domenica 27 luglio 2014

La Chiesa Ortodossa e la Magia - parte I

L’esistenza dei malefici al tempo di Mosè si trova descritta nel libro dell’Esodo. Nostro Signore, nel vangelo ci annuncia i segni straordinari dell’Anticristo, capace di sedurre i migliori fedeli (Matteo 24). Nelle epistole, s. Paolo ci avvertì che Satana compirà tutti i miraggi, i segni e prodigi menzogneri. Gli atti degli apostoli ci riporta la storia di Simone mago che meravigliò i suoi contemporanei attraverso azioni straordinarie. Nella Chiesa ortodossa Dio elargisce certamente dei carismi. I santi possono operare miracoli, guarigioni. Possono anche cacciare i demoni. Ma tutto quello che viene fatto non è grazie ad un potere personale ma grazie all’intervento divino che risponde alle preghiere confidenti. Là dove la magia comanda, esige o pretende di fare, la Chiesa implora Dio di usare misericordia.
Egualmente l’esorcismo non è una specie di “magia sacra”, L’esorcismo è una preghiera sacerdotale che il prete dirige verso Dio perché siano cacciati i demoni. Il prete non agisce in nome proprio, né in virtù di un potere, ma prega Dio in nome della Chiesa. Il prete di Cristo non è una specie di “mago cristiano”, ma il servitore di Dio.
Nessuno si improvvisa esorcista. Le sette moderne pretendono di avere ministri che cacciano i demoni. Per un cristiano che si indirizza a questi pseudo-esorcisti e confida in queste pratiche si impone un peccato grave.
I maghi e i fattucchieri compiono delle caricature dei carismi che non possono esistere al di fuori della Chiesa di Dio. Alcuni esorcisti si sono vantati di cacciare il demonio in base alle proprie forze, alla propria esperienza... mentre invece ognuno è solamente lo strumento del quale Dio si serve per realizzare il bene che vuole operare. Coloro che praticano la magia o la divinazione pretendono di avere ricevuto una iniziazione, pretendono di possedere un potere personale, affermano di avere ricevuto il potere di comandare ai demoni o di guarire le malattie. Questo è in opposizione a quello che avviene per carismi distribuiti dallo Spirito Santo nella Chiesa. Nella Chiesa sono richieste l’umiltà, la confidenza in Dio, la sottomissione alla sua volontà.
Da una parte vi è la Chiesa e Cristo, dall’altra la superstizione e Satana. Questa differenza viene riportata dalla sacra Scrittura quando leggiamo nell’epistola di s. Paolo:
«Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale collaborazione tra un fedele e un infedele?» 2 Cor. 6, 15 e ancora: «Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l’iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre?» 2 Cor. 6, 14. Nella Chiesa i carismi provengono dallo Spirito Santo; Esso si profonde sempre, senza pubblicità, senza clamore, nell’umiltà. È un segno questo per riconoscerne l’autenticità.

Quando i sacerdoti segnano i fedeli sulla fronte con un batuffolo inumidito con l’olio della lampada che arde davanti alle icone, invoca sul cristiano la misericordia di Dio. Essi agiscono come preti della santa Chiesa e non come depositari di un potere segreto. Quando la Chiesa prega col suo ufficio d’intercessione per coloro che si raccomandano alle sue preghiere, agisce la “preghiera della Chiesa” e non una pratica paranormale. Questa dottrina proviene dai santi Padri, che vengono seguiti nella loro vita e nei loro esempi e per i quali i carismi non sono dei talenti individuali ma sono per il servizio della comunità.

Ricorrere all’intercessione dei santi e alla preghiera della Chiesa non impedisce certo di fare appello ai rimedi naturali. Sono perciò richieste due condizioni indispensabili: 
- la prima di non tralasciare alcuna cura messa a disposizione dalla scienza medica;
- la seconda di seguire fedelmente il trattamento prescritto dal medico.
La preghiera non dispensa da questi doveri. Colui che segue fedelmente queste norme può poi ricorrere alla preghiera della Chiesa, con tutto il cuore, con umiltà e confidenza: «Signore, se tu vuoi, tu puoi guarirmi, tu solo sai quel che è bene per me. Agisci dunque, non come voglio io, ma come vuoi tu».
La superstizione è una malattia della coscienza. Essa può divenire un peccato grave allorché fa breccia in un cristiano che consulta delle persone praticanti la magia. La superstizione è arrivata a snaturare completamente tutta la vita cristiana. Alcuni uomini e donne che si fregiano del nome di cristiani, ma che vivono come pagani, esigendo da Dio la fine dei loro problemi, dei loro tormenti, in nessun caso sono decisi a condurre una vita cristiana. Proprio questi si rivolgono all’occultismo: è l’aberrazione.
Il cristiano che prova difficoltà deve innanzi tutto condurre una vita cristiana più fervente e mettere ordine nella vita personale se questa non è conforme ai comandamenti della legge dell’amore di Dio.

Da: L'esorcismo nelle chiese ortodosse A cura di Silvana Radoani
Copyright 2008


Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.