venerdì 6 febbraio 2015

Perché S. Giovanni di Kronstadt è importante per noi Occidentali - Riflessioni di un clerical Chic

Carissimi,
Nell'appuntamento mensile ormai consolidato delle Riflessioni del clerical-chic, propongo stavolta un discorso circa il nostro amato padre fra i santi Giovanni, presbitero di Kronstadt. 
Prima di rispondere alla domanda "Perché è importante per noi Occidentali", vediamo di fare una breve panoramica attorno alla sua figura luminosa. Innanzi tutto, sebbene sia un santo vissuto nella seconda metà dell'Ottocento ( morì il 20 dicembre 1908) è totalmente diverso dalla moltitudine di maestri e anime sante che la Chiesa Russa ha dato al mondo ortodosso, a cagione del fatto che lui era un presbitero sposato e non un monaco o un Folle in Cristo, come tutti gli altri santi del periodo. I santi monaci di Optina, che recuperarono l'antico monastero ridestando la Paternità Spirituale ( starcestvo ), ad esempio, oppure i santi russi dell'Athos come San Silvano e San Serafino, gli esicasti come Teofane il Recluso e tutte le grandi personalità dell'Ottocento Russo, erano e sono modelli fondamentali della guerra alla Passione, della lotta interiore, della perfezione spirituale, ma non erano uomini di città e non vivevano a contatto con migliaia di persone come fece Giovanni di Kronstadt. Il suo tratto fondamentale, che lo differenzia da tutti gli altri santi contemporanei, è il suo essere un uomo di parrocchia, un uomo delle piccole grandi cose, capace di far vedere la Luce Increata nel vivere una fede quotidiana, a misura d'uomo laico, dove il Sacramento e la vita di parrocchia riescono da sole a dare lo strumento della Salvezza, poiché la centralità del Culto liturgico e della Comunione Eucaristica permeano, nella teologia di Giovanni di Kronstadt, ogni particella del nostro essere, se vissuti nella pienezza ontologica del loro essere.
San Giovanni di Kronstadt è un sacerdote missionario in casa sua, che non si scorda della fondamentale verità che non importa andare in Africa a portare il Vangelo, perché già qui ne abbiamo bisogno costante. E per l'Ortodossia post-Diaspora, questo è ancora più vero. San Giovanni è la figura del prete di parrocchia attento al proprio gregge, che nutre e cura spiritualmente celebrando tutti gli Offici ogni giorno, donando grande quantità di tempo alla confessione, ai malati, ai poveri. Qualche cattolico azzardò che Giovanni di Kronstadt è il curato d'Ars degli Ortodossi, e forse non ha tutti i torti. 
Anche se è vero che i grandi monasteri sono sempre stati il nutrimento del popolo ortodosso, con la sofia interiorizzata dei grandi monaci, esperti dello Spirito, la mancanza in Italia di veri monasteri ci spinge a rafforzare, per adesso, l'attività delle parrocchie e il modello di Giovanni di Kronstadt, a mio avviso, è il migliore. Difatti, purtroppo, la sola presenza di Bivongi, benché encomiabile - anzi, approfitto per invitarvi tutti a visitare quel monastero - non è sufficiente. Esso è lontano, irraggiungibile con autobus o treni ( come ogni vero monastero ) e sta in Calabria. Chi vuole nutrirsi di spiritualità monastica cercando centri più vicini alle grandi città rimarrà deluso. In attesa che nostro Signore Iddio ci doni dei coraggiosi monaci che edificheranno grandi abbazie presso grandi centri urbani, cerchiamo di nutrirci di Dio nella vita di parrocchia, per nulla esecrabile e anzi ottima per la dimensione umana, ed è tutto questo che risponde alla domanda cui siamo partiti. San Giovanni di Kronstadt, con la sua vita e il suo esempio, con la sua mistica e la sua visione dei sacramenti come via di Salvezza, è il modello dell'uomo-sacerdote. 

1 commento:

  1. Veramente e' un grande esempio per noi preti sposati che viviamo al mondo. Ci ricorda che anche noi siamo chiamati alla santita' e che non bisogna "fuggire" dall mondo e andare nel deserto per essere santi. Tante volte le vite dei santi padri del deserto ci spaventno, con le veglie notturne, le lunghe preghiere, i digiuni e le mortificazioni, e pensiamo che noi non ce la faremo mai ad arivare al loro livelo. Ma il Signore non conta le nostre prostrazioni! Lui vuole solo il nostro cuore aperto per scendere...

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