lunedì 1 dicembre 2014

Essere degni del Signore ( San Cesario di Arles )

Se un re di questo mondo o un padre di famiglia ti invitasse alla festa del suo natalizio, quali abiti indosseresti se non quelli nuovi, eleganti, splendidi, di cui né la vecchiezza, né lo scarso valore, né altra cosa brutta potesse offendere la vista di colui che ti invita? Perciò con tale cura, per quanto ti è possibile, con l`aiuto di Cristo fa` in modo che la tua anima, composta dei diversi ornamenti delle virtù, adornata dalle gemme della semplicità e dai fiori della temperanza, alla solennità dell`eterno Re, cioè al natale del Signore Salvatore, si prepari con coscienza sicura, bella per castità, splendida per carità, candida per elemosine. Infatti Cristo Signore, se vedrà che tu cosí ben preparato celebri il suo natale, si degnerà di venire non solo a visitare la tua anima, ma anche a riposare e ad abitarvi per sempre, cosí come sta scritto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò (2Cor 6,16); e ancora: Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me (Ap 3,20). Felice quell`anima che con l`aiuto di Dio desidera guidare la propria vita, cosí da essere degna di ricevere Cristo come ospite e di diventare sua dimora; al contrario come è infelice quella coscienza, degna di essere compianta a calde lacrime, la quale si macchiò di cattive opere, si oscurò del buio dell`avarizia, arse di iracondia, si lordò di continua lussuria, fu distrutta dalla tirannide della superbia, cosí che in essa non Cristo riposerà, ma il diavolo vi stabilirà il suo dominio! Tale anima, infatti, se non ricorrerà subito al rimedio della penitenza, perderà la luce, si coprirà di tenebre; si svuoterà di dolcezza, sarà colmata di amarezza; verrà invasa dalla morte, privata della vita. Tuttavia chi è nel peccato non disperi della bontà del Signore, non si tormenti in una mortale disperazione, ma piuttosto faccia subito penitenza, e finché le ferite dei suoi peccati sono aperte e sanguinanti, le curi con medicine salutari: poiché il nostro medico è onnipotente ed è cosí abituato a curare le nostre piaghe che non fa rimanere traccia di cicatrici... Coloro che sanno di essere restii a fare elemosina, facili all`ira, pronti a darsi alla lussuria, con l`aiuto del Signore si affrettino a rigettare ciò che è male, perché possano essere degni di raggiungere ciò che è bene; e quando verrà il giorno del giudizio, non siano puniti con gli empi e i peccatori, ma siano degni di ottenere il premio eterno insieme con i giusti e i misericordiosi: con la grazia di Nostro Signore Gesú Cristo cui spettano l`onore e la gloria nei secoli dei secoli. Amen. 

di San Cesario di Arles, Vescovo ortodosso-gallicano, Sermone 187, 3.5
immagine: << San Lorenzo Diacono consegna le elemosine >> del Beato Angelico 

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