Un vescovo non calcedonese si converte all'Ortodossia nel 1912

 Dal sito Orthodox History, la storia di una conversione dall'eresia copta all'Ortodossia

Quella che segue è una traduzione dalla Storia di Asad Rustum, vol. 3, pp. 357-362. Il testo è interessante non solo per la descrizione della cerimonia, ma anche perché la conversione sembra essere avvenuta grazie ai contatti del vescovo siriaco con i pellegrini russi. Ricordare questo momento di speranza per l'unità dei cristiani in Siria – appena 112 anni fa – non può che suscitare tristezza, poiché oggi i cristiani sono stati praticamente eliminati da Homs. La catastrofe che portò la comunità siriaca del vescovo Boutros sull'orlo dell'estinzione si sta ora compiendo.


Mentre Beirut esultava per una lettera del Patriarca, Pastore dei pastori e Tredicesimo Apostolo, Homs si rallegrava per l'accoglienza di Cirillo Boutros, vescovo di Sadad, e del suo gregge nella Chiesa Ortodossa Cattolica.

Il 4 marzo 1912 tutto il popolo ortodosso di Homs si radunò nella Cattedrale dei Quaranta Martiri. Dopo il canto del «Pasa Pnoi», Atanasio, metropolita di Homs, lasciò il trono episcopale e si portò alle Porte Regali, rivestito dell'epitrachilion e dell'omoforio; quindi si diresse verso la porta occidentale della chiesa per ricevere Boutros, vescovo giacobita di Sadad, accompagnato da due sacerdoti. Boutros fece il segno della croce e attese che il metropolita si avvicinasse mentre il coro cantava il tropario dei Quaranta Martiri.

Terminato il tropario, Atanasio domandò a Boutros: «Desideri unirti alla Chiesa Ortodossa, rinunciando a ciò che vi è di erroneo nell'insegnamento dei Giacobiti?»

Boutros rispose: «Sì, lo desidero.»

Allora Atanasio lo benedisse dicendo: «Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, unico Dio. Amen.»

Quindi pose la mano sul capo di Boutros e recitò la seguente preghiera:

«O Signore della Verità, guarda il tuo servo, il vescovo che viene a rifugiarsi nella tua santa Chiesa Ortodossa affinché sia custodito sotto la sua protezione. Richiamalo dal suo precedente errore alla vera fede in Te. Concedigli la grazia di camminare sulla via dei tuoi comandamenti. Rivolgi continuamente su di lui il tuo sguardo misericordioso e ascolta la voce della sua supplica. Annoveralo tra il tuo gregge eletto, poiché tutte le potenze celesti lodano e glorificano Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, nei secoli dei secoli.»

Il diacono proclamò quindi l'ektenia: «Preghiamo il Signore.»

Il coro rispose: «Signore, abbi pietà.»

Terminata la preghiera, Atanasio rivolse a Boutros queste domande: «Rinunci all'insegnamento di Eutiche, Teodoro, Dioscoro e di tutti coloro che professano la loro stessa fede?»

Boutros rispose: «Sì, vi rinuncio.»

Atanasio proseguì: «Rinunci al falso insegnamento secondo il quale il Signore nostro Gesù Cristo possiede una sola natura?»

Boutros rispose: «Sì, vi rinuncio.»

Atanasio domandò ancora: «Desideri dunque unirti alla Santa Chiesa Ortodossa Cattolica d'Oriente e prometti di esserle obbediente?»

Boutros rispose: «Lo desidero e lo prometto con tutto il cuore.»

Atanasio continuò: «Credi nell'unico Dio glorificato nella Trinità? Come credi in Lui e come Lo adori?»

Boutros rispose: «Credo nell'unico Dio glorificato nella Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, e Lo adoro.»

Quindi si prostrò fino a terra e lesse la seguente professione di fede:


Professione di fede del vescovo Boutros

«Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Io, misero Boutros, per grazia di Dio vescovo di Sadad e delle sue dipendenze, chiedo alla Santa Chiesa Ortodossa Cattolica, per amore di Dio, di accogliermi nel suo ovile come uno dei suoi figli fedeli. Noi (cioè io e il popolo che mi segue) accettiamo il suo insegnamento universale e promettiamo alla Chiesa Ortodossa la nostra obbedienza canonica. Rinunciamo alla nostra precedente ribellione e respingiamo ogni eresia, soprattutto quella di Eutiche, che insegnava erroneamente che "Cristo nostro Dio possiede una sola natura".Noi invece crediamo, confessiamo e affermiamo che il Signore, generato dal Padre prima dei secoli secondo la divinità e nato negli ultimi tempi dalla Santa Vergine Maria secondo l'umanità, è uno nella sua persona, sussistente in due nature, un solo prosopon, una sola ipostasi, un solo Cristo, un solo Signore, vero Dio e vero uomo.

Noi crediamo, confessiamo e affermiamo che Egli è della stessa essenza (consustanziale) del Padre secondo la divinità. Egli stesso è altresì della stessa essenza di noi secondo l'umanità. Egli è una delle Persone della Santissima Trinità, il Dio Verbo che ha assunto la natura umana dalla Santa Vergine Maria, cioè un'anima razionale, un corpo, le proprietà dell'uomo, l'attività umana e la volontà umana.

Quando il Dio Verbo unì nella propria ipostasi la perfetta natura umana e la perfetta natura divina, divenne uomo senza cessare di essere Dio, poiché nell'unione gli attributi delle due nature non vengono né soppressi né diminuiti. Al contrario, ciascuna delle due nature conserva integralmente le proprie proprietà.

Perciò, nel Signore nostro Gesù Cristo sussistono due nature, due insiemi di proprietà, due operazioni e due volontà, che rimangono in Lui senza confusione, senza mutamento, senza divisione e senza separazione. Per questo motivo i teologi non operano alcuna distinzione tra esse quando interpretano le affermazioni riguardanti Cristo Signore contenute nel Vangelo e nelle Epistole degli Apostoli.

La Chiesa proclama veramente che Cristo è perfetto Dio ed è perfetto uomo, conservando le proprietà proprie di ciascuna delle due nature.

Noi crediamo e confessiamo che il nostro Dio Gesù Cristo, Dio per natura e divenuto uomo secondo natura, è il Figlio Unigenito, duplice nelle nature ma non nell'ipostasi. Per quanto riguarda la nostra Signora, la Santissima Semprevergine Maria, confessiamo che ella è Madre di Dio (Theotokos), poiché ha realmente dato alla luce Cristo nostro Dio. Accettiamo inoltre quei Concili Ecumenici che in precedenza avevamo respinto, cioè: il Quarto Concilio Ecumenico di Calcedonia, celebrato sotto l'imperatore Marciano, che rigettò l'insegnamento di Eutiche e di coloro che sostenevano che, dopo l'unione, in Cristo nostro Signore vi fosse una sola natura; il Quinto Concilio Ecumenico, il Secondo Concilio di Costantinopoli, celebrato sotto Giustiniano, che condannò con anatema Teodoro e la sua dottrina; il Sesto Concilio Ecumenico, il Terzo Concilio di Costantinopoli, celebrato sotto Costantino IV, il quale insegnò che in Cristo nostro Dio vi sono due nature, due operazioni e due volontà, pur senza che queste due volontà siano in contrasto tra loro: la volontà umana non si oppose mai a quella divina, ma fu sempre in accordo e in piena sottomissione ad essa; il Settimo Concilio Ecumenico, il Secondo Concilio di Nicea, celebrato sotto Costantino e Irene, che confermò la legittimità della venerazione delle sante icone, cioè delle sacre immagini, e condannò con anatema coloro che calunniavano la Santa Chiesa accusandola di adorare le icone come i pagani adoravano i loro idoli. Noi, figli della Chiesa, veneriamo le icone non con l'adorazione dovuta soltanto a Dio, come la creatura deve adorare il suo Creatore, ma con una venerazione d'onore, allo stesso modo in cui veneriamo la Croce di Cristo e il Santo Vangelo.Accettiamo inoltre i canoni dei sette santi Concili Ecumenici e quelli dei concili locali, considerandoli il modello del buon ordine nelle sante Chiese di Dio.Promettiamo di essere in comunione soltanto con coloro con i quali è in comunione la Santa Chiesa Ortodossa. Tutti coloro che essa considera fuori della comunione ecclesiale, anche noi li consideriamo fuori della comunione. Nella nostra lettera abbiamo esposto più ampiamente quanto qui è stato riassunto. Ora lo confermo anche con le mie labbra davanti a voi e davanti a questo santo altare. Crediamo che il Sommo Sacerdote, Gesù Cristo, benedica questo nostro atto. A Lui sia gloria insieme al Padre e allo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.»

Dopo aver letto questa dichiarazione, Boutros la firmò e la consegnò ad Atanasio, affinché fosse custodita negli archivi della chiesa finché Dio lo avesse voluto.

Atanasio la prese dicendo: «Benedetto sia Dio, che illumina ogni uomo che viene nel mondo.»

Poi gli rivolse le seguenti domande: «Accetti tutti e sette i Concili Ecumenici? Accetti i dogmi e i canoni che essi hanno definito?»

Boutros rispose: «Sì, li accetto e concordo con essi.»

Atanasio proseguì: «Prometti di onorare le sante icone accolte dalla Chiesa Ortodossa, secondo la fede della Chiesa, la quale insegna che l'onore reso all'immagine passa al suo prototipo?»

Boutros rispose: «Prometto di onorarle come comanda la Chiesa Ortodossa.»

Atanasio domandò ancora: «Accetti i Canoni Apostolici e tutti gli altri canoni promulgati dai sette Concili Ecumenici e dai nove concili locali, nonché tutte le tradizioni e gli insegnamenti della Chiesa Ortodossa?»

Boutros rispose:«Sì, li accetto.»

La ricezione

Allora il metropolita Atanasio porse al vescovo Boutros un lembo del proprio omoforio e gli disse con voce solenne: «Entra nella Chiesa Ortodossa. Rigetta tutto ciò che essa rigetta. Rendi gloria al Padre, Signore dell'universo, al suo Figlio Gesù Cristo e allo Spirito Santo, Trinità consustanziale e indivisibile.»

Quindi i due avanzarono insieme verso le Porte Regali, mentre il coro cantava il Salmo 66 (LXX): «Dio abbia pietà di noi e ci benedica.»

Giunti davanti alle Porte Regali, si fermarono dinanzi a una tavola sulla quale erano posti il Santo Vangelo e la Venerabile Croce.

Il vescovo Boutros si inginocchiò davanti alla tavola, si prostrò due volte fino a terra e recitò:

«Tu mandi il tuo Spirito ed essi sono creati; rinnovi la faccia della terra. Salva, o Signore, il tuo servo che confida in Te. Sii per lui, o Signore, una colonna di forza contro il nemico. Signore, ascolta la mia preghiera e giunga fino a Te il mio grido.»

Il diacono proclamò: «Preghiamo il Signore.»

E il coro rispose: «Signore, abbi pietà.»

Boutros si confessò quindi davanti a un sacerdote canonicamente ordinato, mentre Atanasio recitava la seguente preghiera:

«O Signore Dio, Sovrano dell'universo, che apri ai peccatori la via della penitenza e riconduci gli erranti sul retto cammino, affinché nessuno perisca ma tutti conseguano la salvezza, Ti rendiamo grazie perché hai illuminato il tuo servo, il vescovo Boutros, con la luce della conoscenza della tua verità e lo hai reso degno di trovare rifugio nella tua Santa Chiesa Ortodossa Universale. Concedigli di rimanere unito ad essa con sincerità e con fermezza di proposito. Annoveralo tra il tuo gregge eletto. Rendilo vaso puro e dimora del tuo Santo Spirito, affinché, illuminato e guidato da Lui, custodisca i tuoi comandamenti salvifici senza macchia di peccato e divenga così degno dei beni celesti. Poiché Tu sei il Dio della misericordia, della compassione e dell'amore per gli uomini, e desideri che tutti siano salvati. A Te innalziamo gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.»

Quindi Atanasio disse: «Stiamo diritti! Stiamo con timore!»

Depose quindi davanti al Vangelo e alla Croce la dichiarazione firmata da Boutros.

Allora Boutros pronunciò il seguente solenne giuramento:

«Prometto, confidando nell'aiuto di Dio, di custodire saldamente la fede Ortodossa Cattolica che ora professo, con piena convinzione e senza venir meno ad essa fino all'ultimo respiro della mia vita. Adempiendo con gioia e volontariamente i comandamenti di Dio, conserverò, per quanto mi sarà possibile, il mio cuore puro da ogni impurità. A conferma della mia promessa bacio tutte le parole del mio Salvatore e la sua santa Croce.»

Detto questo, baciò il Santo Vangelo e la Croce.

Atanasio proclamò: «Benedetto sia Dio, che vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Benedetto Egli sia nei secoli.»

Il coro rispose: «Amen.»

Il metropolita disse poi a Boutros: «Chinati davanti al Signore Dio che hai confessato, e riceverai il perdono dei tuoi peccati.»

Boutros chinò il capo e Atanasio pronunciò su di lui la seguente formula di assoluzione:

«Il Signore nostro Gesù Cristo, Dio nostro, che affidò agli Apostoli le chiavi del Regno dei cieli e diede ad essi e ai loro successori il potere di legare e sciogliere i peccati degli uomini, perdoni te, fratello mio, vescovo Boutros, per mezzo di me, indegno vescovo, e ti assolva da tutti i tuoi peccati. Io, in virtù dell'autorità che Egli mi ha conferito, ti unisco alla Chiesa Ortodossa e ti ammetto alla partecipazione ai Santi Misteri della Chiesa. Ti benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.»

A questo punto il coro intonò il «Ton Despotin», mentre i due vescovi salirono insieme all'altare ed entrarono nel santuario.

Il metropolita Atanasio asperse Boutros con acqua santa presa da un vaso contenente le reliquie dei Santi Quaranta Martiri.

Successivamente i due si abbracciarono, indossarono insieme le vesti episcopali e celebrarono la Divina Liturgia. Durante il servizio, Boutros assistette Atanasio pronunciando alcune delle acclamazioni liturgiche.

Dopo la consacrazione dei santi Doni, il vescovo dichiarò pubblicamente il proprio riconoscimento dell'autorità patriarcale di Gregorio IV.

Dopo aver ricevuto la Santa Comunione, Atanasio si congratulò con Boutros con un discorso colmo di affetto e di incoraggiamento.

Boutros rispose con una lunga allocuzione, il cui punto essenziale fu che le cause della separazione tra le Chiese d'Oriente non riguardavano la sostanza della fede. Aggiunse che era ormai giunto il tempo di ricondurre tali comunità all'unità sotto il vessillo dell'Ortodossia.

Confessò inoltre che, da quando aveva contemplato la genuina pietà presente nell'animo dei pellegrini russi, non aveva mai smesso di pensare al ritorno nel grembo della Chiesa Madre. Tale desiderio era cresciuto costantemente fino a quando aveva avuto la provvidenziale fortuna di incontrare il metropolita Atanasio, il quale univa alla retta fede anche la testimonianza delle opere buone.

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