mercoledì 5 febbraio 2014

Il Santo Vescovo Innokentij, Metropolita di Mosca, Apostolo di Siberia e America: una piccola agiografia


Si sa, la Chiesa Russa oggidì è una realtà veramente multietnica, con emanazioni ufficiali in Giappone ( Chiesa Autocefala del Giappone, figlia di Mosca), l' OCA ( Orthodox Church of America, anch'essa Autocefala), la Metropolia della Chiesa di Moldavia, la Missione Ortodossa in Pakistan e in Cina, sotto diretta giurisdizione moscovita, e molte altre cellule in Occidente, tra cui l'Italia stessa. La Chiesa Russa ha una vocazione missionaria fin dalla sua nascita, perché la Russia stessa ebbe bisogno, man mano che si allargava, di essere evangelizzata, e oggidì a causa della Diaspora, muove i suoi primi passi anche in Europa. Sperando che lo zelo storico non diminuisca, ma anzi cresca e viva, mi appresto a raccontare la vita di uno degli evangelizzatori che a mio avviso dovrebbero stare tra i libri di Storia ecclesiastica, per la sua attività instancabile e per l'esempio che può dare alla Chiesa di oggi. 


 Uno dei campioni dell'Evangelizzazione ortodossa, per la Chiesa di Mosca, f  senza dubbio il Vescovo Innokentij, Apostolo della Siberia e d'America. Un titolo altisonante, ma che ha indubbi fondamenti, e adesso vedremo perché.L'Ottocento è stato il secolo d'oro per la Russia. Artisti, poeti, scrittori, uomini politici e santi:  il Santo Vescovo Innokentij, Metropolita di Mosca ( canonizzato nel 1977) nacque al secolo come Ioann nel piccolo villaggio Anghiskij il 26 agosto 1797, nei pressi di Irkutsk, in una famiglia povera ma pia. Il padre di Ioann era infatti il salmista di parrocchia - salmista equivale a sagrestano - e il figlio Ioann già a 7 anni difatti cantava in chiesa e leggeva l'Apostolo durante la Liturgia, istruito da lui stesso. Nel 1821, a 24 anni, Ioann si sposò e divenne sacerdote dopo il seminario: per tre anni con zelo sopperì alle necessità della parrocchia che gli avevano affidato a Irkutsk, ma poi arrivò la chiamata che avrebbe mutato la sua vita. 
Le autorità ecclesiastiche stavano cercando dei sacerdoti da spedire nella lontana Kamchatcka per far progredire la chiesa locale, e Ioann vi lesse la sua Missione. Accettò immediatamente e partì con la moglie, il figlioletto e la suocera in un viaggio di sei mesi... destinazione: Isole Aleutine. Arrivato, in pochi mesi imparò la lingua del popolo locale e iniziò ad evangelizzare non in russo, ma in lingua inuit. Tradusse subito la liturgia e i testi di base della chiesa in aleutino, poi mentre traduceva la Bibbia in lingua inutit si diede da fare per creare una rete cristiana sul territorio delle isole, viaggiando di isola in isola in condizioni climatiche estreme e e in ambienti pericolosi. in 16 anni di apostolato convertì migliaia di inuit all'Ortodossia, e se ancora oggi in Alaska vi sono migliaia e migliaia di ortodossi  lo si deve anche allo zelo del presbitero Ioann. Nel 1840 egli se ne tornò a Pietroburgo, la capitale dell'allora Impero zarista, per la stampa di alcune sue nuove traduzioni, quando venne a sapere della morte della sua amata sposa. Poiché ai sacerdoti ortodossi, in accorto coi santi canoni, è impedito il secondo matrimonio, il Santo Sinodo gli propose la tonsura monastica, ed egli con cristiana rassegnazione la accettò su di sé, e fece professione col nome di Innokentij. Fu subito consacrato vescovo delle Isole Aleutine e della Kanchatka, nelle quali tornò. Resosi conto dell'enorme varietà di culture e genti e lingue che popolavano la Siberia, si diede subito all'evangelizzazione in lingue locali, promuovendo la traduzione e la stampa dei libri liturgici e dei testi fondamentali in più lingue. Presso i popoli nomadi si adattò con missioni "nomadi", sacerdoti che non costruivano chiese fisse, ma seguivano gli spostamenti delle tribù.  il Vescovo Innokentij era un predicatore efficacissimo e soleva dire: "solo chi sovrabbonda in fede e carità può parlare con frutto, perché i cuori di chi ascolta non gli si opporranno." Pose la residenza vescovile a Jakutsk, e nel 1859 le liturgie già erano in lingua locale e non più in slavo ecclesiastico. Sempre nello stesso anno nominò suo figlio sacerdote e con gioia missionario presso la regione del fiume Amur. La sede episcopale aveva la sua chiesa nella Cattedrale dell'Annunciazione, da lui stesso eretta. Iniziava già a pensare a come evangelizzare la Manciuria quando la divina volontà lo chiamò a Mosca a sedere come Metropolita ( Il patriarcato era stato abolito da Pietro il Grande) il 5 gennaio 1868. Nel 1879 si spense, amato da tutti per la sua bontà e il suo zelo in ogni sua attività, pastorale, liturgica,canonica.  La sua tomba fu posta nel Monastero Lavra di Trinità e San Sergio. 

Santo Vescovo Innokentij, Apostolo della Siberia e delle Americhe, prega per noi!

Festa: 31 marzo


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