lunedì 22 settembre 2014

Ortodossia in Romania: Riflessioni di un clerical chic

L'autore del presente blog ha goduto, dal 12 al 17 settembre, dell'opportunità di viaggiare in un paese "storicamente ortodosso", la Romania. Precisamente, mi sono recato in Bucarest. Ho deciso di scrivere questo articolo per riportare le mie impressioni circa un tipo di Ortodossia totalmente diversa dalla nostra della Diaspora in Italia. Ho ritenuto infatti che il miglior modo per verificarsi, studiarsi, porsi delle domande, e infine migliorarsi, è entrare in contatto con chi l'Ortodossia la vive in modo diverso. Già avevo visto una realtà direi parallela nella Chiesa di Grecia l'anno scorso, quando completai il mio battesimo sul Monte Olimpo. Ma questa volta, le differenze mi hanno veramente shockato

Cercherò di essere conciso e di focalizzarmi sui punti-chiave, senza divagare troppo.

A) La quantità notevole di tempo che i sacerdoti dedicano alle attività extraliturgiche mi ha dato l'impressione di una chiesa veramente viva. Ovunque vai, a qualunque ora del giorno, troverai almeno una chiesa che fa scuola biblica; una chiesa con un Officio dell'Olio Santo; una chiesa con un incontro catechetico.

B) Ogni giorno, si celebrano i vespri. Ogni giorno. A chi potrebbe obiettare che non abbiamo sufficiente laicato che assisterebbe, vorrei rendervi partecipi del fatto che nella chiesa che ho frequentato per le funzioni in questi cinque giorni, al vespro eravamo dieci persone, comprensivi del clero e dei cantori.

C) Il clero, anche basso ( cantori, suddiaconi, lettori) indossa la talare SEMPRE E IN OGNI LUOGO anche per fare la spesa. Nessuno si vergogna a indossarla. Una bella lezione per i nostri, che si vestono a giorni alterni come le targhe delle automobili.

D) Non ci sono i sovrapprezzi di oggettistica liturgica. Le candele costano 50 bani ( 15 centesimi di euro). Ricordo che, attualmente, un panino in Romania costa 2 lei, giusto per fare un paragone. Una icona si aggira sui 30 lei.

E) Ho visto molte locandine di pellegrinaggi in divenire, presso le porte delle parrocchie. Le chiese ci tengono a portare i fedeli nei luoghi santi.

F) I monasteri urbani straboccano di fedeli, soprattutto il Monastero Radu che ha pure il Liceo Teologico.

G) Senza dilungarmi troppo su altro, oltre alla cordialità in ambiente ecclesiastico, aggiungerei che hanno fondamentalmente voglia di fare, che è quello che manca al nostro clero.

A mio avviso, può essere, al di là della giurisdizione, un esempio, il fatto che in Romania si utilizzi la lingua moderna non ha intaccato la solennità nè tantomeno l'usum liturgico. Hanno adattato toni, tropari, inni, in lingua romena; quando l'antica melodia in paleoslavo non funziona più, ne hanno scritte di nuove, perché è una chiesa viva e non un sepolcro imbiancato.

E con queste considerazioni, spero di aver dato una filialmente amorevole strigliata ai nostri ( mi ci metto pure io, nel mezzo, come pigro... potrei fare di più).


La Cattedrale dei Santi Costantino ed Elena, Sede del Patriarca Romeno. 


3 commenti:

  1. COMMENTI DELL'IGUMENO AMBROGIO DI TORINO
    Mi ha chiesto di pubblicarli, perché per motivi a me ignoti, non arrivano sul blog.

    A) Attività extra-liturgiche: scuola biblica, catechismo, e Olio santo... tutte nella stessa categoria? L'Olio Santo è uno dei sacramenti della Chiesa, e in Romania è uno dei più abusati (cfr. http://www.ortodossiatorino.net/DocumentiSezDoc.php?cat_id=36&id=2218). Purtroppo, vederlo celebrare "ovunque, a ogni ora del giorno" non è una ragione di vanto, ma piuttosto di seria preoccupazione.
    B) I vespri sono una funzione piuttosto breve: nello schema di base, senza che siano preceduti dall'ora nona e senza lettura dei catismi del Salterio, è raro che durino più di mezz'ora. Spesso non si celebrano non per pigrizia o indifferenza, ma perché ci vuole di più per aprire/preparare/chiudere la chiesa che non per l'effettiva celebrazione, e chi deve fare un tragitto lungo (più di mezz'ora) per andare in chiesa semplicemente non ci va per una funzione tanto breve. Certo, un vespro quotidiano è meglio di niente, ma non è un segno di una chiesa vibrante, come una pasticceria che ti dia la mera ciliegina senza la torta non è un segno di alta professionalità.
    C) Il clero, nella Romania comunista, veniva arrestato per il semplice fatto di girare in tonaca? In Unione Sovietica sì, e ci sono certi ricordi che è difficile far sparire dalla memoria collettiva.
    D) Anche ai tropici non ci sono sovrapprezzi per banane e noci di cocco. Ma se le vuoi in Europa, bisogna trasportarle, per cui il "sovrapprezzo" è un normale aspetto della loro commercializzazione.
    E) ...mai visto inviti a pellegrinaggi nelle nostre parrocchie in Italia? Avrei difficoltà a pensare a una delle nostre parrocchie che NON abbia mai organizzato pellegrinaggi, pur con infrastrutture molto più povere di quelle che hanno a Bucarest.
    F) In Italia i monasteri urbani non straboccano di fedeli, soprattutto per il fatto che di monasteri urbani non ne abbiamo ancora nemmeno uno! Quando li avremo, potremo fare questi paragoni.
    G) La "voglia di fare", a meno di non metterci a leggere le menti, è una variabile che dipende dalle effettive possibilità di fare: quando devi fare un lavoro che richiede gli sforzi di dieci persone coordinate e ti ritrovi da solo, allora essere anche accusato di "mancanza di voglia" è puro delirio.
    La lingua non ha niente a che fare con le melodie, che non sono né in paleoslavo né in alcun'altra lingua, ma piuttosto si può dire che si ADATTANO alla metrica e alla dizione di una lingua (ecco perché importare sic et simpliciter una melodia - soprattutto quelle cosiddette "bizantine" - in italiano non ha successo: semplicemente, i tempi e la sillabazione del canto non "fanno presa" sulla lingua italiana). Per creare e adattare uno stile musicale a una lingua occorrono SECOLI di sforzi.
    I romeni non celebrano in paleoslavo da MOLTI secoli (se mai lo hanno fatto da quando hanno una lingua letteraria!), tutto quel che si può dire è che fino al XVII secolo scrivevano in ROMENO con le lettere dell'alfabeto slavonico, e poi sono passati a usare i caratteri latini, con alcune varianti.

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    1. Per rispondere partirò dal punto F.
      F) Non sai quanti ragazzi ho incontrato che vorrebbero fare i monaci o i preti E NON VENGONO ORDINATI. Quindi di cosa stiamo parlando? date la tonaca a chi la chiede, e vedrete che avremo dei monasteri molto presto...

      E) se la mia parrocchia fa un pellegrinaggio all'anno che costa 3000 euro, non posso permettermelo...

      C) il clero italiano non ha scuse...

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  2. Grazie Marco per questa tua testimonianza

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