giovedì 25 settembre 2014

Il Catecumenato nella Chiesa Ortodossa

Dal momento che, qui in terra di Diaspora, assistiamo - che ci piaccia o meno - sempre più al fenomeno della conversione adulta o in età adolescenziale alla Retta Fede, mi pareva doveroso affrontare la questione riferente allo status di coloro che si trovano ad essere "nè carne nè pesce", nel periodo così detto Catecumenato, ossia quando la Chiesa prende in considerazione la tua esistenza, e si preoccupa di formarti sui Misteri di Cristo e di convertirti in modo più strutturato. Chi ha la fortuna di essere catecumeno, del resto, questo lo sa bene. Ora, dato che mi piace la Storia come tutti sapete, presenterò degli estratti dal libro Trasmissione della Fede: percorsi storici, secoli IV-XV di Luigi La Rosa, riferenti allo sviluppo del Catecumenato nella Chiesa del Primo Millennio, perché l'esistenza di questo periodo della vita ecclesiale ha dato luogo alla liturgia detta "dei catecumeni" appunto, la parte istruttiva.

Il Catecumenato come vera e propria istituzione pastorale si afferma già nel II secolo. Nel III secolo assistiamo alla sua fioritura, con le conversioni di massa che segnano l'avvio nelle città dei Titula ( circoscrizioni ecclesiastiche che fanno capo ad una chiesa: l'inizio della parrocchia), poi nel V secolo la sua decadenza progressiva, e la sua scomparsa istituzionale nel VII secolo. 
I catecumeni erano un "ordine" in senso stretto, sottoposti al controllo dei chierici esperti, e seguivano regole precise di formazione e di vita. Si vagliava appunto la loro capacità a vivere in comunità, a sopportare il discepolato, a seguire i ritmi liturgici e pastorali della Chiesa. I Catecumeni si distinguono in due momenti, alla preparazione remota verso il battesimo ( Audientes in Occidente, Kathekoumenoi in Oriente) e alla preparazione immediatamente precedente il battesimo, quando invece sono detti electi in Occidente, e photizomenoi (illuminati) nelle zone grecofone. In Occidente, poi, abbiamo una terza categoria che in realtà precede tutte le altre, nella quale i membri sono detti accedentes e che è formata dai pagani che iniziano a visitare le chiese e ad interessarsi del Cristianesimo. Sant'Agostino di Ippona li chiama rudes

Al Catecumeno la Chiesa dedicò la Catechesi, ossia l'insegnamento della dottrina: il Catecumenato durava tre anni, nei quali ci si formava. La Catechesi era essenziale, organica e incarnata, perché ciò che veniva insegnato andava poi mano a mano inserito nel contesto ecclesiale, soprattutto le norme di vita. 
Origene fa un bellissimo paragone tra catecumeni e gli ebrei dell'esodo: dopo l'uscita dall'Egitto ( la schiavitù dell'idolatria) e il passaggio nel Mar Rosso (l'ingresso nel catecumenato) e quello nel Giordano ( Battesimo) si arriva alla Terra-Promessa ( il Paradiso e la Vita in Cristo). 

Nel VI secolo la decadenza del catecumenato comporta che da tre anni, il periodo venga ridotto alla sola Quaresima Pasquale. In quelle otto settimane, i catecumeni vengono studiati, ammessi alla catechesi, formati e infine, di solito il Giovedì Santo, battezzati. Durante la Settimana Santa essi sperimentano vivamente i Misteri che sono stati loro impartiti come insegnamento, le catechesi mistagogiche insegnano ai neofiti tutto ciò che essi hanno assunto tramite i sacramenti appena ricevuti. Egeria nel suo "Diario di Viaggio" ci informa come durante la Quaresima il vescovo locale interrogasse di persona ogni catecumeno per conoscerlo, e se aveva dei vizi grandi o un delitto in coscienza, non era ammesso al battesimo fino all'ammenda.

Nel VII secolo, ormai privo di significato, il Battesimo viene amministrato dopo appena un giorno di catecumenato: si tratta dei figli adulti di cristiani che fin dalla tenera età hanno pregato a casa, e hanno vissuto in un contesto cristiano. 

IL RINVIO DEI CATECUMENI NELLA LITURGIA DELLA CHIESA

La Liturgia catecumenale (  che accomunava neofiti e battezzati) si conclude prima che inizi la parte propriamente eucaristica, interdetta ai non-cristiani ( in teoria). In Oriente come in Occidente, i catecumeni erano ammessi alla prima parte dell'azione liturgica, quando le preghiere comuni venivano recitate e si proclamavano le Letture, che avevano e hanno funzione "scolastica", di formazione della coscienza cristiana.

Nella Liturgia di San Giovanni Crisostomo, il Diacono impone con tono solenne la loro partenza:
D. Quanti siete catecumeni, uscite.
D2. Voi catecumeni, uscite.
D. Quanti siete catecumeni, uscite. Nessuno dei catecumeni rimanga. Quanti siamo fedeli: ancora e ancora in pace preghiamo il Signore.
C. Kyrie eleison.



D. Soccorrici, salvaci, abbi misericordia di noi e custodisci, o Dio, con la tua grazia.
C. Kyrie eleison.
D. Sapienza.
 Successivamente, segue una ectenia per la loro salvezza e il perfezionarsi della loro vita.

Nella Liturgia di San Gregorio Magno invece, il sacerdote impartisce una benedizione:

D. ( rivolto all’assemblea) Catecumeni, uscite! Catecumeni, uscite! Quanti sono catecumeni escano!
Alzatevi, catecumeni, e con la pace del nostro Dio e del suo diletto Figlio Gesù Cristo, andatevene: abbiate un giorno di pace, libero dal peccato, adesso e anche nel resto della vostra vita, e una morte cristiana; L’amore per gli uomini e la misericordia di Dio,  e la remissione delle vostre colpe; Dedicatevi all’Unico Dio, per mezzo del suo Cristo. Chinate il capo, per la benedizione.
Il Diacono chiama uno per uno i catecumeni, e il popolo, per ogni nome, dice:
R. Dio, abbi misericordia di lui/lei e ogni volta chinano il capo. Quando tutti i catecumeni sono raccolti insieme, il sacerdote così li benedice:
S. Dio Onnipotente, inaccessibile e increato, tu che se il solo vero Dio, Dio e Padre dell’unico Figlio da Te generato, il Cristo; il Dio che manda il Consolatore, il Signore di tutto il Creato;  Tu che attraverso il Cristo ammaestrasti i discepoli a maestri della pietà; Rimira ora i tuoi servi, che hanno ricevuto la sapienza dal Vangelo del tuo Cristo,  e dona loro un cuore nuovo, e rinnova nelle profondità del loro cuore uno Spirito di rettitudine, così che possano comprendere e adempiere il tuo volere con la pienezza del loro cuore e della loro anima.  Concedi loro l’unione perfetta e l’ammissione alla tua Santa Chiesa, e falli portatori dei tuoi santi e divini misteri attraverso Cristo, speranza nostra, che morì per noi, attraverso la cui gloria e adorazione fu dato il Santo Spirito, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
D. Catecumeni, andate in pace. 

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