domenica 13 luglio 2014

Latinità Ortodossa - il Miracolo di Lanciano

Non ero a conoscenza dei fatti del paesello di Lanciano ( Chieti, in Abruzzo) prima che un sacerdote greco me li raccontasse. E' curioso che uno dei dei miracoli eucaristici più famosi della cristianità latina, difatti, veda per protagonista uno ieromonaco greco che seguiva la regola di S. Basilio Magno. 

Il Miracolo 


Correva l'anno del Signore 730 ( più o meno, secondo la fonte del 1574) quando l'Imperatore iconoclasta Leone III - ne abbiamo potuto ammirare le deplorevoli gesta nell'articolo precedente - ordinò la soppressione della produzione di immagini religiose, e ne promosse la distruzione. Per questo motivo, molti sacerdoti iconofili, soprattutto monaci, fuggivano in Italia sotto la protezione dei Papi di Roma ( all'epoca più ortodossi dei vescovi greci ). Uno di questi ieromonaci arrivò quindi negli Abruzzi e ovviamente fu accolto. La tradizione attesta dunque che tra il 730 e il 750 a questo ieromonaco, mentre celebrava una divina liturgia latina, fosse venuto un dubbio se il Corpo e il Sangue di Cristo che stava transustanzializzando ( mamma che parolone) erano veramente il divino corpo di Nostro Signore, e il suo purissimo sangue. Orbene, il dubbio di questo ieromonaco era molto forte, e Nostro Signore non tardò a manifestarsi: i fedeli assistettero ad una elevazione eucaristica molto particolare. Pronunciata la consacrazione, il Pane divenne carne, e il Vino si tramutò in vero sangue. Il prete mostrò impaurito ai fedeli il miracolo, i quali portarono ai quattro venti la notizia. Il Corpo e il Sangue furono riposti in un prezioso reliquiario e sono tuttoggi venerabili.

Le ricerche

L'Uomo moderno non crede nei miracoli, lo sappiamo. La ricerca scientifica più avanzata, con mezzi tecnologici, fu effettuata nell'anno 1970 dal dottor Odoardo Linoli, primario del reparto di analisi cliniche dell'ospedale di Arezzo. Il 4 marzo 1971 furono pubblicate le risultanze:
  1. La carne «si dimostra appartenente al miocardio».
  2. Il sangue «è risultato veramente tale».
  3. La carne e il sangue sono di natura umana e appartengono all'emogruppo AB.
  4. Nel sangue «sono state dimostrate le proteine».
  5. I valori delle sostanze disciolte nel sangue sono fortemente alterati.1

Sebbene oltre i confini della Chiesa Cattolica non sia conosciuto, il Miracolo Eucaristico di Lanciano è forse uno dei luoghi d'Italia dove il pellegrinaggio ortodosso potrebbe riscoprire le proprie radici "locali". 

Nota:
1) Ricerche istologiche, immunologiche e biochimiche sulla carne e sul sangue del Miracolo Eucaristico di Lanciano

8 commenti:

  1. La communione con il Corpo e il Sangue di Cristo e la base della nostra vita spirituale e il culmine della nostra unione con Dio. La Divina Liturgia, e' la cosa piu' importante che si puo' compiere sulla terra. Noi ortodossi lo sappiamo bene e cerchiamo vivere adorando il Signore celembrando nella maniera piu' adeguata possibile il sacramento del'Eucarestia. Purtroppo la nostra mentalita umana e' molto confussa. Cosi e' succeso anche con questo povero prete emigrato in Italia, a Lanciano, dove celebrando la Divina Liturgia "latina" si e' sentito mancare di fede e di riempirsi di dubbi per la diversita' dei riti celebrati. Questo grande miracolo ci fa' capire che la reta fede non e' discorso di schemi e di tipi esteriori, ma di verita' dei dogmi. Dove il dogma della chiesa si crede e si confessa retamente la c'e' l'Ortodossia. La c'e' la Chiesa Una, Sancta, Cattolica ed Apostolica. Non bisogna essere russi o' greci per essere ortodossi. Non bisogna celebrare solo la liturgia di San Giovanni Crisostomo o di San Basilio per adorare il Signore. Si deve adorare in spirito e verita come dice il Signore, e non in tipi esteriori. Bisogna rispetare la tradizione degli altri, e non voler riempire l'Europa di cupolle a cipola, di bandierine greche, di casule russe, e di icone solo di san Serafino di Sarov di santa Irene Crisovalanto e di san Demetrio di Salonico. C'e' anche san Benedetto, san Gregorio il Dialogo, san Martino di Tour, sante Lucia e Agata, sant'Agnese, e tanti altri santi della chiesa indivisa. Il miracolo eucaristico di Lanciano, e' il "timbro" che ha messo il Signore sulla validita' della antica liturgia romana, e del rito occidentale.

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    1. Caro padre, ho affrontato il problema dell'etnicismo ortodosso nei paesi in Diaspora nei primi articoli dell'anno scorso. Il nostro problema, parlo dell'Italia, è il fatto che nessuna gerarchia ha la minima voglia di costruire qualcosa di durevole, che si trasformerà in Italiano. Rimarremo, e me ne rammarico, una chiesa etnica.

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    2. Buon articolo (anche se si poteva evitare il riferimento alla transustanziazione, che è una dottrina molto tardiva rispetto al miracolo di Lanciano) e ottimi commenti. Complimenti a padre Vasilios (Χρόνια Πολλά!), che centra il bersaglio insistendo sull'importanza del rispetto della tradizione degli altri.
      Io non mi preoccuperei tanto della scarsa voglia delle gerarchie di costruire qualcosa di italiano... per quel che so, i vescovi della mia chiesa hanno offerto fino dagli anni '60 una grande dose di fiducia a chi voleva venerare santi locali, riscoprire tradizioni locali, usare lingue locali e perfino dialetti. Credo che il più grave problema, che si deve porre davanti chiunque vuole proporre un rito occidentale ortodosso, è delimitare fino a che punto gli sviluppi di questo rito siano accettabili nella Chiesa ortodossa. Dopo tutto, quasi tutte le devozioni medioevali latine (alcune considerate aberranti dalla coscienza ortodossa) possono dimostrare di avere le loro radici in un rito dell'antico Occidente, ma non per questo sono tutte corrette o proponibili. Ci troviamo di fronte a un bivio serio, e mentre dobbiamo dare tutta la nostra stima a persone come padre Vasilios, che cercano di conoscere e sperimentare le forme dell'Ortodossia occidentale, dobbiamo anche saper dare a tutti gli altri una strada sicura su cui proseguire.
      Niente di male nel rimanere una chiesa etnica... anche la "trasformazione in Italiano" è una trasformazione etnica. Ricordiamo solo che la Chiesa è fatta per tutti i popoli (πάντα τὰ ἔθνη).

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    3. Caro Padre Ambrogio,
      Ritengo prioritario, in questo caso, che l'accettazione del rito occidentale dipenda da una commissione liturgica specifica. Non credo sia facile definire cosa è veramente "del primo millennio" e cosa no. So che ad esempio il Patriarcato di Antiochia accetta sia la venerazione del Sacramento sia la Via Crucis: fanno pure il rosario. Queste pratiche sono rigettate dalla ROCOR. Per me, che non sono nè statuofobo nè ho particolari problemi ad accettare quelle che, in fin dei conti, sono solo devozioni popolari peraltro molto sentite ( forse le uniche alle quali i cattolici ancora partecipano), tutto questo è superfluo, ma so che un nato ortodosso in un paese ortodosso tutto questo è strano. La scrematura andrebbe elaborata, proposta e sottoposta al vaglio di una commissione teologica, o almeno di un vescovo. La Via Crucis in fondo non è così diversa dall'Akafist alla Santa Croce; per quanto concerne il rosario, noi abbiamo il Canone di S. Seraphim Sarovsky che grosso modo è la stessa cosa, per di più tra tropari e misteri, di fatto usano le stesse parole. E' ben più complesso spiegare che la Madonna di Monserrat in Spagna è in realtà una statua di Aghia Sofia trafugata...Confido che un giorno avrò la grazia di leggere i documenti concernenti questo sinodo di approvazione. Magari reverendo padre, se voi ci metteste lo zampino...
      Per quanto riguarda la chiesa etnica italiana ( questo termine per me è dispregiativo), preferirei sentir parlare di una Metropolia Autocefala d'Italia, magari a Roma. Ricordo, giusto per ricordarlo, che il papato ha rigettato il titolo di Patriarca d'Occidente, che quindi è formalmente sede vacante, e potrebbe essere senza nessun problema finalmente ripristinato quello ortodosso, dato che i cattolici non lo vogliono. Ma lo dico solo per ridere, so che ai nostri non interessa.

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  2. Penso che sara molto interesante fare una ricerca sulla liturgia greca di San Pietro. Puoi darci informazioni su questa liturgia usata nel Italia meridionale, e poi trasferita a Monte Athos e nei paesi slavi? Praticamente si trata del Canone Romano inserito in una liturgia tipica Greca. Grazie per l'ospitalita'.

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    1. Non sapevo che esistesse una cosa simile. Presumo, da medievalista dilettante, che questa Liturgia si celebrava nei domini latini in terre bizantine.

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    2. Potrebbe essere il contrario, cioè celebrata in terra latina da domini bizantini. Traggo dal sito orientecristiano.it quanto segue:.."L’esistenza fino ai nostri giorni di un rito italo-bizantino, attualmente celebrato soltanto nel Monastero di Grottaferrata (Roma), ha origine nella giurisdizione esercitata dal Patriarcato di Costantinopoli su alcune regioni del Meridione d’Italia dall’VIII all’XI secolo. Infatti attorno al 732-733 un editto dell’imperatore Leone III Isaurico le sottrae, insieme all’Illirico, alla giurisdizione metropolitana del Vescovo di Roma[25].
      In quelle regioni, come del resto anche a Roma, già nel corso del VII secolo era confluita una élite intellettuale di chierici e monaci orientali che nel secolo VII fuggiva i Persiani, gli Arabi e il monotelismo, e poi nei secoli VIII e IX l’iconoclasmo[26]. I profughi preferirono l’Italia a Costantinopoli perché proprio nel VII secolo l’impero bizantino attraversava una grave crisi economica dovuta alla perdita dell’Egitto da dove venivano i suoi rifornimenti di grano[27]. Il costante aumento della popolazione ellenofona, favorita dall’amministrazione bizantina, offrì un pretesto per l’annessione ecclesiastica, dando inizio nella seconda metà dell’VIII secolo alla bizantinizzazione religiosa con la sostituzione dell’episcopato latino con quello greco. Nasce così quella che spesso viene indicata come la “Chiesa greca” in Italia o, per essere più precisi, la provincia italiana del Patriarcato di Costantinopoli, la cui liturgia però non era esattamente identica a quella della Capitale bizantina.

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  3. Anche se dall'Annuario Pontificio e' stato tolto dal 2006, il titolo di Patriarca d'occidente giuridicamente resta in vigore. C'e' infatti un pasticcio che ha provocato questa cancellazione dall'Annuario. Rimane nel codice di diritto canonico delle chiese orientali (in pratica il corpus di leggi "vaticane" che disciplina gli uniati) la definizione del Papa come Patriarca della sua "Chiesa sui juris”

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