lunedì 17 novembre 2014

La "Nuova Identità" Russa - Discorso del Patriarca Kirill

Il meeting "Riunione del Mondo Russo", nel quale Kirill ha espresso quanto segue, è avvenuto il giorno 11 Novembre 2014, a Mosca
fonte e traduzione del discorso del Patriarca dall'articolo di PRAVMIR:
 http://www.pravmir.com/patriarch-kirill-suggests-new-formula-russian-identity/


L'Agenzia di informazione RIA ha riportato che il Primate della Chiesa Ortodossa Russa, Sua Santità il Patriarca Kirill, crede che la Russia moderna richiede una << grande sintesi >> dei suoi periodi storici, la quale può essere descritta con la formula "fede, giustizia, solidarietà, onore, e uno status di grande potere". Al contrario di un imperialismo selvatico e anarchico, occorrerebbe, " Ortodossia, Monarchia e Comunitarismo". 



<<Dovremmo prendere tutto ciò che è veramente importante e prezioso dalle varie epoche storiche. Abbiamo bisogno di una grande sintesi degli ideali della primigenia Rus'. delle realizzazioni culturali e governative dell'Impero Russo, obiettivi sociali di solidarietà e sforzi collettivi per i grandi impegni comuni, che hanno determinato la vita della nostra società per la maggior parte del secolo XX, e anche le eque aspirazioni dei residenti in Russia nell'Era post-sovietica. Questa sintesi supera la dicotomia Destra-Sinistra di gran lunga. Questa sintesi può raccogliersi nella formula "fede, giustizia, solidarietà, onore, e lo stato di grande potenza">> - ha osservato il Patriarca Kirill. Il Primate ha sottolineato che << Qualora il Governo si poggiasse su tali basi, esso rappresenterebbe pienamente gli ideali espressi nei comandamenti biblici, i quali sono la premessa di base della vera moralità, propriamente o meno.>>

Oltretutto, Sua Santità ha anche denunciato coloro che si impegnano a dividere e soppesare i vari periodi storici, ha difatti affermato: << Oggi si sente spesso qualche voce che ci spinge ad accettare un periodo della nostra storia come un certo modello, ma per poi denigrare, sminuire e criticare altre epoche in ogni modo. Difatti, la descrizione del passato russo necessita di un quadro colorato, uno schema in bianco e nero è del tutto insufficiente.>> Il Primate della Chiesa Russa inoltre ha espresso la sua opinione circa questi storici, le cui semplificazioni possono solamente... << creare un quadro storico dismesso e travisato, che si rompe in pezzi diversi, come uno specchio rotto.>> 
(...)
<< Nonostante tutti i mutamenti e le rivoluzioni e le controrivoluzioni, la Russia ha conservato tutta la base della Civiltà in ogni momento storico. Molte cose sono cambiate, compresi i modelli, i titoli dei governanti, le abitudini e le classi dominanti, ma la società russa e i russi si sono mantenuti nella loro identità nazionale. L'Amore per la Patria, il senso di fraternità e del dovere, la volontà di dare la propria vita per i propri amici, queste sono state le caratteristiche tanto di Borodino, quando di Campo Kolikovo o di Stalingrado.>>

Il Patriarca ha concluso il suo intervento al Meeting con queste parole: << In particolare grazie a loro ( i guerrieri di cui sopra, ndt), il popolo russo è riuscito a proteggere se stesso, la sua indipendenza, la libertà e gli altri grandi valori.>>

COMMENTO DEL BLOGGER

Invero, questa è la prima volta che mi separo dalla linea di pensiero del Patriarca Kirill. La Chiesa di Cristo non può e non deve essere "politica". Qualora la Chiesa operi in una società cristiana, allora essa vive nella società, non nella politica di questa società. Proclamare come desiderabile l'imperialismo è, a mio avviso, fuorviante e oltretutto è un chiaro sintomo di cesaropapismo, dottrina che mi risulta stomachevole e inadatta a qualsiasi forma genuina di spiritualità: la Chiesa non può essere succube di alcun potere laico, e nemmeno può lasciarsi plasmare da esso o adagiarsi su di esso. Le chiese locali che nei secoli hanno lottato per rimanere diverse e giustamente indipendenti nella loro forma ( artistica, culturale, linguistica, liturgica) meritano di essere qui ricordate. Gli errori del Cesaropapismo produssero lo Scisma di Roma: Roma Antica e Roma Nuova, difatti, sono due versioni del medesimo errore. Il Papa si proclamò Re, il Patriarca costantinopolitano si abbassò a essere lo sgabello del proprio monarca. 
Credo che questo discorso, che sicuramente ha un sentore panslavista e imperiale, sia un buco nell'acqua del magistero kirilliano, finora splendente per i suoi discorsi molto importanti sul digiuno, la penitenza e la società ispirata all'Ortodossia, discorsi che ho sempre letto e consiglio sempre di leggere per la loro portata attuale.
Ma questo preciso discorso no, non mi piace. 

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