mercoledì 27 novembre 2013

Commento al Credo Niceno-Costantinopolitano

di Alexej Stjepanovic Chomjakov

 La Santa Chiesa professa la sua fede con tutta la sua vita con la dottrina, che è stata ispirata dal Santo Spirito, con i Sacramenti, in cui opera il Santo Spirito, e con i riti che sono compiuti sotto la sua guida. Tuttavia il Simbolo niceno-costantinopolitano per eccellenza è considerato la Professione di fede, in essa è contenuta la professione della dottrina della Chiesa, ma perché sia chiaro che la speranza della Chiesa è inseparabile dalla sua dottrina, viene professata anche la sua speranza. Infatti si dice: noi aspettiamo, e non semplicemente noi crediamo, ciò che verrà. Il Simbolo niceno-costantinopolitano, la più completa e perfetta professione di fede della Chiesa dalla quale essa non permette che alcunché sia escluso e nulla sia aggiunto è il seguente:“Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del Ciclo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili. Ed in un solo Signore Gesù Cristo, Figlio Unigenito di Dio, che fu generato dal Padre prima di tutti i secoli. Luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato. Egli è consustanziale al Padre e da lui ogni cosa è stata creata. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal Cielo, si incarnò da Spirito Santo e da Maria la Vergine e si fece uomo. Fu crocifisso sotto Ponzio Pilato, soffrì, fu sepolto e risuscitò il terzo giorno secondo la Scrittura. Ascese al Cielo e siede alla destra del Padre. Ritornerà con gloria a giudicare i vivi ed i morti ed il suo Regno non avrà fine. E nello Spirito il Santo, il Signore, il datore di vita, il quale procede dal Padre ed è adorato e glorificato assieme al Padre ed al Figlio, che parlò per bocca dei Profeti. E nell’Una, Santa, Cattolica ed Apostolica Chiesa. Professo che c’è un solo Battesimo in remissione dei peccati ed aspetto la resurrezione dei morti, e la vita eterna. Amìn”.Questa professione di fede è, come anche tutta la vita dello Spirito, comprensibile solo a chi crede ed è membro della Chiesa. Essa contiene misteri che sono inaccessibili all’indagine umana e sono evidenti solo a Dio stesso ed a coloro ai quali Dio li rivela per una conoscenza interiore vivente, non morta o esteriore. Essa racchiude in sé il mistero dell’Essere divino, non solo in rapporto con il suo operare esteriore nei confronti della creazione ma anche in relazione alla sua esistenza interiore ed eterna. Perciò la pretesa della mente umana e di un potere illegittimo, che in contrasto con il giudizio espresso da tutta la Chiesa al concilio di Efeso, si arrogò il diritto di aggiungere una propria interpretazione ed una congettura umana al simbolo niceno-costantinopolitano, è di per sé un’offesa alla santità ed alla inviolabilità della Chiesa. Come la presunzione di singole chiese locali, che osarono modificare il Credo di tutta la Chiesa senza il consenso dei loro fratelli, non procedette dallo spirito d’amore e fu un crimine davanti a Dio ed alla Santa Chiesa, così anche la loro cieca sapienza, che non aveva compreso il mistero divino, fu una deformazione della fede, poiché questa non può esistere dove l’amore viene meno.Perciò l’aggiunta del “Filioque” racchiude un dogma fittizio, che non fu mai predicato da alcun scrittore timorato di Dio, né fu conosciuto dai Vescovi o dai successori degli Apostoli dei primi secoli della Chiesa, né fu mai annunciato dal Cristo Salvatore. Come quest’ultimo ha detto chiaramente, così la Chiesa ha professato e professa chiaramente che il Santo Spirito procede dal Padre. Infatti non solo i divini misteri di carattere esteriore, ma anche quelli inferiori furono rivelati dal Cristo e dallo Spirito della Fede ai Santi Apostoli ed alla Santa Chiesa. Quando Teodoreto chiamava bestemmiatori tutti coloro che professavano che il Santo Spirito procede dal Padre e dal Figlio, la Chiesa, sebbene l’avesse accusato di molti errori, approvò in questo caso il suo giudizio con un eloquente silenzio[5]. La Chiesa non pone in discussione il principio che il Santo Spirito è inviato non solo dal Padre, ma anche dal Figlio. Né essa contesta l’affermazione che il Santo Spirito è trasmesso ad ogni creatura intelligente non solo dal Padre, ma anche attraverso il Figlio. Ma la Chiesa nega che il Santo Spirito abbia il principio della sua processione non solo dalla divinità del Padre, ma anche dal Figlio. Chi nega lo spirito dell’amore e si priva dei doni della Grazia, non può possedere più alcuna conoscenza interiore, cioè alcuna fede, ma si limita ad una conoscenza esteriore per cui egli può comprendere solo l’esteriorità e non i misteri intimi di Dio. Le comunità cristiane, che si sono staccate dalla Santa Chiesa, non potevano più professare la processione del Santo Spirito solo dal Padre nella stessa divinità, poiché essi non erano più in grado di comprendere con lo Spirito, ma dovevano solo professare la processione esteriore dello Spirito in tutta la Creazione, derivazione che non diviene solo dal Padre, ma anche attraverso il Figlio. Esse hanno conservato il lato esteriore della legge, ma ne hanno perduto il significato interiore e la Grazia di Dio così nella loro professione di fede come anche nella vita.

1 commento:

  1. "La Chiesa non pone in discussione il principio che il Santo Spirito è inviato non solo dal Padre, ma anche dal Figlio. Né essa contesta l’affermazione che il Santo Spirito è trasmesso ad ogni creatura intelligente non solo dal Padre, ma anche attraverso il Figlio. Ma la Chiesa nega che il Santo Spirito abbia il principio della sua processione non solo dalla divinità del Padre, ma anche dal Figlio."

    una paginona per capire che stiamo dicendo la stessa cosa quindi. Questa fede la professa anche la chiesa cattolica. Alle volte bisognerebbe avere il coraggio di non distinguersi per il gusto di distinguersi.

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