Mi è giunta voce che a Belgrado una famiglia fosse divisa nei riguardi dell'uso calendariale. Era il giorno della festa del santo profeta Elia, quando la moglie - una figlia dei latini - iniziò a faccendare in casa. Il marito, un ortodosso, le intimò di non lavorare nei giorni di festa. La moglie infatti stava facendo il pane. La donna replicò: "ma la festa del profeta Elia è passata già da 10 giorni" (1). E mentre impastava il pane, il pane divenne pietra nelle sue mani. Una moltitudine di vicini rese noto il miracolo, e testimoniamo la veridicità del medesimo, avendo visto il pane pietrificato con i nostri occhi nel monastero di sant'Elia in Gerusalemme, quando i pani pietrificati furono portati dall'abate Paisio e deposti come reliquie presso l'icona del patrono. E' evidente come questo, così come altri casi, testimoniano la validità del nostro calendario (ortodosso) in luogo di quello (papista).
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1) Nel XVIII secolo la differenza fra il calendario giuliano e quello gregoriano era di 10 giorni. Al tempo presente, i giorni sono 13

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