mercoledì 27 novembre 2013

La lotta spirituale secondo la tradizione degli Anziani di Optina


Nel 1829 lo ieroschimonaco(1) Lev Nagolkin ( 1768-1841) coi suoi discepoli, tra cui lo ieromonaco Makarij Ivanov, si ritirò nell'eremo di Optina, dove stabilì la prassi monastica della starcestvo, o paternità spirituale. Ben presto esso divenne un centro di fervente attività spirituale. Con la benedizione del Metropolita di Mosca Filarete ( Droznov) la comunità di Optina pubblicò tutte le grandi opere dei padri spirituali che trattavano della lotta alla passione: Basarnufio di Gaza, Abba Doroteo, Anastasio il Sinaita, Pietro Damasceno, Giovanni Climaco, Isacco di Ninive, Giovanni Crisostomo e tutti gli altri santi. Quest'attività era molto apprezzata tanto dal metropolita quanto dal rettore dell'accademia teologica moscovita, Fedor Golubinskij. Inoltre la loro spiritualità accesa permise ai monaci di tradurre in modo migliore alcuni passi oscuri dei testi in slavo ecclesiastico e greco bizantino, che in quegli anni si cercava di tradurre in modo più approfondito. Gli Anziani di Optina vedevano nella prassi del "discernimento dei pensieri" la chiave per la vittoria sulle passioni. Il Pensiero nell'ottica della scuola di Optina aveva un ruolo superiore a qualsiasi altra parte dell'essere umano. Scrive Vasarnofij di Optina: << I pensieri non si limitano a venire ed andarsene. Un pensiero può rovinare l'anima umana...un altro costringe un uomo a dare una svolta alla propria vita e a cambiare direzione.>> Lo starec Amvrosij aggiunge: << Per quanto dei pensieri sembrino benevoli e degni di fede, se portano turbamento (...) in lingua evangelica si direbbero lupi in veste di agnelli. I pensieri e i ragionamenti giusti non turbano l'anima, ma sempre la rasserenano.>>lo starec Makarij ripete: << dove c'è il turbamento c'è il nemico, dove c'è pace c'è Dio.>>Anche  sul combattimento dei pensieri gli anziani di Optina seguono gli antichi Padri. Essi raccomandano di resistere al primo apparire del pensiero, e respingerlo con la preghiera del Cuore; Essi considerano di non dare peso ai pensieri quando si manifestano. << Meditare sui pensieri passionali non fa che rafforzali.>> dice Iosif d'Optina. Presso la scuola di Optina viene ritenuto molto importante il confessarsi spessissimo, il manifestare i propri pensieri al padre spirituale, il disprezzo di sé, e anche la pazienza verso sé stessi e verso i propri pensieri negativi, che verranno distrutti col proseguire della pratica ascetica.Sopratutto Makarij ricorda incessantemente l'Umiltà come virtù che vince le passioni. Il frutto della lotta al pensiero e alla passione è, nella scuola spirituale di Optina, la pace dell'anima. Essi ammoniscono di considerarsi tuttavia indegni di tale premio, e solo in questo modo si potrà vivere nella serenità del corpo e della mente, percorrendo la via dell'umiltà. Sempre Makarij di Optina ci ricorda:<< Chi si affida alla Croce con umile intendimento, troverà la serenità.>>(1) ieroschimonaco: sacerdote e monaco che ha ricevuto il Grande Schima, che è il riconoscimento del grado più alto di ascesi monastica. tratto da un articolo di Amvrosij Ermakov, Vescovo di Gatcina, inserito nel volume "La Lotta Spirituale nella Tradizione Ortodossa" Edizioni Qiqaion 





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