lunedì 16 marzo 2015

Cinque princìpi per leggere correttamente l'Antico Testamento

Articolo del servo di Dio Seraphim Hamilton, apparso su On Behalf for All il 20 gennaio 2015.
Tradotto e riadattato nelle sue parti dal blogger.

L'Antico Testamento confonde molti. Per molti Cristiani, esso è poco conosciuto e incompreso. Molte scuole moderne affermano che l'Antico Testamento è un testo pieno di contraddizioni teologiche che parlano più della cultura del Medio Oriente che di Gesù Cristo, o che con Lui non ha nulla a che vedere. Per questo ho voluto lasciarvi questo vademecum per l'AT, affinché leggendolo porti frutto.

1. Leggilo!

San Justin Popovic ci istruisce a leggere un paragrafo dell'Antico Testamento e uno del Nuovo Testamento ogni giorno. Molti cristiani oggidì credono che l'Antico Testamento non sia importante quanto il Nuovo, e per questo semplicemente non lo leggono. Al contrario, i Padri della Chiesa consideravano tutta la Bibbia, ogni parola, come scritta "per il nostro interesse" (1 Corinzi 10:11) e scritta per rivelare al mondo la seconda Persona della Santissima Trinità, il Cristo Figlio di Dio. San Giustino Martire, in uno dei suoi dialoghi con Trifo, dice chiaramente che l'Antico Testamento è il "nostro" libro, e non il libro dei Giudei. Quei testi non furono scritti per la cultura dell'antica Israele sulla quale la Chiesa costruì poi sé stessa riadattando il contesto.  Invece, questo Libro fu scritto da Dio attraverso le mani dei suoi santi e ispirati Profeti, spesso contro la stessa cultura di Israele. E invece di ricoprire di nuovo significato il Vecchio Testamento, la Chiesa vi ha solamente letto lo stesso Spirito che "ha parlato per mezzo dei profeti" e ha compreso il significato che il Creatore aveva voluto per l'Antico Testamento. 


2. Leggilo Cristocentrico 
L'Antico Testamento è tutto su Gesù Cristo. La Chiesa pertanto invita l'uomo a "venire e vedere" ( Gv 1,46) ciò che Mosè e i profeti hanno scritto. Consideriamo pertanto una lettura cristocentrica adeguata e soddisfacente dei passi del Vecchio Testamento. La Chiesa non legge l'Antico Testamento in un unico modo, ma con molteplici significati. (...) Ad esempio, tutti i cristiani riconosco la corrispondenza fra il sangue dell'agnello di Pasqua e il Sangue di Cristo. Nella notte di Pasqua ogni israelita contrassegnava la propria porta con il sangue dell'animale. Nell'Antico Testamento la porta simboleggia la nascita. La morte colpisce il paese d'Egitto nella notte, ma al mattino i figli degli Ebrei sono forti, sani, rinati e risorti, attraverso il sangue dell'Agnello sullo stipite - che punta a Gesù Cristo "Generato prima di ogni creatura" ( cfr. Col 1,15), risorto attraverso il proprio Sangue. L'intero assetto di Giosuè 1-6 invece riprende l'Esodo al contrario: nell'Esodo infatti l'Egitto viene prima distrutto e gli Israeliti passano il Mar Rosso, quindi poi celebrano la Pasqua. Nella conquista invece prima gli Ebrei celebrano la Pasqua, poi marciano attraversando il Giordano, e infine distruggono Gerico. I primogeniti sono rinati con il sangue sulla porta quando la morte colpì l'Egitto; Rahab è risorta per mezzo del cordone scarlatto quando la morte giunse su Gerico. La corda rossa svolge la funzione del sangue della Pasqua dell'Agnello. Tutti questi fili concorrono a mostrare il Cristo. Rahab, la nuova Eva, inganna il serpente. Il sangue di Cristo solleva Eva fino alla morte. Lei eredita la terra promessa, che nella Nuova Alleanza è tutta la Creazione: Isaia 65-66, parlando della promessa di Cieli Nuovi e Terra Nuova, è pieno di allusioni a Numeri 14, dove si parla della promessa della terra di Israele. 

3. Leggilo tipologicamente 
(NB.  In Teologia, la tipologia è lo studio dei cerimoniali e degli accadimenti del Vecchio Testamento come allegorie o rappresentazioni di fatti nel Nuovo Testamento). 

La Chiesa è chiaramente tipologica. Così come Dio è l'Autore della Storia umana, così gli stessi modelli appaiono più e più volte nella storia di Dio. L'Antico Testamento prefigura non solo il Cristo, ma la Chiesa stessa. In primo luogo, l'AT caratterizza sé stesso. Ciò è particolarmente significativo per la storia di Giacobbe dal quale Israele stessa prende il nome. Quando Esaù tenta di uccidere Giacobbe, egli fugge: anticipa l'Esodo. Giacobbe avrà dodici figli, i quali moltiplicheranno su tutta la terra la sua discendenza. Rachel ( la moglie di Giacobbe) significa "pecorella". I figli di Giacobbe sono il suo gregge. I numeri e le affiliazioni ci permettono di intravedere il destino della Chiesa, partita con dodici apostoli, che adesso è ovunque e nel mondo. Israele, dopo essere fuggita dal Faraone, incontra Dio nella grande Teofania ( manifestazione) sul Sinai. L'Antico Testamento è fitto di questa tipologia. 


4. Leggilo Cristotelicamente
Molti ritengono che solamente i primi capitoli riguardano la Storia dell'Umanità e che il resto del Vecchio Testamento riguarda solamente Israele. Se questo può essere vero per una prospettiva, io ritengo che si perda il punto centrale. Dio pianta un seme in Israele che darà frutto per l'intera umanità ( cfr. Romani 11:17-24): molti lettori attenti hanno notato ciò. Nel Libro dei Giudici, Israele comincia a venerare altre divinità. Dio manda così Giosuè col Libro della Genesi per risolvere questo problema. Nel periodo dei Re, invece, il problema non erano i falsi dèi, ma il culto imperfetto del Vero Dio. Per questo Dio suscita i Salmi, le Ecclesiaste, i Proverbi, Giobbe, il Canto di Salomone.  I Profeti vengono chiamati quando Israele vacilla. Israele viene anche punita con l'esilio a causa della sua caduta interiore. I nuovi problemi, il Legalismo e il Fariseismo, provocano la reazione di Dio e Israele viene nuovamente sottomessa da altri popoli dopo la liberazione da Babilonia. Ed è in questo contesto che il Cristo arriva.
Il Libro di Giosué è la profezia di Cristo ( Giosué è lo stesso nome di Gesù) e della sua morte e Resurrezione. Il Sommo Sacerdote prende le nostre vesti sporche ( Genesi 3:21) del peccato e della morte e le glorifica nella sua santa Resurrezione. In Zaccaria 5 una Babilonia misteriosa cresce dentro Israele: un falso tabernacolo viene eretto e viene iniziata la creazione della terra di Senaar, dove venne costruita la torre di Babilonia.  Il serpente condusse la Donna alla morte; il Salvatore distruggerà il serpente. Babilonia raggiungerà il suo climax nella Gerusalemme-Babilonia quando Dio vi riunirà ogni spirito malvagio ( Rivelazione, 18:1). Nell'anno 70 d.C., la Gerusalemme-Babilonia viene distrutta e la Chiesa si diffonde ovunque sulla Terra portando la Lieta Novella. 

5. Leggilo Olisticamente
NB ( l'olismo è una disciplina teoretico-scientifica nella quale si spiega come un intero non può essere spiegato esclusivamente tramite le sue componenti
L'Antico Testamento è un libro ampio, come una grande foresta, ed è facile perdersi fra gli alberi di questo bosco intricato. Dobbiamo tenere gli occhi aperti sulla prospettiva che lo Spirito Santo produsse questo libro nei secoli prefigurando il Cristo e la Trinità. La grande immagine del Vecchio Testamento è l'Esodo. Il Pentateuco ( i primi cinque libri ) ci narra dell'esodo dal paradiso, di Noè e del suo viaggio verso una terra promessa e della seconda creazione.
La storia di Abramo, il chiamato da Dio, inizia con l'esodo dalla Mesopotamia; dopo la fase patriarcale, gli Ebrei vanno in Egitto e da lì usciranno tramite l'Esodo di Mosè. La fine del Pentateuco, Deuteronomio 30-31, ci mostra l'ultimo esodo, quello verso il Paradiso. Di altri viaggi, di altri esodi, è piena la Bibbia: da Babilonia in ritorno a Gerusalemme, la conquista di Giosuè con l'esodo verso Israele, etc.
La Chiesa stessa nasce con un esodo dei discepoli, mandati a coltivare ovunque la terra promessa. Gesù è il Nuovo Mosè che traghetta il suo popolo verso la Terra Promessa.
San Paolo infatti nella lettera ai Romani ( Rm 6:1-4 e 8:17) ci dice che la Croce fu intagliata nei nostri cuori affinché potessimo giungere al Nuovo Eden. 

Tenendo a mente tutto questo, scopriamo il Vecchio Testamento come un libro imprescindibile, del quale bisogna fare tesoro.


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