mercoledì 20 giugno 2018

Benedizione delle icone dall'Eucologio greco del 1730

Presentiamo in traduzione una preghiera di benedizione delle icone secondo l'Eucologio greco del 1730.

BENEDIZIONE DI UNA ICONA
secondo l'Eucologio greco del 1730 [1]


Il sacerdote unge col sacro crisma i quattro angoli della icona, dopo che la stessa ha riposato una notte intera sopra il santo altare.

Passata la notte dunque, condotta nel centro della chiesa, l'icona è unta e poi benedetta in questo modo:

S. Preghiamo il Signore.
C. Kyrie eleison.
S. Signore nostro Dio, Padre del Salvatore nostro Gesù Cristo, poiché hai dato al tuo servo Mosé l'ordine di creare la figura dei Cherubini per l'Arca che riposava nella tua Tenda, e per questo noi continuiamo la tradizione delle immagini sante commemorando coloro che vi rappresentiamo: noi ti preghiamo, o Signore Sovrano nostro, di mandare la grazia del tuo Spirito + su questa icona, assieme ai tuoi santi angeli, così che ogni preghiera che vi sarà offerta davanti potrà essere portata all'altare celeste della tua gloria, per la grazia, la filantropia e la compassione del tuo Figlio Unigenito, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, il Filantropo. Poiché tuo è l'onore, tue sono la potenza e la gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli.
C. Amen.

L'icona viene poi venerata dai fedeli e posta nel luogo designato.

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1) Euchologe selon le rituel des Grecs 2, J. Goar, éd., Venise, 1730, p. 672.

mercoledì 6 giugno 2018

Re Africano si converte all'Ortodossia (news)

L'Unione dei Giornalisti Ortodossi ha riportato che un re africano si è battezzato al Monte Athos, accettando la vera fede. Il sovrano, prendendo il nome di Davide, è stato battezzato al monastero di Koutlomousiu.



Attualmente, tranne le foto proposte alla stampa dal Monte Athos, non sappiamo nient'altro. Il re è comparso sull'Athos chiedendo di farsi battezzare, e così è avvenuto nella gloria di Dio. 

lunedì 21 maggio 2018

Prima liturgia celebrata nella cattedrale ortodossa di Varsavia (news)

Sabato 19 maggio 2018, nonostante i lavori di costruzione della cattedrale della Divina Sapienza a Varsavia non siano ancora conclusi, è stata celebrata la prima divina liturgia all'interno dell'edificio così come riporta Pravoslavie.ru.  Oltre al primate della Chiesa Autocefala Polacca, mons. Savva, erano presenti il vescovo Job di Telmessos per il patriarcato ecumenico, il metropolita Ilarion Alfeev per il patriarcato di Mosca, nonché altri vescovi polacchi. 

La celebrazione ha visto una grande partecipazione pubblica, con un numero enorme di fedeli e pellegrini ortodossi da tutta la Polonia. 


L'abside dell'altare, così come gran parte degli interni, è da ultimare.


La liturgia si è conclusa con la benedizione e l'installazione della grande croce della cupola. Due messaggi, uno da parte del patriarca Bartolomeo e uno da parte del patriarca Cirillo, sono stati letti, recanti entrambi letizia e saluti per il clero polacco e felicitazioni per il proseguimento dei lavori, iniziati nel 2015. 

Lettera di Papa Adriano II sulla missione di san Metodio (Latinità Ortodossa)

Da Medieval Slavic Lifes di M. Kantor leggiamo di una interessante epistola papale di Adriano II (+872), già noto ai lettori di questo blog, riguardo la missione di san Metodio presso i moravi e i principi slavi: una testimonianza importante dell'opera di questo santo e degli intensi rapporti fra Roma e gli slavi nel IX secolo. Inoltre, vi è una chiara menzione all'uso della lingua comune slava in luogo del latino. 


LETTERA
Da Adriano, servo di Dio e Vescovo, a Rostislav, Svjatopluk e Korcel, principi degli slavi

Gloria a Dio negli eccelsi e sulla Terra pace, fra gli uomini benevolenza. [1]
Siamo a conoscenza della vostra spiritualità e del vostro  ardente desiderio di trovare la salvezza, e di come il Signore ha mosso i vostri cuori a comprendere come non solo basta servire Dio con la preghiera e la fede, ma anche con le buone opere. Poiché la fede senza opere è morta [2], e cadono nell'abisso coloro che dicono di conoscere Dio, ma lo rinnegano nelle opere! Avete chiesto dunque un maestro non solo a questa sede (a Roma, ndt) ma anche al pio imperatore Michele: vi abbiamo inviato il beato filosofo Costantino [3] insieme a suo fratello non appena è stato possibile. Quando hanno saputo che le vostre terre appartenevano alla Sede Apostolica [4] non solo non hanno computo alcun atto contro i Canoni, ma si sono affrettati a riportare a Roma le reliquie di san Clemente. Con molta gioia per questi eventi, ho deciso di analizzare la questione e ho così deliberato di inviare nelle vostre terre il nostro figlio Metodio, uomo di vera fede e molto sapiente, che ho personalmente consacrato insieme coi suoi discepoli [5], affinché vi insegnasse, con la nostra benedizione, la Santa Messa - che chiamano anche Liturgia - e tutte le sacre Scritture nella vostra lingua natale, assieme col Battesimo così come è amministrato nella Santa Chiesa, così come il filosofo Costantino aveva iniziato da voi per le preghiere di san Clemente e attraverso la Grazia di Dio. Allo stesso modo, se vi fosse qualcun altro in grado di catechizzare e istruire, sia benedetto da Dio, da noi e da tutta la Chiesa universale e apostolica, affinché i comandamenti di Dio siano più facilmente appresi da tutti. Tenete solo a mente questa usanza: durante la sacra Messa leggete l'Apostolo e il Vangelo sia in latino che in slavo, affinché tutte le nazioni lodino il Signore. [6] e come sta scritto ancora: "tutte le lingue proclameranno la gloria del Signore come lo Spirito Santo diede loro potere di esprimersi". Ma se uno dei maestri che ci sono vi chiamerà e inizierà a corrompervi dalla Verità alla menzogna, insultando la vostra lingua e gli scritti nella vostra lingua, sia costui tagliato fuori da ogni comunione e dalla Chiesa, finché non si consumerà. [7] Difatti non sono pecore, ma lupi, e dai frutti li riconoscerete. 

Voi, amati figli, perseverate nell'ubbidienza alla legge di Dio e non respingete gli insegnamenti della Chiesa, affinché diventiate veri adoratori di Dio, del nostro Padre Celeste, e di tutti i santi. Amen. 

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NOTE

1) Luca 2:14. Il Papa Adriano saluta i principi slavi con una invocazione universale di grazia.  

2) Giacomo 2:26

3) Costantino è il primo nome di san Cirillo. Ordinato prete col nome di Costantino, prese i voti monastici poco prima della morte, mutando il proprio nome in Cirillo.

4) Si intende Roma. Nel IX secolo ci fu una forte diatriba ecclesiastica fra Roma e Costantinopoli su quali terre di nuova evangelizzazione appartenessero all'una o all'altra sede apostolica. A dare gravi problemi fu la Bulgaria, con una politica altalenante del suo zar Boris (Michele nel battesimo) che mutava spesso appartenenza ecclesiastica, chiedendo ora di passare sotto Roma, ora sotto Costantinopoli, in base a ciò che gli veniva offerto politicamente. Da ultimo, si pose sotto Costantinopoli quando ottenne il Patriarcato. Altre terre, come l'Ungheria, la Rus, la Polonia o la Romania, furono più facilmente distribuite a causa di missioni più dirette. 

5) San Metodio fu fatto vescovo da papa Adriano II e inviato insieme con un piccolo esercito di preti e missionari in Moravia. 

6) Salmo 116:1. 

7) Adriano II scaglia un anatema su coloro che non ritengono che la Messa debba celebrarsi nella lingua del posto. Un duro colpo per i cattolici di qualche secolo più tardi, quando diranno che il Latino è una "lingua sacra" e che la celebrazione nelle lingue volgari è inammissibile. Ma questa non è la coscienza della Chiesa, come si evince dalle parole dell'antico pontefice. 

mercoledì 25 aprile 2018

Una preghiera per leggere il salterio di san Osvaldo di Worchester (Latinità Ortodossa)

Proponiamo una preghiera molto semplice, quanto bella e antica, proveniente dal mondo anglosassone. La preghiera che segue viene composta da Sant'Osvaldo vescovo di Worchester (+992) nel X secolo per essere recitata dopo la lettura dei salmi quotidiani: egli chiedeva al suo clero di leggerla dopo ogni Ora Canonica e dopo i Vespri, e dopo la recita personale dei salmi quotidiani

Nella foto, una vetrata con sant'Osvaldo dalla cattedrale di Worchester.

O Santissimo Iddio, unico degno di essere ascoltato, accogli i nostri salmi, e per l'intercessione della gloriosa Sempre Vergine Maria, di san Michele Arcangelo, di san Benedetto e di tutti i tuoi santi, liberaci da ogni male e accordami d'accogliere le suppliche di tutti coloro per i quali imploro la tua clemenza: ricordati dei tuoi servi (nomi dei vivi e dei defunti), dei nostri governanti, delle tue Chiese, di tutto il clero e il popolo tuo devoto servitore, e i defunti che, lasciando questa vita nel tuo nome, sperano nella Salvezza. Sii propizio, o buon Signore, a coloro che a me indegno affidarono le loro preghiere, tutti quelli che si ricordano di me peccatore e coloro che dedicano la loro vita alle buone opere. Abbi pietà di noi e di coloro che sono a noi legati col sangue, coi giuramenti o con l'affetto, e di tutti coloro per i quali preghiamo per amore, per obbedienza o perché ce lo hanno chiesto. Preserva tutti noi, o Dio Misericordioso, nel tuo santo servizio, concedici un Angelo come custode e di meritare nel secolo futuro, insieme con tutti gli addormentati, d'esser accolti da Te, per il Figlio tuo Unigenito, Redentore degl'Uomini, il quale vive e regna con Te, insieme al quale sei glorificato con lo Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. 

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FONTE

Ramsey Psalter, Biblioteca Britannica, online

Usi dei salmi dal Rituale di Durham (Latinità Ortodossa)

Secondo il Rituale Ecclesiae Dunelmensis, ovvero l'uso ecclesiastico della diocesi di Durham, composto nel X secolo, i salmi hanno una propria capacità spirituale. Questo insegnamento, promulgato da diversi santi (Pacomio, Antonio, Cassiodoro e più recentemente Sant'Arsenio di Cappadocia), intende che i salmi possono essere recitati con l'intento di ottenere una particolare grazia. Vediamo cosa propongono i santi Padri anglosassoni. NB: i salmi sono secondo la tradizione della Septuaginta

Secondo la Regularis Concordia, ovvero il principale testo rituale benedettino edito al sinodo del 973 tenutosi al Concilio di Winchester, vi sono dei salmi specifici da recitare durante la giornata se si vogliono ottenere delle grazie particolari:

Si ricorda con frequenza l'Ufficio dei Sette Salmi penitenziali (salmi 6, 31, 37, 50, 101, 129 e 142) composto da san Cassiodoro nel V secolo. Questo intende essere un ufficio purificatorio per le proprie colpe. Secondo la Regularis Concordia, andrebbe recitato dopo l'Ora Prima, nella pace del chiostro o della propria cella. 

Per aumentare la devozione personale (specialmente all'Ora Terza): salmi 16, 24, 53, 60, 66, 69, 70, 85. 

Contro le tentazioni e la solitudine, e anche per ringraziare Dio (specialmente all'Ora Sesta): salmi 3, 21, 45, 63, 68.

Quando qualcuno pensa che Dio lo ha abbandonato (specialmente all'ora Nona): salmi 12, 30, 43, 54, 55, 56, 76.

Per la prosperità della propria famiglia e per la pace domestica e spirituale: 33, 102, 144 (da cantare dopo i Vespri). 

La Regularis Concordia dice, inoltre, che in tempi di gioia dovremmo ringraziare Dio leggendo il Cantico dei Tre Fanciulli (Daniele 3:52-90). 

martedì 24 aprile 2018

Come un prete ubriaco fu salvato dai morti

Questa storia è stata pubblicata in inglese sul portale Pravoslavie.ru, e per la sua profondità spirituale abbiamo ritenuto giusto che venisse conosciuta anche dal pubblico italiano


Un momento della proscomidia.

Il vescovo che ci narrò questa Storia è ancora vivo. Dio ascolta sempre le nostre preghiere, specialmente quelle offerte durante la Divina Liturgia. Nella diocesi del vescovo citato vi era un certo padre Ioannis, amato da tutti. Egli soleva soffermarsi molto alla proscomidia [1], perché commemorava molti nomi. Eppure egli aveva un grave disturbo: gli piaceva bere. Così come era diligente in tutti i suoi doveri, così gli piaceva alzare il gomito. Tanti lo imploravano di lasciar perdere questa passione, così bassa per un servo di Dio. Egli stesso voleva, lo desiderava, e si sentiva così arrabbiato con sé stesso e impotente. Provò molte volte ad abbandonare il vizio, salvo riprenderlo pochi giorni dopo.

Una volta accadde che, dopo aver ripreso il vizio, si presentasse in chiesa mezzo ubriaco. E iniziò in quello stato la divina Liturgia: Benedetto è il Regno... E col permesso di Dio, il sacerdote, al momento dell'Ingresso, fece cadere i Sacri Doni per terra. O qual disgrazia! Pieno di terrore, il prete si gettò a terra e purificò con la lingua il pavimento. E si sentiva colpevole, perché era accaduto a causa del suo peccato. 

Il sacerdote corse dal suo vescovo a confessarsi di questa colpa. Dopo aver molto riflettuto, al vescovo non restò che prendere in mano la penna e mettersi a scrivere: doveva sospendere il padre Ioannis. Eppure, il vescovo si fermò prima di scrivere: ebbe una visione. Migliaia di persone si presentavano dinnanzi a lui. Nei loro occhi ardeva un vivo dolore. Passando dinnanzi a lui, dicevano: "No, vostra eminenza, non fatelo! Non sospendete il padre Ioannis! Perdonatelo!" E continuavano a passargli davanti uomini e donne, vecchi e ragazzi, d'ogni età e ceto sociale, ricchi e poveri. E anche dicevano: "non buttate fuori il nostro padre! Lui sempre ci ricorda alla Liturgia, lui veramente ha pietà di noi. E' un nostro amico... non togliergli la sua dignità!" e questa visione andò avanti per molto tempo.

Il vescovo capì che erano le anime che padre Ioannis ricordava ad ogni proscomidia. Queste commemorazioni li aiutavano parecchio, erano come acqua fresca quando si ha sete, per loro. Così, il monsignore scelse di chiamare il prete.

"Padre Ioannis. Lei commemora molte persone alla proscomidia?"

"Centinaia, eminenza. Non le conto nemmeno." 

"Come mai ne ricordi così tanti e ritardi la Liturgia?" domandò il vescovo.

"Mi fanno pena i defunti: essi non hanno alcun aiuto, se non le preghiere della Chiesa. E così chiedo all'Altissimo di donare loro riposo. Ho un libro dove tengo memoria di tutti coloro che devo commemorare, è una pratica che imparai da mio padre: lui pure è stato un sacerdote." 

"Fai bene". rispose il vescovo, continuando: "le anime ne hanno bisogno. Continua così. Solo, vedi di non ubriacarti più. Non bere mai più. Questa è la tua penitenza. Sei perdonato." 

Da quel giorno, il padre Ioannis fu completamente liberato dal vizio del bere, e ancora oggi si alza presto per compiere la proscomidia, ricordando tutti i defunti. 

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NOTE

1) La proscomidia è la parte preliminare della Divina Liturgia, quando si preparano il pane e il vino che verranno offerti sull'altare, e si offrono preghiere per i vivi e per i defunti.