mercoledì 28 febbraio 2018

L'eterodossia russa: un viaggio fra le sètte dell'Oriente cristiano

La Chiesa Russa, per certi versi, rappresenta un unicum nel vasto mondo ortodosso, specialmente in quello antico: fu l'unica Chiesa Locale a darsi alla missionarietà dopo lo Scisma del 1054. Mentre la Chiesa di Costantinopoli si concentrava sulle polemiche teologiche con i cattolici nell'arco del Basso Medioevo, prima della caduta di Costantinopoli. Successivamente alla morte dell'Impero d'Oriente, i greci furono sottomessi ai turchi anche culturalmente, completando il ciclo di decadenza della civiltà elleno-romana. In Russia, un paese per molti aspetti nuovo, nato da pochi secoli, la Cristianità ortodossa si era sviluppata in modo proprio, e aveva dato esito a numerose peculiarità locali. Il fermento culturale intorno alla religione generò, nel tempo, una quantità innumerevole di sètte e di movimenti carismatici ispirati al cristianesimo, una sorta di "protestantesimo ortodosso", che ebbe larga fortuna dal tardo Cinquecento in avanti, quando la conquista della Siberia - paragonabile al "Far West" dei russi - rese possibile colonizzare ampie zone disabitate, relegando questi gruppi settari al margine della società russa civilizzata, mandandoli dunque "al confine", al Far East, affinché non turbassero la Chiesa ufficiale. 

Veniamo adesso a conoscere i principali - e a tratti terribili - movimenti eretici della Russia medievale e moderna.

I più antichi fra gli eretici in Russia furono i Bogomili, la cui dottrina fondamentalmente è gnostico-catara. I più spinti membri di queste comunità praticavano l'astensione totale dalla sessualità e praticavano il veganesimo. I bambini venivano cresciuti in comune, e si negava l'esistenza della Famiglia. Resistettero fino al 1300 circa. 

Verso il XV secolo comparvero in Russia i Giudaizzanti, una eresia molto antica nel Mediterraneo, ma ancora sconosciuta in Russia. Questo gruppo riteneva imprescindibile il seguire le antiche prescrizioni ebraiche come la circoncisione e la pratica del Sabato, oltreché le abluzioni rituali e tutta spiritualità giudaica. I giudaizzanti fecero la loro comparsa a Novgorod, ove incontrarono il favore di molte personalità influenti, le quali li salvarono dalla totale distruzione. I giudaizzanti rifiutavano la divina liturgia e le icone, e negavano la divinità di Cristo. Nel 1504 furono imprigionati in massa. I pochi superstiti fonderanno la sètta dei Sabbatisti. 

I Sabbatisti (Субботники / Subbotniki) sono la continuazione dei Giudaizzanti, i quali praticavano il riposo del Sabato. Lo Zar Nicola I di Russia li confinò nella regione del Caucaso. 

Il XVIII secolo vede la nascita di numerose sètte, di ispirazione europea alle volte, mentre altre volte genuinamente "russe". 

I Vecchi Credenti nacquero da una porzione della Chiesa Ortodossa ufficiale in contrasto con le riforme liturgiche del patriarca Nikon. Una breve storia della loro nascita è già stata presentata su questo blog. Si diffusero a macchia di leopardo in tutta la Russia, specialmente nel Nord. A più riprese, da varie missioni colonizzatrici, furono spediti al confino. 

I "Negatori dello Spirito" (Духоборы / Dukhovory) avevano una teologia molto affine a quella dei Quaccheri. Inoltre, si spingevano molto oltre, dichiarando che la Bibbia era falsa, perché sicuramente interpolata lungo la storia dell'umanità. Venivano definiti anche "i pacifisti" per l'assoluta negazione di qualsivoglia violenza. Negavano ovviamente la divina liturgia e il culto delle icone, basando la propria ritualità su celebrazioni molto semplici. Adottarono il vegetarianesimo e l'astensione da alcol e tabacco. A causa di un editto imperiale, furono costretti ad emigrare in massa in Canada nel 1902. 

I "Bevitori di Latte" ( молока́ники / Molokaniki ) erano una sètta molto particolare: nacquero rifiutandosi di seguire il digiuno dal latte in Quaresima, così come viene caldeggiato dalla Chiesa Ortodossa. Arrivarono ben presto alla solita negazione dei sacramenti e dell'iconografia. Nacquero sotto il regno di Ivan il Terribile, e furono esiliati nel Caucaso e in Armenia, dove ancora oggi esistono in piccole comunità. 

Fra la fine del Settecento e l'inizio del XIX secolo nacquero le due sètte più famose e anche più terribili della sfera russa. 


Un radenie, un ballo estatico dei Flagellanti russi

I Flagellanti ( Хлысты / Hlysty) erano un gruppo di "cristiani dello spirito" come si definivano, i quali praticavano, accanto alla Ortodossia, anche pratiche pagane distorte ed infatuazioni gnostiche. Rifiutavano generalmente la venerazione dei santi (tranne la Madre di Dio) e pensavano di poter parlare direttamente con lo Spirito Santo. Furono fondati da un tale Danil Filippovic, un contadino di Kostroma. Solevano ritrovarsi la notte per ballare in preda all'euforia, in cerchio, venerando una giovane vergine come "Madre Terra": i balli (radenie) si tenevano anche nudi e generalmente finivano in orge sessuali. Altri tratti di questa sètta erano il millenarismo e la pratica della flagellazione rituale, cosa che li avvicina molto a certe espressioni del cristianesimo latino post-scisma. I Flagellanti credevano che ognuno di noi può diventare "un Cristo" atrraverso la pratica ascetica. Le loro comunità avevano una sorta di gerarchia ecclesiastica, con "profeti", "profetesse" e "cristi" e "madonne". Prima della Rivoluzione Russa il loro numero era di circa quarantamila individui. Si mormora che Grigorij Rasputin fosse un membro di questa sètta. I Flagellanti scomparvero grossomodo dopo la Rivoluzione Russa. 

I "Seguaci del Pentateuco" (Pjatoknisznyki) sono una derivazione dei Sabbatisti: condividono con essi il rigetto del clero, delle icone e dei riti cristiani, e ritengono che Mosé sia il fondamento della Fede. La Chiesa, secondo questa setta, è solo una società umana, e tutto ciò che vediamo è solo strumentale. La comunione, che pure loro amministrano, è solamente un pasto commemorativo; la confessione, nella quale credono, è solo "personale pentimento" non c'è un rito apposito per compierla. Interessante la loro soteriologia: agli occhi di Dio, qualsiasi fede è giusta se vissuta integralmente, e tutte le religioni sono uguali davanti a Dio. Propugnavano l'anarchia politica e il pacifismo. 

I Mutilanti (скопцы / skoptzy) emersero nella seconda metà del diciottesimo secolo.  Nel 1760 un contadino di nome Kondratij Selivanov, appartenente alla setta dei Flagellanti, si separò dagli stessi e chiamò se stesso Redentore, iniziando la predicazione della propria verità. Dal suo villaggio natale di Sosnovka si diffusero un po' ovunque nella regione. Nel 1797 Selivanov ottenne un colloquio con lo zar, Paolo I al quale volle sottoporre la propria dottrina: dichiarandosi dinnanzi allo zar come padre dello stesso Paolo I (lo zar Pietro III era stato ucciso nel 1762), Selivanov ottenne d'esser rinchiuso nello ospedale psichiatrico di Obukhov, dal quale fu rilasciato solo nel 1802. Dal 1802 al 1820 il predicatore visse nella casa di uno dei suoi adepti, predicando d'essere sia Gesù Cristo ritornato che lo zar Pietro III incarnato. Selivanov ebbe anche il tempo di predicare la giustizia sociale propugnando la causa della liberazione della terra, diventando così molto amato dagli strati più bassi della popolazione rurale. Quando si seppe che numerosi parenti del Governatore di Pietroburgo si erano convertiti, lo zar decise di chiudere la faccenda e ordinò al Terzo Dipartimento (la polizia segreta zarista) di intervenire. La caccia all'eretico fu estenuante, ma non scomparvero. Comunità di Mutilanti fecero la loro apparizione a Mosca, Odessa e Pietroburgo. Selivanov fu confinato nel monastero Evfimiev di Suzdal, e i suoi discepoli compivano pellegrinaggi fin lì per adorarlo. Il contadino-profeta morì all'età di cento anni nella sua cella-prigione. Nel 1866 la setta aveva ancora 5444 membri, sia uomini che donne. All'inizio del ventesimo secolo, il loro numero era di quasi 100'000 unità. La Rivoluzione non li risparmiò di certo, uccidendone in gran numero. Molti di essi fuggirono in Romania, dove si diedero alla professione di cocchieri dei calesse a Bucarest, o si mescolarono coi Vecchi Credenti romeni. 

 Sebbene furono sempre una presenza contenuta nell'Impero Russo, i Mutilanti erano molto famosi. Come tutte le sètte russe, rifiutavano la mediazione del sacerdozio e le pratiche rituali del cristianesimo ortodosso, preferendo parlare di "immersione nello Spirito", ovvero la capacità dei membri di poter direttamente comunicare con Dio senza intermediari. La "gerarchia" dei Mutilanti, chiamati anche "Castrati", prevedeva dei livelli di adesione alla sètta, l'ultimo dei quali necessitava della castrazione per gli uomini e della mastectomia (taglio del seno) per le donne. I mutilanti, una sètta di derivazione gnostica, rifiutavano difatti la sessualità  e ritenevano impuri i propri genitali. Secondo i mutilanti, il Peccato Originale sarebbe stato il primo coito di Adamo ed Eva, e il marchio di Caino sarebbero i genitali stessi. Per i maschi esistevano due livelli di castrazione, la "piccola" e la "grande". La piccola prevedeva la rimozione solo dei genitali, la grande l'asportazione completa del pene. 

Secondo le fonti ufficiali, i Mutilanti sono esistiti fino al 1990 in Latvia, sebbene una piccola comunità di resistenti abiti ancora sul Caucaso: hanno rinunciato alla mutilazione. Nel resto del mondo sono completamente estinti.

L'ultima, grande eresia nata nella Russia è il Kartaoismo, una dottrina inventata da due donne, Alma Maria Kartano e Matilda Reunanen, negli anni 20 del Novecento. Queste donne insegnavano una nuova forma di millenarismo, e usavano i "bambini predicatori" come insegnanti nelle loro scuole di pensiero, fondate a Sippola e Vampula, in Finlandia. Pare che queste due donne furono introdotte alla dottrina dei Flagellanti e, tornate in patria, decisero di introdurre elementi dei Flagellanti nel Luteranesimo dal quale provenivano. La Kartano era difatti una diaconessa della Chiesa Luterana di Finlandia. Decisero di adottare l'astensione completa dal sesso, e dichiararono la validità dei matrimoni bianchi (non consumati). Le donne dovevano indossare ampi veli e abiti neri che coprivano anche il volto, in modo da non destare lussuria negli uomini. Queste due donne furono promotrici anche della glossolalia, ovvero del parlare in lingue come manifestazione dello Spirito Santo. Alla morte di Alma Kartano, il movimento si sciolse. Attualmente, i pochissimi aderenti a questa visione del Luteranesimo sono integrati nella Chiesa di Finlandia. 

Come è terribile l'umanità quando si allontana da Cristo e dalla sua Chiesa.

----------------------------------------------------------------
FONTI



Cercare Dio (sant'Agostino)

Dal grande trattato sulla Trinità, sant'Agostino ci insegna come e perché cerchiamo Dio.

In foto, la chiesa ortodossa di Zagabria

[Perciò] in questa questione sulla Trinità e la conoscenza di Dio dobbiamo principalmente indagare che cosa sia il vero amore, o meglio, che cosa sia l’amore, perché non c’è amore degno di tal nome che quello vero: il resto è concupiscenza. Ed è improprio dire che amano gli uomini dominati dalla concupiscenza, come dire che sono dominati dalla concupiscenza gli uomini che amano. Ora il vero amore consiste nell’aderire alla verità per vivere nella giustizia. Dunque disprezziamo tutte le cose mortali per amore degli uomini, amore che ci fa desiderare che essi vivano nella giustizia. Allora potremo giungere anche al punto di essere disposti a morire per il bene dei nostri fratelli, come il Signore Gesù Cristo ci ha insegnato con il suo esempio. Benché vi siano due precetti dai quali dipende tutta la Legge ed i Profeti: l’amore di Dio e l’amore del prossimo, non è senza motivo che la Scrittura di solito ne ricordi uno per tutti e due. Talvolta parla solo dell’amore di Dio, come in questo passo: Sappiamo che per coloro che amano Dio, egli fa concorrere tutto al bene; ed in quest’altro: Chiunque ama Dio, questi è conosciuto da lui; ed ancora: Perché l’amore di Dio è stato diffuso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato, ed in molti altri passi. Perché chi ama Dio è naturale che faccia ciò che Dio ha prescritto e lo ami, nella misura in cui lo fa. Di conseguenza amerà anche il prossimo, perché Dio lo ha comandato. Talvolta la Scrittura ricorda soltanto l’amore del prossimo, come nel passo: Sopportate gli uni i pesi degli altri e così adempirete la legge di Cristo; ed in questo: Tutta la Legge infatti si compendia in questo solo comando: Ama il prossimo tuo come te stesso; e nel Vangelo: Tutto quanto desiderate che gli uomini facciano a voi di bene, fatelo voi pure a loro, poiché questa è la Legge ed i Profeti. E noi incontriamo nelle sante Scritture molti altri passi, in cui solo l’amore del prossimo sembra comandato per la perfezione, mentre non si parla dell’amore di Dio. E tuttavia la Legge e i Profeti dipendono dall’uno e dall’altro precetto. Ma ancora una volta la ragione di questo silenzio è che chi ama il prossimo ama necessariamente, prima di tutto, l’amore stesso. Ora: Dio è amore, e chi dimora nell’amore dimora in Dio. Ne consegue dunque che ama principalmente Dio.

----------------------------------------
TRATTO DA

Sant'Agostino di Ippona, La Trinità, libro VIII, 7.10

martedì 20 febbraio 2018

Costantinopoli condanna la scelta della Chiesa Bulgara (news)

Come vi ricorderete, la Chiesa di Bulgaria ha deciso di prendere sotto di sé l'Arcidiocesi di Ohrid - in scisma dalla Chiesa Serba fin dagli anni '60, al fine di dare loro la tanto agognata "canonicità". Pare invece che Costantinopoli non abbia apprezzato il gesto di carità fraterna della Chiesa Ortodossa Bulgara. 

Foto di Vatican Insider, il patriarca ecumenico Bartolomeo I

La Chiesa Serba, difatti, ha vivamente protestato per quella che, agli occhi della Chiesa Serba, è una violazione del loro territorio canonico. La Chiesa Macedone difatti sarebbe di competenza della Chiesa di Serbia. 

Il santo Sinodo del Patriarcato Ecumenico si è radunato nei giorni 7-9 febbraio 2018 analizzando la situazione ecclesiologica venuta a crearsi in merito alla questione macedone, e anche i vescovi radunatisi a Costantinopoli sono della medesima opinione: la Chiesa Bulgara non deve procedere oltre nella sua risoluzione. 

Al contrario, il patriarca Neofit di Sofia ha dichiarato che "c'è unità fra i vescovi bulgari sulla decisione presa in novembre", ovvero di sostenere la Chiesa Macedone nella sua transizione sotto il patriarcato di Bulgaria. La Chiesa di Grecia si è schierata con la Serbia e il Patriarcato Ecumenico, disapprovando l'operato dei bulgari.

Come nota personale, mi dispiace molto che i gerarchi della Chiesa Ortodossa non vedano di buon occhio lo sforzo dei bulgari atto ad aiutare un intero Paese che si trova fuori dalla comunione ecclesiale con ogni Chiesa, riconosciuta o meno. 

----------------------------------------------------------------------------------
Fonte:

giovedì 15 febbraio 2018

Cos'è la preghiera (S. Efrem il Siro)


Non peccare è veramente una grande opera. Se hai peccato, non disperarti, ma piangi sui tuoi peccati, affinché ottenga tu di nuovo la benedizione celeste. Dice il Signore: pregate sempre, senza posa (cfr. Luca 18:1). Anche l'Apostolo lo dice: pregate senza interruzione (1 Ts, 5:17), ovvero di notte, di giorno, in ogni ora - non solo entrando in chiesa, ma significa non cessare mai di prendersi cura della preghiera. Quando viaggi, dormi, mangi, quando ti distendi... non interrompere mai la preghiera, perché non sai quando ti verrà chiesto di lasciare la tua anima nelle mani degli Angeli. Non aspettare la Domenica o una Festa, non cercare scusa nei luoghi, perché, come disse il Profeta Davide, Dio è in ogni luogo del Suo dominio (cfr. Salmo 102:22). Se sei a casa, nel campo, in chiesa, se stai pascolando le pecore, se stai costruendo un edificio: non dimenticarti della preghiera. Quando puoi, inginocchiati. Quando non puoi, prega con la mente... al mattino, a mezzodì, alla sera.



Se la preghiera precede il tuo lavoro, e, appena alzato dal letto, dedichi i primi istanti della tua giornata alla preghiera, il peccato non troverà modo di entrare dentro di te. La preghiera ci preserva dal peccato, è un salvagente della castità, è nutrimento per l'anima, addomesticamento dell'arroganza, purificazione dei cattivi pensieri, distruzione dell'odio, correzione di ogni errore. La preghiera è anche la fortezza del corpo, prosperità per una stirpe, abbellimento di una città, longevità di un regno, vittoria in tempo di guerra, forza stessa del Mondo. La preghiera è il marchio della verginità, la fedeltà nel matrimonio, l'arma del viaggiatore, la fertilità dei contadini, la sentinella di coloro che riposano, la salvezza di coloro che si trovano sul mare. La preghiera è l'intercessione di chi spera, la corona delle spose, la gioia della letizia, la consolazione dei prigionieri, il sepolcro dei defunti. La preghiera è conversazione con Dio, onore uguale agli Angeli, successo nelle buone cose, avversione al male, correzione dei peccatori. La preghiera trasformò per Giona il ventre della balena in una casa; essa riportò Ezechia alla vita dal regno della morte; per i fanciulli della fornace in Babilonia trasformò le fiamme in fresca rugiada; Elia, tramite la preghiera, raggiunse i Cieli.

Vedi, fratello mio, quale è il potere della preghiera! In tutta la vita terrena non c'è tesoro più grande della preghiera. Non abbandonarla, non allontanartene mai.

-------------------------------------------------
TRATTO DA

О молитве, преподобный Ефрем Сирин (in russo, a questo link). 

martedì 13 febbraio 2018

Perché si rinnovano gli anatemi nella prima domenica di Quaresima?

Uno dei miei corrispondenti mi ha scritto, domandandomi perché nella prima domenica di Quaresima, detta anche la Domenica dell'Ortodossia o la Domenica delle Icone, si recitano - o almeno, si recitavano fino a poco tempo fa - gli anatemi contro gli antichi eretici. Cerco umilmente di rispondere a questa domanda


Un affresco commemorativo del Concilio di Nicea (325 d.C.) con Ario umiliato ai piedi del Sinodo.

Perché la Chiesa Ortodossa sente l'esigenza, ogni anno, di rinnovare gli Anatemi contro gli antichi eretici? è una buona domanda, e la risposta è semplice. 

La Chiesa è una entità viva, poiché è il Corpo di Cristo, secondo le parole di san Paolo: ecco voi siete membra del Suo corpo (1Corinzi 12:27). La Chiesa ha necessità di salvare sé stessa dai membri nocivi che possono deturparne la bellezza e la santità, secondo lo stesso comando del Signore: 

Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolterà neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano. [Matteo 18:15-17]. 

Quando dunque si profila una grave eresia, l'eresiarca, responsabile della perdita della fede di moltissime persone, ha su di sé il peccato della bestemmia contro Dio e pertanto viene scomunicato. Poiché un seme infetto genera una pianta malata, così l'eresia che rimane nel tempo e trova un terreno fertile, le coscienze degli individui male istruiti nella Fede, e fruttifica e produce frutti marci. Per questa ragione, la Chiesa ogni anno ribadisce con forza l'errore dogmatico degli eresiarchi e fa conoscere ai fedeli quali sono gli insegnamenti erronei sulla Fede, così che i credenti possano premunirsi e salvarsi dalle grinfie delle sette e delle eresie. 

Vi sono eresie antiche che, ciclicamente, tornano fra gli uomini. Un esempio che mi sento di fare, ad esempio, sono i Testimoni di Geova, i quali hanno alcune delle caratteristiche dell'Arianesimo (Gesù Cristo è solo uomo) unite ad alcuni punti di docetismo (Cristo non è morto sulla Croce). Un'altra eresia che sottilmente penetra la cristianità da sempre, in forme più o meno visibili, è lo gnosticismo, vissuto nelle sue mille forme possibili. Un altro esempio di antiche eresie in tempi moderni che mi sento di citare, sono i Mormoni. Essi credono, fra i tanti loro nuovi dogmi, che lo Spirito Santo sia una forza, un legame fra il Padre e il Figlio (i quali sono interamente separati): questo è Macedonianismo. Ovviamente le eresie di oggi non sono la copia esatta delle eresie di ieri, ma spesso ne portano le tracce. 

A causa di questo, la Chiesa svolge il suo compito di madre premurosa per i suoi figli, insegnando a riconoscere gli errori di fede e a salvaguardarsi da essi. 

domenica 11 febbraio 2018

L'Uomo nuovo e l'Alleluia (s. Agostino d'Ippona)

Sant'Agostino (+430) nei suoi Discorsi ci parla con enfasi dell'Alleluia e di come questa parola sia molto importante per i cristiani, e tutto fuorché casuale

Alleluia significa: "lodate Dio". Noi cantiamo all'unisono questa parola, uniti attorno ad essa in comunione di sentimento, ci sproniamo così a vicenda alla lode di Dio. Dio però può lodarlo con pace interiore solo colui che non ha commesso niente che possa dispiacere a Dio. Inoltre, per quanto riguarda il tempo presente in cui siamo pellegrini sulla Terra, l'Alleluia diventa canto di consolazione per essere fortificati lungo la via. L'Alleluia che diciamo adesso è come il canto del viaggiatore, e tuttavia percorrendo questa strada faticosa, cerchiamo quella patria dove ci sarà riposo, dove, scomparse le faccende che ci impegnano adesso, non resterà altro che... l'Alleluia.

L'Alleluia è un canto nuovo, ma questo canto nuovo lo canta l'Uomo nuovo. Noi l'abbiamo cantato e anche voi, cari fratelli, lo cantate, rinnovati in lui. Lo cantiamo insieme, perché siamo riscattati dallo stesso prezzo. 


Monaci che camminano al Monte Athos, in Grecia.

Qui e nei Cieli si cantano le lodi di Dio, ma qui provengono dalle bocche di gente angustiata, lassù da gente libera da ogni turbamento; qui da gente che avanza verso la morte, lassù da gente viva nell'eternità. Qui nella speranza, lassù nella realtà. Qui per strada, lassù in patria. Cantiamo dunque adesso, fratelli miei, non per esprimere il gaudio del riposo, ma per procurarci sollievo nella fatica. Come sogliono cantare i viandanti, canta ma cammina; cantando consòlati nella fatica, non amare la pigrizia. Canta e cammina! Non uscire fuori strada, non fermarti mai.

-------------------------------------------------
TRATTO DA
Sant'Agostino di Ippona, Sermones, discorso 255 1.1-3.0. in "Il Maestro Interiore", ed. Paoline, 1992. 

mercoledì 7 febbraio 2018

Come saremo giudicati da Dio (s. Cirillo di Gerusalemme)

San Cirillo di Gerusalemme (+386), nelle sue Catechesi Battesimali, ci istruisce su moltissimi aspetti della spiritualità e della santa Scrittura: oggi leggiamo cosa insegnava ai catecumeni circa il Giudizio Finale


Il giudizio universale, affresco della cattedrale di s. Vladimiro, Kiev

Veramente terribile il giudizio! Abbiamo ragione di temere quel che sarà pronunziato, circa il conseguimento del regno dei cieli o quel fuoco preparato dall’eternità   – ed entrare nel regno dei cieli? Leggiamo: «Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare...». Sono parole cheindicano la via da seguire; vanno prese alla lettera e tradotte in pratica: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi». Se le osservi avrai parte al Regno, in caso contrario sarai condannato. Comincia dunque a praticarle e così persevera nella fede, guardandoti dall’operare come le vergini stolte che tardarono a procurarsi l’olio, per non finire come esse lasciato fuori. Non credere che basti avere la lampada per stare al sicuro, ma procura di tenerla accesa, la luce delle tue buone opere splenda davanti agli uomini, e nessuno per colpa tua abbia a bestemmiare il Cristo. Indossa l’abito incontaminato delle opere buone, per esse distinguendoti. Sii saggio amministratore delle cose che ricevi da Dio, procurando che siano beni utili. Dio ti ha affidato delle ricchezze? Siine il giusto curatore. Ti è stato affidato il dono dell’insegnamento? Compi bene il tuo ufficio. Hai il carisma di muovere gli animi degli ascoltatori? Utilizza bene questa capacità. La buona amministrazione ci apre tante porte per non rimanere fuori tra i condannati e per andare con fiducia incontro a Cristo, Re eterno che regna nei secoli. Regna nei secoli giudice dei vivi e dei morti, perché egli ha dato la vita per i vivi e per i morti. Lo dice Paolo: «Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi». 

-----------------------------------------------------------------------------------------
Tratto da: Cirillo di Alessandria, Catechesi Battesimali, Città Nuova 1993