venerdì 7 marzo 2014

Latinità Ortodossa: L'Ortodossia e le statue.




Non è una dicotomia, però...

Certamente, se qualcuno entra in una chiesa ortodossa al 100% non vedrà neanche una statua. Ma non perché di per sè stesse esse siano "invalide" o "eretiche". Semplicemente perché la Storia ha proposto all'Oriente la super-valutazione dell'immagine dipinta, l'Icona, piuttosto che la corrispondente espressione tridimensionale. Nelle due realtà ecclesiali ortodosse più aperte, la Chiesa Russa e la Chiesa Rumena, sicuramente troverete Crocefissi tridimensionali o addirittura icone tridimensionali, coperte con la risa, oppure ancora delle immagini tridimensionali che tuttavia non sono statue, oserei dire bassorilievi, o altorilievi. 

Come sempre, ci è stato insegnato, al nostro ingresso nell'Ortodossia, che essa non accetta le statue. Ovviamente, se perdiamo qualche minuto della nostra esistenza e cerchiamo "western rite history" sul web o qualcosa del genere, troveremo subito un simpatico link anglofono attraverso il quale saremo catapultati istantaneamente nella soluzione del problema. Cercherò di sintetizzare i numerosi punti di questa discussione, analizzandoli uno per uno.

Punto 1°: passo biblico e Concilio

Tutti, bene o male, conosciamo la lotta avvenuta nell'Alto Medioevo tra iconoclasti, ossia coloro che rifiutavano la venerazione delle sante immagini, e gli iconofili, ossia coloro che non solo accettavano le icone e le altre forme di espressione artistica, ma le proteggevano pure dalle violenze dei primi. Nel 787 l'ultimo Concilio Ecumenico, sostenuto dall'iconofila Imperatrice bizantina Irene, decretò la validità del culto delle icone e allora in Oriente vi fu un vero sbocciare artistico, una fioritura che ancora oggi preserva lo stesso intatto status di gioia che sicuramente gli iconografi antichi dovevano aver provato, liberati finalmente dalla paura di essere uccisi per le loro opere. Tornando a noi, tuttavia, non è così semplice. Uno dei comandamenti che Dio dette al Popolo Ebraico dopo la fuga dall'Egitto fu di non adorare alcun idolo - l'episodio del vitellone d'oro - e quindi nessuna immagine. Quindi, a voler essere "sola scriptura", non avremmo mai dovuto produrre niente. Fortunatamente, come mi ha insegnato il mio padre spirituale, la Santa Madre Chiesa afferma che è più importante, messe a confronto Tradizione e Scrittura, la Tradizione. Già nellecatacombe paleocristiane vi erano, attraverso l'uso di simboli ( pesce, ancòra, etc), rappresentazioni della Divinità nelle sue varie forme. I Padri della Chiesa dei primi secoli erano tutti, si potrebbe dire, avversari dell'immagine. Tertulliano, Ireneo, Dionigi... insomma, se non tutti, quasi tutti. Ciò non toglie che la Chiesa, avendo legittimato in seguito la venerazione dell'immagine, abbia permesso lo svilupparsi dell'Arte Sacra. 

Punto 2°: Ma queste statue...si usavano o no?

Allora, chiariamo una cosa: Occidente e Oriente, neppure nell'Alto Medioevo, sono mai stati simili. Le differenze di rito e di prassi sono sempre state forti, sebbene vi fosse la piena comunione sacramentale e neumatica. Due polarità che invece di essere opposte erano abbracciate. Ma pur sempre due polarità. Mentre in Oriente infuriava la lotta tra iconoclasti e iconofili, in Occidente molto meno. Nessuno si era, per farla sempliciotta, posto il problema. E' pure vero che se qualcuno ha visitato chiese molto antiche e poco restaurate nei secoli, avrà notato come siano esse molto spoglie, e che le decorazioni siano più che altro giochi di luce con le vetrate e dei materiali edili policromi. Esempio, il Gotico "vero", non quello ottocentesco, ma anche il Romanico puro. La prima barriera presbiteriale occidentale dotata di statue è una rood-screen irlandese del IX secolo, la cui architrave è sormontata da un Crocefisso con ai lati un S. Giovanni Battista e una Madre di Dio. Sicuramente, l'utilizzo di statue è antecedente. Contemporaneamente, la prima grande iconostasi orientale come le conosciamo noi fu istallata a Costantinopoli nel 1100, fino a quel momento vi erano stati tentativi artistici di diverso tipo. 

Punto 3°: L'Ortodossia contemporanea e la statua

E' logico che, visti i relativi isolamenti storici, le due polarità si siano poi rispettivamente liberalizzate o fossilizzate: la Chiesa Romana ha aperto le porte alla pittura realistica, all'uso smodato delle statue, a tante altre cose. Per contro, la Chiesa Greca si è sempre ritenuta fedele alle prime icone; le chiese slave hanno recepito lo stile "barocco" pur non stravolgendo del tutto la tradizione orientale. Le statue tuttavia gli orientali non le hanno mai digerite. Quando nacque negli anni Venti del Novecento la Western Rite Orthodox Church in seno alla Chiesa Russa, si pose subito il problema della statua. Per farla breve, i fedeli le volevano. Dato che l'Ortodossia, teoricamente, vive e cresce assorbendo la subcoscienza religiosa adattandola ai Canoni, fu decretato che SOLAMENTE nelle parrocchie Western Rite si potessero addobbare le statue. Tuttavia, come in accordo con la santa Chiesa romana del primo millennio, l'uso delle statue è lungi dall'essere quella manìa tutta barocca dell'Europa dei tempi che furono. Le statue ortodosse non ritraggono personaggi nudi, nè fisicamente eccelsi; sono semplici, di legno o di ceramica, e mai di marmo; non sono enormi. Si cerca sempre di integrarle nella realtà dell'edificio, in modo che non spicchino mai, ma che siano armoniche.




In sintesi, cari amici, alla domanda "l'Ortodossia accetta la statua" non mi dispiace assolutamente deludervi con un bel . Apriamo le menti e i cuori, e torniamo alla fede sana dei nostri padri.







3 commenti:

  1. Mi permetto di correggere alcune imprecisioni: nell'AT il divieto di farsi immagini per adorarle era motivato dal fatto che Dio invisibile non si era ancora pienamente rivelato all'uomo. La pienezza della Rivelazione avviene in Cristo Gesù, quando Dio invisibile si fa visibile e si mostra all'uomo col volto del Figlio dell'uomo. Dio in Cristo diviene rappresentabile: "Chi vede me vede il Padre". È questo il fondamento della teologia dell'icona non un adattamento alle necessità culturali di masse che esigevano l'introduzione delle immagini, ma l'incarnazione del Logos che ci rivela il volto di Dio.

    Che poi, per ragioni pastorali, oggi, in alcuni ambienti ortodossi vi sia indulgenza per un uso delle statue limitato e circoscritto è un altro conto. Ciò non mette in discussione il principio teologico che l'icona (non un qualunque dipinto) è l'unica tipologia di immagine teologicamente corretta.

    Riguardo all'ostilitá di alcuni Padri verso le immagini, sarebbe metodologicamente corretto citare le fonti, così come sarebbe se non corretto quantomeno cortese citare le fonti (i links) da cui attingi per i tuoi articoli.

    Ti auguro buon lavoro

    diacono Eugenio

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    1. Caro Padre Eugenio,
      Innanzi tutto la invito a leggersi l'articolo pubblicato da Padre Les Bundy nel 2006: sacerdote canonico della Chiesa d'Antiochia in America. Come sicuramente lei ben sa, l'unica immagine "perfetta e corretta" è l'Icona non-prodotta-da-mani-d'-uomo, la Sacra Sindone o Veronica che dir si voglia. Ho ampliato l'articolo inserendo sia degli spunti tradotti da me dall'articolone di padre Bundy, sia immagini che lui stesso inserì nel suo piccolo saggio. Ho iniziato questa catena di articoli perchè ho notato che molti ortodossi sono semplicemente orientalisti, e che non è la teologia a muoverli, ma l'incenso alle rose, i barboni e le diete vegane nelle Quaresime.

      Le auguro una serenissima crescita vocazionale:

      Servo di Dio Marco.

      PS Come sta a S. Pietroburgo?

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  2. Caro Marco,
    grazie per gli auguri e scusami se il mio tono ti è potuto sembrare duro.

    Qui a San Pietroburgo si studia e e si prega, quindi si sta bene!

    Occorre essere molto precisi quando si affrontano temi teologici, e la sintesi talvolta può produrre involontari errori.

    Penso che l'articolo a cui tu ti riferisca sia questo:

    http://westernorthodox.blogspot.ru/2006/06/eastern-orthodox-statues.html?m=1

    l'ho letto e molto apprezzato. Tuttavia noterai la differenza tra le immagini tridimensionali riportate che mantengono per quanto possibile i canoni teologici dell'iconografia ortodossa e le statue che riproducono una immagine umana naturale priva di ogni simbolo e richiamo spirituale e celeste.

    Altri esempi si possono visualizzare qui:
    http://theorthodoxlife.wordpress.com/2011/11/14/3d-orthodox-icons/

    Come tu stesso accennavi talvolta è possibile trovare nelle nostre chiese crocifissi scultorei e anche statue di santi o angeli come decorazioni sulle facciate delle chiese o sulle piazze antistanti a queste. Tuttavia questo resta pur sempre marginale soprattutto perché sono i canoni della Chiesa a fare testo e non le mode del secolo o le esigenze degli uomini. Per questo parlavo dell'icona come "immagine teologicamente corretta", poiché l'immagine perfetta di Dio e del Divino non è nemmeno l'icona ma il suo archetipo: Cristo che è immagine visibile del Dio invisibile che ha restituito all'uomo vivente il Volto divino che lo connota qual gloria di Dio Creatore.

    Riguardo alla visione distorta che taluni (anche ortodossi) hanno dell'Ortodossia come qualcosa di esotico da salvaguardare coi purismi non posso che concordare tristemente con te.

    Ti auguro una buona e santa settimana della passione e ancora buon lavoro.

    Diacono Eugenio

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