lunedì 2 febbraio 2015

La lotta alle passioni - S. Giovanni Cassiano

L'apostolo Paolo ci dice anche che saremo giudicati secondo i nostri pensieri: ". ( I nostri pensieri ) essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono." (Romani 2:15)
La perfezione di un'anima in questo senso è splendidamente rappresentata dal centurione del Vangelo: la sua virtù e la costanza fanno sì che tutti i pensieri che gli sorgono in mente non penetrino nella sua anima; ma automaticamente riesce a distinguere il bene dal male. "Pur essendo io subalterno, ho dei soldati sotto di me e se io dico: vai, lui va, e ad un altro, vieni, lui viene. E al mio servo: fai questo. Ed egli lo fa. "(Matteo 8: 9) Se l'esempio del coraggio nella lotta contro le tentazioni e i vizi si sottoporrà alla nostra volontà, nella nostra carne  le passioni che ci tormentano verranno espulse, e superate a causa della moltitudine di pensieri che si agitano nel nostro cuore. Noi cacciamole ( le passioni) dalla nostra anima con la forza della croce di Cristo, gettiamo fuori questi eserciti di nemici che ci fanno  guerra crudele, e otterremo  il potere del centurione; Mosè in Esodo riferisce misteriosamente: "Stabilite comandanti in mille, cento, cinquanta e dieci. "(Esodo 18:21) Quando siamo arrivati a uno stato così alto, abbiamo il potere e la virtù per ordinare i nostri pensieri. Permettiamo a noi stessi di essere condotti via da coloro che ci recano danno, e siamo in grado di fermare e raggiungere coloro che rallegrano le nostre anime. Diciamo male di essi e se ne andranno; diremo bene, e verranno. Noi ordineremo al nostro servo, vale a dire ai nostri corpi, per mantenere la continenza e la castità, e obbedirà ( il corpo ) senza resistenza; fedelmente noi serviremo senza emozione i movimenti della concupiscenza. Ascolta l'Apostolo il quale ci dice con quali armi combatte questo centurione: "Le armi della nostra milizia non sono carnali, ma potenti in Dio." Dice quello che sono; essi non sono carnali, e debole, ma spirituali e potenti con la forza di Dio; poi dice quello per cui nelle battaglie sono impiegati: per rovesciare i muri, distruggere i pensieri e tutte le colline che si levano contro la conoscenza di Dio, affascinare ogni comprensione per l'obbedienza di Cristo, per punire ogni ribellione, quando abbiamo realizzato che cosa ci chiede. (II Corinzi 10: 4)
Dovremo considerare tutte queste cose in dettaglio, ma in un altro momento. Spiego solo il tipo e le proprietà delle armi che dobbiamo prendere se vogliamo, come centurioni del Vangelo, per combattere le battaglie del Signore: "Prendi, dice l'Apostolo, lo scudo della fede per spegnere i dardi infuocati del nemicoPrendi, dice san Paolo, la corazza della carità. (Efesini 6:16) " E' questo che circonda e protegge il nostro torace e degli organi della vita; è ciò che ci impedisce gli infortuni mortali, non lasciando che i tratti del diavolo raggiungano l'uomo interiore, in quanto supporta il tutto con pazienza e rassegnazione. (I Corinzi 13: 7) Prendete l'elmo della speranza; il casco è la difesa della testa.
Cristo è il nostro Capo. È con questa verità che dobbiamo sempre difendere la speranza dei beni futuri con un elmo immutabile, in tutte le tentazioni e le persecuzioni senza mai lasciare indebolire e distorcere la nostra fede. Siamo in grado di perdere gli altri membri e di preservare la vita; ma senza la testa, è impossibile vivere. "Ricevete la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. "(Efesini 6:17) "Questa spada penetra meglio di una spada a due tagli nelle profondità dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i movimenti del cuore" (Ebrei 4:12), dividendo e sottraendo tutto ciò che trova in noi di terreno e carnale. Chi è dotato di queste armi può ancora difendersi dai dardi del nemico. Lui non si lascerà conquistare e prendere prigioniero nel campo dei cattivi pensieri, e lui non sentirà il rimprovero del Profeta. "Perché sei invecchiato in terra straniera?" (Baruch 3,11) ma sempre vittorioso e trionfante, sceglierà il paese, vale a dire, i pensieri in cui vuole smettere.
Volete sapere quale sia la forza principale del centurione, indossando queste armi che non provengono dalla carne, ma dalla potenza di Dio? ascoltare il Re Onnipotente che ha chiamato il cuore degli uomini a questa milizia spirituale, e che sceglie gli eletti e il marchio: "Lasciate che i deboli dicano di essere forti, e le lotte al paziente." (Gioele 3:10) si vede che solo i deboli e i pazienti possono combattere le battaglie del Signore. Di questa debolezza  ha parlato San Paolo, il guerriero per eccellenza: "Per questo io mi compiaccio in debolezze, ingiurie, necessità e persecuzioni, per amor di Cristo: perché quando sono debole allora sono forte." (II Corinzi 12,10) Uno dei profeti parlava di questa debolezza quando disse: "Chi tra voi è debole sarà come la casa di Davide, ed è il paziente che sosterrà i combattimenti" (Zaccaria 12); e si dice della Pazienza "è necessaria a voi la costanza, affinché avendo obbedito ai comandamenti di Dio, riceviate il premio."  ( Ebrei 10:36)
Riconosciamo dalla nostra esperienza che abbiamo e che possiamo unirci inseparabilmente a Dio, se vogliamo mortificare le nostre concupiscenze e se rimuoviamo tutto ciò che eccita i nostri desideri in questo mondo. Sappiamo dalla testimonianza degli amici di Dio che gli dicono con fiducia, "La mia anima si aggrappa a te, Signore" (Salmo 118). "E io sono d'accordo a tutti i tuoi comandamenti."  "Il mio bene è essere vicino a Dio. "(Salmo 72:28) "Chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui. "(I Corinzi 6:17). 

Quindi non cedere a queste distrazioni faticosi della nostra anima e rallentare i nostri sforzi, per "Chi lavora la sua terra avrà abbondanza di pane, ma chi cerca riposo soffrirà la povertà. "(Proverbi 28:19)
Cerchiamo di non cadere in un sconforto pernicioso, perché è attraverso lo sforzo che cresciamo, e chi ama il piacere perde col dolore. 

tradotto dal francese da sito Orthodoxologie

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