giovedì 2 gennaio 2014

Ortodossia Occidentale - L'evoluzione eterodossa nel mondo latino della figura della Madre di Dio

Sulla Madre di Dio nella tradizione ortodossa e in quella cattolica

Teologicamente, nell’Ortodossia, la Dormizione (o “morte” della Vergine Madre) precede l’Assunzione in Cielo di Maria Santissima, celebrate comunque nella stessa festa, mentre nel Cattolicesimo la Madonna non si sa << se sia morta o meno >> ma è stata semplicemente assunta in Cielo “alla fine della propria esperienza terrena” lasciando intendere…non si sa cosa. Quel che è certo, come dimostrano queste quattro immagini, un microscopico campionario rispetto a quello reperibile sia sul web che nelle chiese in giro per l’Europa, è che originariamente la fine terrena della Madre di Dio era sicuramente, indiscutibilmente concepita nello stesso modo ai quattro angoli della Cristianità.


 La Dormizione della Madre di Dio niente poco di meno che nella Basilica Papale di S. Maria Maggiore in Roma, sopravvissuta ai millenni. Questo è un particolare del mosaico dell'abside.



Questa è una Dormizione della Madre di Dio appartenuta alla mano di Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro (Vicchio, 1395 circa – Roma, 18 febbraio 1455), detto il Beato Angelico. Il fatto straordinario è che ancora nel XV secolo si dipingeva la Dormizione!



Vetrata della Cattedrale di Siena
















Se mai avete visto una Dormizione Ortodossa:







Viene da domandarsi quindi se anche altre disquisizioni sulla Madre di Dio siano successive allo Scisma (e quindi “inventate” o ragionate in seguito). In particolar modo la mia mente feroce corre immediatamente all’Immacolata Concezione.I cattolici romani hanno alterato e corrotto questa verità sulla santissima Madre di Dio rivelata da Dio alla Chiesa una, santa, cattolica apostolica, inventando di sana pianta il loro dogma sulla concezione immacolata della santa Vergine Maria. Prima di tutto questo dogma è un’invenzione teologica apparsa nel secolo IX in Spagna negli scritti di Paschasio Radberto, scrittore allora celebre e influente. Egli scriveva: “Dato che la Vergine Maria è tanto solennemente glorificata, si desume chiaramente dall’autorità della Chiesa che quando nacque lei non era sottomessa ad alcun peccato (nullis, quando nata est, subjacuitdelictis), e, essendo santificata nel seno di sua madre, non aveva contratto il peccato originale (nequecontraxit in utero santificata originale peccatum) […]. Ora visto che lei è glorificata dall’autorità della Chiesa, appare chiaramente che ella fu preservata da ogni peccato originale (consta team ab omni originali peccato immunemfuisse)”[1]. Sostenitori e avversari di questa fantasia teologica di Pascasio Radberto si sono talmente moltiplicati, che nel secolo XII è scoppiata una grande controversia. I francescani si confermarono come partigiani decisi di questa dottrina, ma Bernardo di Clairvaux, Alessandro di Hales, Bonaventura, Alberto il Grande, Tommaso d’Aquino e i domenicani ne furono gli avversari. Nel corso del tempo il numero dei partigiani si accrebbe senza sosta, mentre quello degli avversari si riduceva. Così vediamo che il papa Alessandro VII dichiara nel 1661, nella sua Bolla Sollicitudo omnium Ecclesiarum, che la santa Vergine Maria “è stata immune dalla macchia del peccato originale (a macula peccati originalis preservatam immunem)”.1
Essa venne resa festa universale cattolica solo nel 1708 con Papa Clemente XI, essa prima era celebrata infatti solo localmente a Roma e in altre zone della cristianità occidentale. Cosa si intende per Immacolata Concezione?

« [...] dichiariamo, affermiamo e definiamo la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli. »
8 dicembre 1854, Papa Pio IX, enciclica “Ineffabilis Deus”

Eppure, la domanda che viene spontanea, seguendo il percorso che finora abbiamo fatto, è la seguente: come si ragionava nel primo millennio, quando l’ortodossia della Chiesa Indivisa era fuori discussione? La risposta è semplice. Nell’Ortodossia contemporanea ancora riteniamo che, nella sua vita, Maria non commise peccato, ma non che ne fosse priva.Ella era una donna, pienamente umana, e qui sta la sua grandezza: accettando il Signore e il suo Disegno, si è purificata e ha accettato la lenta lotta contro il peccato, fino a divenire perfetta. L'Ortodossia non condivide il dogma cattolico di Immacolata concezione (concetto agostiniano). Nella teologia della Chiesa Ortodossa è molto importante comprendere che Cristo, fin dal momento del concepimento era al tempo stesso Dio perfetto e Uomo perfetto. Per questo è corretto dire che Maria è in effetti la Theotokos, la datrice di vita di Dio. Questo fu oggetto di dibattito cristologico del IV e V secolo d.C. Gli Ortodossi sostengono che, dopo il parto, Maria viaggiò molto assieme al Figlio e dopo la sua Resurrezione fu presente anche durante l'Ascensione al cielo.
Si crede che lei fu la prima a sapere della resurrezione del figlio: l'Arcangelo Gabriele le apparve nuovamente rivelandogliela. Si crede che visse fino all'età di settanta anni e chiamò miracolosamente a sé tutti gli apostoli prima di morire. Secondo la tradizione, San Tommaso arrivò tardi e non fu presente al momento della morte. Desiderando baciarle la mano un'ultima volta, aprì la tomba, ma la trovò vuota. Gli Ortodossi, così come i Cattolici, credono che Maria venne assunta in cielo in corpo ed in spirito. Tuttavia, gli Ortodossi non ne condividono la prescrizione dogmatica. In tal modo, per gli Ortodossi viene sottolineata di più la Dormizione di Maria che la sua Assunzione in cielo: proprio perché essa è pienamente donna, ha subìto il destino comune di tutti gli esseri umani, ma a cagione della propria purezza, della propria lotta sulla terra, della propria forza spirituale è divenuta più grande di ogni angelo ed è stata elevata a Regina degli Angeli.

Il Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo, ci ricorda ancora la visione ortodossa:

<<(…) Come è celebrata nella tradizione cristiana orientale e bizantinala Concezione di Maria e la sua santità piena e immacolata?
La Chiesa Cattolica si trovò nel bisogno di istituire un dogma nuovo per la cristianità, circa mille e ottocento anni dopo la presenza del Cristianesimo, perché ha accetto una percezione del peccato originale - per noi Ortodossi, errata - come trasmissione di una sporcizia morale, o di una responsabilità giuridica ai discendenti di Adamo, al posto di quella corretta - secondo la Fede ortodossa - di una trasmissione in eredità della corruzione provocata dall’allontanamento dell’uomo dalla Grazia increata di Dio che lo vivifica spiritualmente e fisicamente. L’uomo plasmato a immagine di Dio, con possibilità e destino di somigliare a Dio, scegliendo liberamente l’amore verso di Lui e l’osservanza dei suoi comandamenti, ha la possibilità - anche dopo la caduta di Adamo ed Eva - di diventare secondo intenzione amico di Dio; allora Dio lo santifica, come ha santificato tanti dei progenitori prima di Cristo, anche se il compimento del loro riscatto dalla corruzione, cioè la loro salvezza, è stata compiuta dopo l’incarnazione di Cristo e tramite Lui.
Di conseguenza, la Tuttasanta Madre di Dio Maria non fu concepita - secondo la Fede ortodossa - esente dalla corruzione del peccato originale, ma ha amato sopra di ogni cosa Dio e ha osservato i suoi comandamenti, e così fu santificata da Dio per mezzo di Gesù Cristo che da lei si è incarnato, cui obbediva come una dei fedeli e cui si rivolgeva con fiducia di Madre. La sua santità e la sua purezza non fu ostacolata a causa della corruzione, anche a lei trasmessa dal peccato originale, perché appunto in Cristo è rinata come tutti i santi, santificata più di ogni santo.
Il suo ristabilimento alla condizione anteriore alla caduta, non è necessario che sia avvenuto al momento del suo concepimento; crediamo che sia avvenuto dopo, come conseguenza della sua volontà e del progredire in lei dell’azione dell’increata Grazia Divina con la visita durante il concepimento del Signore dello Spirito Santo, che l’ha pulita da ogni macchia.
Il peccato originale pesa sui discendenti di Adamo e di Eva come corruzione, come detto, e non come responsabilità legale o macchia morale. Il peccato ha portato la corruzione ereditaria e non unaresponsabilità giuridica ereditaria o una macchia morale ereditaria. Di conseguenza la Tuttasanta fu partecipe della corruzione ereditaria, come tutti gli uomini, ma con il suo amore verso Dio e la sua purezza - intesa come una dedizione imperturbabile e senza esitazioni del suo amore per Dio solo - è riuscita, con la grazia di Dio, a santificarsi in Cristo e a farsi degna di diventare abitazione di Dio, come vuole Dio che diventiamo tutti noi esseri umani. Perciò anche nella Chiesa Ortodossa onoriamo la Tuttasanta Madre di Dio al di sopra di tutti i santi, sebbene non accettiamo il nuovo dogma della sua Immacolata Concezione. La negazione dell’accettazione di questo dogma non sminuisce affatto il nostro amore e il nostro rispetto nei confronti della Tuttasanta Madre di Dio.>>


1 Paschasio Radberto, De l’enfantement de la Vierge I (PL 120, 1371 C, 1372 A

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