'eparchia di Demetrias, salvata da Dio, abbiamo custodito, con timore di Dio, le sante tradizioni, proteggendo il gregge di Cristo da ogni attacco, diventando fedeli testimoni dei divini e santi canoni e tradizioni della nostra Chiesa. Purtroppo, alcuni uomini, parlando in modo perverso, hanno ricevuto la successione della Santa Chiesa di Grecia e, pervertendo la verità, l'hanno sostituita con la menzogna e l'inganno, hanno disprezzato i Sacri Canoni e le Sacre Tradizioni, causando un evidente danno spirituale. Le nostre obiezioni furono vane. Le nostre proteste non ebbero alcun effetto. Senza considerare nemmeno una di queste, ignorarono il Calendario delle Feste della nostra Chiesa [ Heortologion ], indissolubilmente legato alla Regola Pasquale, al Ciclo Domenicale [ Kyriakodromion ], al digiuno dei Santi Apostoli e al culto in generale, introducendo al posto del Calendario delle Feste Ortodosso (Giuliano) il calendario Gregoriano (Franco). Noi, per amore della Chiesa, per dodici anni non cessammo di consigliare e ammonire gli innovatori, indicando la direzione discendente intrapresa dalla Chiesa, che avrebbe portato alla futura rottura dell'unità dell'Unica Santa Chiesa di Cristo, e alle conseguenti discordie, atteggiamenti e tumulti, ma purtroppo non fummo ascoltati. Con grande dolore e contrizione di cuore siamo stati costretti, insieme ad altri gerarchi, a rovesciare ed espellere il calendario gregoriano, mantenendolo solo per la vita quotidiana e le necessità politiche dei cristiani, abbracciando al contempo il calendario festivo della nostra Chiesa, basato sul calendario giuliano, adottato dalla nostra Chiesa al Concilio ecumenico di Nicea. Rimanendo fedeli alla tradizione dei Sette Concili Ecumenici, le cui ordinanze la nostra Chiesa rispetta e conserva senza riserve, collaboreremo con le Chiese ortodosse di Gerusalemme, Antiochia, Monte Sinai, Monte Athos, Russia, Polonia, Serbia e le restanti Chiese ortodosse che mantengono il vecchio calendario festivo patristico, non acconsentendo a rimanere sotto le maledizioni e gli anatemi dei Santi Padri e dei Patriarchi ortodossi, i quali, nei Concili ecumenici e regionali, hanno stabilito ciò che è opportuno.

Siamo convinti che ci seguirete nei campi della grazia evangelica, proprio come il pastore cammina davanti alle pecore e le pecore lo seguono, e non seguono, anzi fuggono, da tutto ciò che è estraneo. Per circa 150 anni, imperatori, gerarchi e uomini potenti sulla terra hanno espulso le sante icone dalle chiese, ma la Fede dei Cristiani si è dimostrata vittoriosa, riportandole trionfalmente nelle chiese, perché "questa è la vittoria che ha conquistato il mondo, vale a dire la nostra Fede". Ogni volta che il popolo ha sentito la propria fede disonorata, l'ha sostenuta e conservata intatta e non falsificata attraverso i secoli. Pertanto, rimanete saldi e mantenete le Tradizioni Ortodosse, osservate il Calendario Festivo Patristico, cioè quello Giuliano. Tenete saldo ciò che avete, affinché nessuno vi privi della vostra corona, cioè l'Ortodossia.

Ad Atene, maggio 1935.

Il vostro fervente supplicante a Cristo,

+ Metropolita Germano di Demetria

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