I tesori nel grano del Giusto Giuseppe

«Allora, avvicinatisi all’amministratore della casa di Giuseppe, gli parlarono alla porta della casa e dissero: “O signore nostro! Eravamo già venuti una volta a comprare viveri, ma accadde che, giunti al luogo di sosta per la notte e sciolti i nostri sacchi, ecco, l’argento di ciascuno si trovava nel proprio sacco; e ora tutto il nostro argento, secondo il suo peso, lo restituiamo con le nostre mani; e per comprare viveri abbiamo portato altro argento. Non sappiamo chi abbia messo l’argento nei nostri sacchi”. Ed egli disse loro: “State tranquilli e non temete; il vostro Dio e il Dio di vostro padre vi ha dato un tesoro nei vostri sacchi, poiché io ho ricevuto tutto l’argento dovutomi da voi”» (Genesi 43, 19-23).



«State tranquilli e non temete; il vostro Dio e il Dio di vostro padre vi ha dato un tesoro nei vostri sacchi» (Genesi 43, 23).

Queste parole, ispirate dallo Spirito Santo, pronunciate dall’ignoto amministratore egiziano della casa di Giuseppe, hanno un peso e un valore assai più grandi della quantità e della somma d’argento con cui i fratelli di Giuseppe e i figli del Patriarca Giacobbe giunsero da Canaan in Egitto per acquistare grano all’inizio della terribile carestia di sette anni; quell’argento che ciascuno di loro trovò segretamente deposto all’imboccatura del proprio sacco. Sono parole che, attraverso i secoli, parlano anche a noi con la loro ineffabile profondità teologica.

I «tesori» che, per ordine di Giuseppe, furono posti nei sacchi di grano dei suoi fratelli al loro ritorno in Canaan hanno un significato teologico e spirituale particolarmente profondo e sublime. Essi, infatti, come i «tesori nascosti nella sabbia» (Deuteronomio 33, 18-19) di cui parleranno più tardi le parole della benedizione di Mosè sulle tribù di Zabulon e Issacar, ci parlano delle grazie, dei doni e dei carismi, delle rivelazioni e delle manifestazioni divine, delle visioni e delle ispirazioni contenute nei «sacchi di grano» di tutti i Santi Patriarchi, Profeti, Apostoli ed Evangelisti della Sacra e divina Scrittura dell’Antico e del Nuovo Testamento, così come nella vita dei grandi Santi Padri lungo i secoli della storia della Chiesa di Cristo.

Così, nel sacco di grano del giusto Abele di un tempo, il Signore Dio depose il tesoro inestimabile del suo sacrificio bene accetto.

Nel sacco di grano di Enoc scopriamo il tesoro del suo camminare con Dio per duecento anni.

Nel sacco di grano di Noè contempliamo, attraverso la finestra dell’arca del diluvio, l’arcobaleno dell’alleanza con Dio.

Attraverso il sacco di grano di Melchisedec riceviamo anche noi il tesoro della benedizione di Abramo; e dal sacco di grano di Abramo partecipiamo, mediante la fede, al tesoro della Teofania presso la quercia di Mamre e al frutto del sacrificio di Isacco sul Moria.

Attraverso il sacco di grano del giusto Lot prendiamo parte al tesoro della «Vigilia» degli angeli a Sodoma, prima dell’Apocalisse di Gomorra.

Nel sacco di grano di Giacobbe scopriamo il tesoro della Scala celeste di Betel e della rivelazione di Peniel.

Nel sacco di grano di Giuseppe contempliamo la sua purezza, il dono dell’interpretazione dei sogni in Egitto e la sapienza che Dio gli aveva concesso.

Nel sacco di grano di Beniamino contempliamo la coppa d’argento di colui che era giunto al secondo posto dopo il faraone.

Nel sacco di grano di Mosè, seminato nel deserto di Madian e mietuto nel deserto del Sinai, contempliamo il tesoro del roveto ardente; gustiamo l’acqua scaturita dalla roccia; ci nutriamo della manna discesa dal cielo e ordiniamo la nostra vita secondo il tesoro dei dieci comandamenti sulle tavole di pietra della Legge del Sinai.

Dal sacco di grano di Aronne, fratello di Mosè, ci viene incontro, attraverso l’Arca santa, il profumo del suo bastone fiorito, segno del sacerdozio; mentre attraverso il sacco di grano di Giosuè il sole e la luna si fermano nel cielo di Canaan.

Nei sacchi di grano dei Giudici è nascosto misticamente il tesoro del giudizio del Giusto Giudice.

Passando al sacco di grano del grande profeta Samuele, scopriamo il tesoro della pietra cristica di Eben-Ezer; mentre nel sacco di grano di Davide abbiamo il tesoro dell’arpa celeste dei Salmi.

Il sacco di grano di Salomone sta alla fondazione del santo tempio di Gerusalemme e nasconde il tesoro dei suoi libri biblici.

Attraverso il sacco di grano del santo profeta Elia il Tisbita, la farina e l’olio nella casa della vedova di Sarepta di Sidone si moltiplicano, mentre nello stesso tempo risplende il tesoro del carro di fuoco che lo avrebbe innalzato al cielo.

Attraverso il sacco di grano di Eliseo, Naaman il Siro viene guarito dalla lebbra, immergendosi sette volte nel Giordano del mistero della santa Unzione.

Nei sacchi di grano dei quattro grandi santi Profeti — Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele — sono nascosti i tesori dei Serafini nel tempio, dei Cherubini presso il Chebar, delle *Lamentazioni* su Gerusalemme e delle grandi rivelazioni divine nella Babilonia dell’esilio del popolo ebraico, insieme alle interpretazioni dei sogni del profeta.

Nei sacchi di grano dei dodici profeti minori, che stanno a fondamento dei dodici grandi Apostoli di Cristo, scopriamo il tesoro del pentimento dei Niniviti del profeta Giona, della torre di guardia della contemplazione di Abacuc e del candelabro d’oro a sette bracci e sette lampade, apparso nella visione del santo profeta Zaccaria.

Attraverso i sacchi di grano dei Santi del Nuovo Testamento, che seguirono il Salvatore tra le messi, cogliendo le spighe (Matteo 12, 1), contempliamo i tesori della Rivelazione divina e teologizziamo sulla Buona Novella e sulla Natività del Signore, sull’Epifania e sulla Trasfigurazione, sulla Crocifissione e sulla Risurrezione, sull’Ascensione al cielo e sulla discesa dello Spirito Santo.

Nei sacchi di grano dei santi e divini Apostoli ed Evangelisti del Salvatore Gesù Cristo sono custoditi i tesori delle sue predicazioni, delle sue parabole e dei suoi miracoli divini, nonché quelli dei suoi discepoli.

Il tesoro del cammino e della Cena di Emmaus si trova nel sacco del santo Evangelista Luca, mentre il tesoro della predicazione durante l’Ultima Cena si trova soltanto nel sacco del santo Apostolo ed Evangelista Giovanni.

Nel sacco del santo Apostolo Pietro è il tesoro della confessione della divinità di Cristo a Cesarea di Filippo, dell’apparizione sulle rive del Tiberiade, della predicazione di Pentecoste e dei miracoli compiuti attraverso la sua ombra negli Atti degli Apostoli.

Nel sacco di grano del santo Arcidiacono Stefano contempliamo il tesoro della rivelazione e del dogma della posizione di Cristo alla destra del Padre.

Nel sacco di grano del santo Apostolo Paolo troviamo la rivelazione sulla via di Damasco e il rapimento al terzo cielo.

L’Apostolo delle genti depose misteriosamente nei sacchi di grano dei santi vescovi Timoteo, Tito e Filemone il triplice calice del suo apostolato, come il giusto Giuseppe aveva posto nel sacco di Beniamino.

La Bibbia si chiude con il tesoro dell’Apocalisse nell’isola di Patmos, deposto nel sacco di grano del santo Apostolo ed Evangelista Giovanni.

I sacchi di grano teologici dei santi e divini Padri della Chiesa di Cristo e dei santi grandi Maestri del mondo e Gerarchi contengono e nascondono tesori teologici inestimabili: nei santi Ignazio di Antiochia, Policarpo di Smirne e Cipriano di Cartagine; nei santi Atanasio e Cirillo di Alessandria; nei tre santi Gerarchi e nei santi Padri Cappadoci.

Il tesoro delle ragioni divine lo scopriamo nel sacco di grano del santo Massimo il Confessore, mentre il tesoro della *Dogmatica ortodossa* sistematizzata si trova nel sacco di grano di san Giovanni Damasceno.

L’Ascetica ortodossa filocalica si trova nel sacco di grano di san Giovanni Climaco; la Mistagogia e la mistica ortodossa nel sacco di grano di san Simeone il Nuovo Teologo; la Liturgica ortodossa nel sacco di grano di san Simeone di Tessalonica.

Il tesoro dei misteri dell’iniziazione — Battesimo, Cresima ed Eucaristia — si trova nel sacco di grano della *Vita in Cristo* di san Nicola Cabasilas.

Il tesoro della teologia delle energie divine increate si trova nel sacco di grano della vita e dell’opera di san Gregorio Palamas.

Il tesoro dell’acribia ortodossa, incrollabile in ogni dialogo ecumenico, lo scopriamo nel sacco di grano di san Marco Eugenico di Efeso.

Come, mille anni prima, la Cristologia ortodossa si trova prevalentemente nei sacchi di grano dei santi Padri del IV secolo, così l’insegnamento più chiaro, limpido e sublime sulla santa e divina Trinità si ritrova, come un tesoro proveniente dall’alto dei cieli, nel sacco di grano di san Gregorio il Teologo, o di Nazianzo, attraverso le *Cinque orazioni teologiche*.

Ai nostri giorni, e nella nostra Chiesa ortodossa romena, scopriamo tesori teologici inestimabili nei sacchi di grano dei nuovi santi romeni canonizzati; in modo particolare nel santo padre Dumitru Stăniloae, attraverso la sua *Teologia dogmatica ortodossa*, e, non da ultimo, nel santo padre confessore Arsenie di Prislop, attraverso la pittura della chiesa di «San Nicola» di Drăgănescu.

Scopriamo e moltiplichiamo, ciascuno di noi — laici, chierici, monaci, gerarchi o teologi — i talenti dei tesori spirituali deposti e nascosti nei sacchi di grano donati da Giuseppe, Prototipo e Icona di Cristo, per mezzo dello Spirito Santo.

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 Articolo tradotto da Ziarul Luminii. 

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