venerdì 25 luglio 2014

Sull'Ecumenismo e sul dialogo cattolici-ortodossi: un pensiero del blogger

Salve a tutti,
ho deciso la forma di una lettera aperta per scrivere di questo tema, quello dell'Ecumenismo. Ormai, dato che tutti hanno una propria opinione, e non è bene che una "figura pubblica" non ne abbia, metto la mia faccia nella questione. Quello che scrivo potrebbe non piacere, ma come sapete tutti, non me ne importa molto.

Il mio è il parere di un convertito, di un cattolico che è diventato ortodosso per scelta e non perché i genitori lo hanno battezzato da neonato. Questo implica, almeno per me, che un filo con la chiesa originaria, ossia la romana, rimanga. Nonostante io abbia chiesto il Battesimo nella Chiesa Ortodossa - e nonostante questa mia prova di fede venga costantemente vituperata, offesa, incompresa e ritenuta inutile e dannosa - mi sento legato alla mia "madre", perchè, che ci piaccia o no, per noi occidentali Roma è Madre. Nella Chiesa Romana io sono stato un catecumeno, un fedele,  un catechista ( fu proprio col catechismo cattolico in mano che mi resi conto di non condividerne la struttura). Ho visto molto della chiesa cattolica - non tutto, certo - ma conosco i suoi lati principali, le sue forze  - perchè non tutto è da buttare - e le sue grandi debolezze, le sue colonne e i suoi fondamenti, le sue prassi e i suoi usi. Partiamo col presupposto che io stimo molto la Chiesa Cattolica. A differenza di molti convertiti ortodossi, che mutano come camaleonti, io ho amato la pastorale, l'aria di parrocchia vissuta, le feste condivise, le sublimi messe tridentine, l'organizzazione svizzera dell'istruzione che la chiesa cattolica offre. Abbiamo molto da imparare, dai romani, gente. Che vi piaccia o meno sentirvelo dire, è così. Loro sanno come si organizza una Missione, per filo e per segno, in cinque anni tirano su un apparato che noi in cinquant'anni non siamo riusciti a fare. 

Eppure, eppure, quando avevo sedici anni scelsi l'ortodossia. E ora che ne ho ventuno, mi guardo indietro, e dico: quanta strada che ho fatto! MA, ma, ma. Tutti noi abbiamo dei piccoli martirii, delle cose che abbiamo perso passando in Ortodossia. Le prove di Dio: dal lavoro alla famiglia, dalla scuola a varie opportunità, tutti noi abbiamo perso o lasciato indietro qualcosa. Ecco, immaginiamoci ora, per un caso fortuito, che ci arriva la notizia che alcuni dei nostri Patriarchi, dei nostri preti, delle nostre guide spirituali, dei nostri apostoli in vita, dei nostri teofori, arrivi e ci dica che tra ortodossi e cattolici "non c'è differenza", oppure che "siamo tutti uguali", "siamo simili", "i sacramenti cattolici sono validi". E allora, carissime beatitudini, cari presbiteri che accettate i non-ortodossi in Ortodossia: perché lo fate?! Se nella Comunione Ortodossa vi è il corpo di Cristo, e pure in quella cattolica, perché dovrei cambiare: ho pur sempre il Corpo di Cristo. Se la Comunione ( che significa Compartecipazione, vivere il Mistero) me la possono dare anche i cattolici ed essa è pienamente valida, non ha senso che gli ortodossi abbiano le proprie chiese qui in Italia, perché ci sono i cattolici. Un sacerdote russo una volta mi disse: << ma lei perchè viene da noi, visto che ha la chiesa cattolica? >> Ecco appunto, perché vengo da voi? secondo lui perché? perchè ero filo-slavo, o perché mi piacevano i barboni esotici, i quintali d'incenso e le iconine? o FORSE perché nella Chiesa Ortodossa c'è la Verità assoluta e piena, e altrove no...in qualunque forma la Chiesa Ortodossa decidesse di porsi, avrebbe comunque, sola e sempre la Verità dentro di sè. 

Il dialogo vero, proficuo e fruttifero, con la Chiesa Cattolica NON può venire dai patriarcati locali delle chiese etniche, perché loro hanno un senso di "inferiorità/superiorità" ( spesso confuso insieme) nei confronti del Cupolone di piazza san Pietro. Quanti seminaristi russi ho sentito parlare così: << vengo a studiare alla facoltà Gregoriana, così sarò un buon prete.>> sì è vero, ma un buon prete romano. Perché gli ortodossi di nascita non sanno quale grande Grazia essi abbiano nel nascere ortodossi in un paese ortodosso, e respirare aria ortodossa. No, devo venire a Roma a darsi i bacetti con il Papa.
Un dialogo vero e fruttifero si fa ad personam, non con frettolose unioni di fede o proclami di somiglianza, ma con un lento esame di coscienza, con una presa di posizione forte sui temi e un dialogo attorno a ciò che divide, non a ciò che ci unisce. Proprio perché il diavolo significa "colui che divide", solo affrontando il PERCHE' delle divisioni possiamo distruggerle, o meglio, far sì che trionfi la Verità e non la menzogna e l'eresia. Il voler accellerare i tempi di un dialogo ad armi dispari non farà altro che rovinarci tutti.
Il Cattolicesimo non è pronto per confrontarsi con l'Ortodossia. Forse era pronto cento anni fa, adesso non più. Sono molto diversi, troppo. Sia dal punto di vista pastorale, dogmatico, liturgico soprattutto, estetico e dottrinale, stiamo vedendo una Chiesa Romana sempre più andante verso il protestantesimo. 
Io sono convinto invece che solo una chiesa tradizionale, con un'altra chiesa tradizionale, può avere un dialogo fruttuoso. Invito i cattolici che mi leggono ad approfondire la loro spiritualità antica, la loro messa antica, le loro pratiche più ancestrali, e forse riscopriranno quella Ortodossia che tanto piace a me.

Per quanto riguarda i rapporti politici tra Chiesa Ortodossa e Chiesa Cattolica, io sono uno di quei pazzi ai quali, del vaticano, non gli importa nulla. In che senso? nel senso che noi dobbiamo farci i fatti nostri, costruire per la nostra strada, andare dritti, evangelizzare, produrre, scrivere, andare avanti. Pestiamo i piedi al Papa così? A Sua Santità non interessa minimamente cosa facciamo, tant'è che ci regala pure le chiese. Questa Papo-fobia, questo terrore che esistendo diamo noia ai cattolici, dobbiamo scrollarcelo di dosso, anche perché siamo noi quelli con la Verità in tasca. 
Saranno il tè coi pasticcini del dialogo ecumenico a farci sparire in una voragine di "tanto siamo uguali e differenze non ci sono". Così tutto quello che noi convertiti abbiamo subito e costruito faticosamente in 50 anni, sarà tutto inutile. E se non abbiamo ORA il coraggio di passare oltre, di guardare al futuro, il futuro ci inghiottirà. 

Che Dio protegga la Santa Ortodossia, e che la Vergine ci copra con la sua purissima veste.

E poiché io ho coraggio, mi firmo.
Servo di Dio Marco Mannino Giorgi, blogger.




7 commenti:

  1. Chiedo scusa per la mia domanda da ignorante. Sicuro di aver trovato la strada per la Verità, e non l'ennesimo specchio ove rimirare l'immagine di sé e delle proprie passioni? Parole come "scelta" e "piacere", o una preoccupazione in negativo per l'ecumenismo, faccio fatica ad accostarle alla Fede.

    Christian Arrobio

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    1. Oseresti affermare che scegliere l'Ortodossia piuttosto che rimanere cattolico NON sia una scelta? non facciamo i farisei grammaticali, per cortesia.
      Io faccio fatica a sopportare una situazione di stallo e politically correct, nella quale fondamentalmente si viene contro a tutte le rinunce e le fatiche dei convertiti in nome di un melenso programma di "io non converto i tuoi, tu non converti i miei" perchè di fatto, quello è l'Ecumenismo adesso. E' politica, e io odio la politica. Se poi tu sei ortodosso, e credi di non aver "scelto", o non sei preoccupato di veder perdere quello che sei, sono io ad essere preoccupato per te.

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    2. Cosa intendo dire è che il punto centrale non dev'essere la scelta di una confessione religiosa, o il gradimento che puoi avere per una liturgia o una particolare Tradizione. Il rischio che si corre, in questo caso, è quello di pensare di aver fatto un lungo e proficuo viaggio verso la Verità mentre in realtà non ci si è mossi dal proprio divano di casa, e ci si è persi nelle proprie illusioni o passioni.

      Per quel che ho potuto imparare da questo viaggio, il punto centrale è avere Fede nella persona di Gesù e nella salvezza che Lui ci offre e ci guida a raccogliere. Se no il rischio è quello di fermarsi al ruolo del fariseo convinto della propria giustizia perché adempiva a tutti i precetti (una "scelta" umana), mentre il pubblicano, consapevole della propria triste situazione, semplicemente sperava nella misericordia di Dio.

      All'inizio del mio, di viaggio, sono andato nella direzione opposta alla tua, verso il protestantesimo, autentico spirito del mondo in cui viviamo immersi. Per fortuna, poi, ho scoperto dove in realtà stavo andando e l'enorme illusione che ti da' la SCELTA. Se ben capisco, questa considerazione della scelta comporta il rischio di ciò che la tradizione ortodossa definisce "delusione spirituale". Sulla subdola valenza della SCELTA posso suggerire questa lettura, di un prete ortodosso americano: http://glory2godforallthings.com/2014/01/13/a-modern-conversion/

      Comunque, no, non sono ortodosso, e serenamente questo non mi rende un cristiano migliore o peggiore. Nutro grande rispetto e curiosità per l'Ortodossia. La mia personale opinione è che, questioni "politiche" a parte, la Chiesa indivisa del primo millennio sia tutt'ora viva, nelle sue due anime, occidentale ed orientale. E soprattutto, nel cuore del Signore.

      Ti ringrazio per questo scambio di opinioni, mi è d'aiuto per meglio comprendere e discernere. Spero che la cosa possa essere reciproca.

      Ti ringrazio inoltre per il tuo blog, l'ho messo su feedly fra quelli che seguo, insieme a quello che ti ho indicato sopra e a quest'altro, di un monaco benedettino in Perù, anch'esso molto utile: http://fatherdavidbirdosb.blogspot.it/

      Un fraterno e cordiale saluto.

      Christian

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  2. Una aggiunta dell'ultimo minuto, rileggendo la tua risposta. Dell'ecumenismo, e da una (per me auspicabile) eventuale futura riunificazione delle Chiese Ortodossa e Cattolica, io non avrei paura. Ogni rinuncia e difficoltà che puoi aver sopportato per Cristo non sarebbe mai tempo o fatica sprecata, se la tua testimonianza era autentica e se anche ad una sola persona puoi aver indicato la strada verso il Signore. Se sei "preoccupato di veder perdere quello che sei", e con questo la tua scelta, forse sei troppo preoccupato di aspetti esteriori, della religione più che della Fede. E allora attento, sembri più interessato che disgustato da quella politica che dici di odiare. Se mai le due Chiese tornassero in comunione, non vedo che problemi potresti avere: se hai fede nel Signore e nei pastori della tua Chiesa, dovresti fidarti anche dell'eventuale opera di discernimento e di comprensione che essi avranno fatto: se lo Spirito Santo guida la sua Chiesa, chi saresti te per metterne in dubbio l'autenticità? Non è corretto sostenere che è Satana a creare divisioni, e poi preoccuparsi meschinamente delle felici conseguenze che potrebbe avere una riunificazione dei fratelli separati. Umilmente e fraternamente ti dico: fai attenzione e bada a te stesso!

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  3. In sincerità ti dico che non occorre ringraziarmi per il mio blog, perchè non è per nulla ortodosso nel modo in cui un cattolico si aspetta che lo sia. Qui non si pubblica di esicasmo o altre pacchianate orientali. Cerco di mantenere un profilo storico per aiutare in modo a mio avviso valido l'Unità tanto agognata, perchè anche io voglio l'Unità, ma fatta perbene e non come la si vuole portare avanti adesso. "Felici conseguenze" personalmente io non le vedo, men che meno con una unione frettolosa e fatta adesso, che la maggior parte dei cattolico-romani manco sa farsi il segno della croce. Dobbiamo spendere molte energie e molta formazione per creare un presupposto sano alla riunificazione. Altrettanto umilmente e fraternamente ti dico: Non avere rispetto e ammirazione per una realtà che non conosci, e di cui si vede solo quello che noi ortodossi vogliamo far vedere. L'Ortodossia non è il prete barbuto, l'incenso e le iconine, direi grazie a Dio. Per questo ti dico che le conseguenze di una unità fatta di bacini sarebbero disastrose, altro che felici. Vedi un po' cosa succede ad entrare in chiesa ortodossa con una chitarra. Non ti spingo a farlo perchè ti voglio bene, non voglio che tu ti faccia male.
    Prega per me miserrimo peccatore.

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  4. Ciao! Ciò che apprezzo dell'Ortodossia, per quanto finora ho avuto modo di leggere, è la spiegazione più chiara e coerente trovata finora della Salvezza che ci viene donata in Cristo. Mi ero allontanato dal Cattolicesimo perché non avevo trovato spiegazioni chiare in merito, e per credere dovevo capire, o meglio volevo capire cosa credevo. Ma il protestantesimo spostava solo il "punto cieco" nella mia comprensione, non lo chiariva. Questo punto cieco era l'impostazione giuridica della Salvezza, con il peccato visto primariamente come reato, e Cristo capro espiatorio per i miei peccati di fronte a un Padre spietato e non così misericordioso come invece ci veniva presentato.
    La presentazione ortodossa mi sembra invece più coerente, con il peccato visto come un fallimento nel perseguire il nostro obbiettivo, il nostro fine, una malattia che ci condanna alla "non esistenza", e che solo Cristo poteva sanare.
    Il bello è che continuando nella ricerca ho scoperto che i medesimi temi sono presenti comunque nella tradizione cattolica, solo storicamente meno valorizzati, probabilmente a causa di certe impostazioni teologiche medioevali (scolastica e interpretazione "giuridica"). Su questa base, semplificando, ritengo possibile una riunificazione delle chiese, in quanto le basi teologiche sono comuni (cosa non possibile invece col protestantesimo, per le differenze sostanziali che ho avuto modo di comprendere).
    Sulla situazione del fedele medio cattolico non posso che darti ragione, e io mi metto convintamente fra la maggioranza ignorante. Se comprendo ora alcune cose, anche essenziali, della liturgia o della dottrina sociale, non è sicuramente per la chiarezza o la rilevanza dell'insegnamento della Chiesa per l'europeo medio. Purtroppo in molti contesti la chiesa si è accontentata di avere un ruolo di facciata, di "religione civile", senza curare l'effettiva rilevanza e seguito da parte dei fedeli. Il ruolo dell'Ortodossia in Italia può esser quello di portare una effettiva testimonianza di una fede coerentemente vissuta come poteva essere anche la nostra fino a qualche generazione fa, e stimolare una nuova e autentica adesione al Vangelo. Al contempo anche il Papa attuale sembra riportare la direzione della chiesa a recuperare le anime e non solo le "etichette" dei fedeli. Lavoro lungo e dai risultati né immediati né scontati.

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    1. Essendo cresciuto io tra i Gesuiti, e avendo avuto formazione presso uno dei loro più competenti presbiteri che io abbia mai conosciuto, ti posso assicurare che Papa Francesco NON fa assolutamente quello che pensa. Chissà dove traghetterà la nave romana... mi pare, per ora, in acque melmose e pericolose. Solo che, conoscendo l'intelligenza gesuitica ( che non è convenzionale, credimi) mi spaventa il fatto di così poca coerenza... voglio dire, Bergoglio riserva troppe sorprese per essere un Papa. E da Gesuita lui ha un quarto comandamento: obbedire al Papa. Ma se il papa è lui...

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