mercoledì 27 novembre 2013

Le malattie dell'anima - di p. Alexander Schmemann

IGNAVIA

La prima malattia è l'Ignavia.Si tratta di quella specie di pigrizia e passività del nostro intero essere, che ci sospinge verso il basso, che ci convince che nessun cambiamento è possibile e quindi è inutile tentare di migliorarsi. Di fatto è un pessimismo dalle radici profonde e radicate dentro di noi, che a ogni sfida spirituale risponde << a che pro? >> Essa è la radice di ogni peccato, perché elimina l'energia spirituale dalla sua stessa sorgente.

PUSILLANIMITA'

Il risultato dell'Ignavia è la Pusillanimità. Essa è una specie di scoramento che deteriora il nostro essere: lo scoramento impedisce all'Uomo di vedere alcunché di buono o di positivo; è la riduzione di ogni cosa a pessimismo e negativismo.E' davvero un potere demoniaco dentro di noi: il demonio è un mentitore, perché mente all'Uomo riguardo a Dio e riempie l'animo umano di tenebra e negazione. Lo scoramento è il suicidio dell'anima, perché impedisce di scorgere la Luce di Dio e di desiderarla.

BRAMA DI POTERE

Rendendo la vita vuota e senza senso, ignavia e pusillanimità generano la brama di potere, ossia l'Uomo inizia a destinare a sé stesso tutto il proprio agire. Egoismo, disinteresse e ricerca di potere sono delle compensazioni demoniache. Se Dio non è il reggitore della mia esistenza, diventa il mio ego, divento io stesso il centro del mondo. La Bramosia di Potere dunque è una vera e propria depravazione del rapporto con gli altri esseri umani. Essa può sortire anche come disinteresse, disprezzo, cinismo, indifferenza, mancanza di considerazione di ciò che ci circonda. Come si nota, sono esattamente l'ignavia e la pusillanimità, rivolte però verso il mondo.

LA VANA PAROLA

A completare il suicidio dell'anima arriva il vaniloquio, il parlare "male". I Padri antichi dicono che la Parola è il Sigillo divino nell'Uomo. L'essere umano è l'unico fra tutte le creature ad essere stato dotato di parola. E' il dono più grande di Dio: Dio stesso si è rivelato come Verbo (Gv 1,1). Ma così come è mezzo di auto-realizzazione, la parola può divenire altresì strumento della propria distruzione. La parola è Verità, ma è anche Menzogna. Proprio perchè la parola salva e ha un potere enorme, così anche distrugge ed è tremendamente negativa, in base a come la si usa. Quando è deviata dal suo scopo originale e divino, la parola diventa vana. Questa vana loquacità impone l'ignavia, e quindi l'evolversi dello staccarsi da Dio.

Tratto liberamente da "La Grande Quaresima" di padre Alexander Schmemann, libro nel quale il sacerdote americano tenta di fare una panoramica del Digiuno e del cammino quaresimale, sopratutto legato al ciclo della Pasqua.

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