martedì 17 marzo 2015

Il Digiuno e la Comunione ( Metropolita Anthony Bloom )

Il testo che segue proviene dal libretto "Ritornare a Dio" del Metr. Anthony Bloom di venerata memoria. Il brano è stato riadattato nelle sue parti dal blogger. 

Più lunga sarà la nostra vita, più accumuleremo conoscenze, pensieri, più i nostri cuori si arricchiranno in risposta alla bellezza della Parola di Dio. Eppure, queste cose non salvano. Per noi la salvezza si trova nella forza e nella grazia di Dio, che a poco a poco ci istruisce ed è in grado di purificarci e trasfigurarci. (...)
La Quaresima non è un invito a moltiplicare le nostre richieste a Dio, o a presentarci in comunità più spesso del solito. La Quaresima è il momento in cui ci poniamo innanzi al giudizio di Dio, ascoltare la voce della nostra coscienza e e astenerci dalla comunione se non possiamo farla degnamente.
Comunicarsi come si deve significa che prima di accostarci al Calice dobbiamo riconciliarci coi nemici coi quali abbiamo avuto delle liti; dobbiamo fare un esame dei pensieri che affollano la nostra mente e del nostro cuore che ci porti a riconoscere il nostro tradimento verso Dio, e la perfidia perpetrata verso gli uomini, e poi agire di conseguenza. Dobbiamo fare pace col Dio Vivente, perché non sembri che Egli sia morto invano per noi. Accostarsi degnamente alla santa Mensa suppone un numero di cose semplici ma indispensabili.

Innanzi tutto, non prendere comunione se arriviamo in chiesa con la Liturgia già iniziata. Non si deve accedere alla comunione se non ci si è preparati i giorni precedenti con il digiuno, l'astinenza dalla carne e con le preghiere di preparazione, l'esame di coscienza e la lettura delle orazioni. La Chiesa Ortodossa dispone che coloro che vogliono comunicarsi assistano ai Vespri e alle Vigilie il sabato sera precedente alla Divina Liturgia della domenica ( o comunque della sera precedente l'officio divino, ndr ), per essere pronti all'incontro con il Signore nel giorno di Resurrezione. 
Queste prescrizioni non sono solamente una regola formale, ma ma sono degli stimoli atti a a condurci nella profondità della vita spirituale, e rendono possibile un incontro più degno - o comunque meno indegno - col Signore. Entriamo dunque in Quaresima, prepariamoci a disciplinare il nostro spirito con rigore, a scrutare con attenzione i moti del nostro cuore. 
Seguite queste regole con rigore, osservate questi precetti necessari per tutta la durata della Quaresima, evitate ogni passività, mantenetevi in uno stato vigile, simile a quello di una sentinella che attende l'arrivo del suo Re o della sua Regina. Ricordiamoci che trovarsi dinnanzi alla presenza di Dio è l'onore più grande e più santo che ci possa toccare, e in questo non abbiamo nessun diritto: è un onore, il più sublime, quello che Dio ci fa. Cerchiamo d'avere un comportamento degno di lui. Amen!

Nota del blogger:
Il Digiuno è una cosa serissima. Molto seria. Pertanto, se qualcuno di noi vive in famiglie cattoliche ed è l'unico a professare la Fede ortodossa, il Digiuno e le pratiche devozionali possono essere davvero foriere di devastazioni familiari e lotte interiori. Consultate sempre il vostro direttore spirituale prima di intraprendere il digiuno e forzare la famiglia a seguire la Quaresima, soprattutto se i genitori o i parenti o i figli sono indisponenti e polemici. Il mio padre spirituale mi disse: "la pace domestica val bene un pezzo di carne." Ci sono tanti modi di fare digiuno: togliersi divertimenti, bevande, ore di pc, leggere più libri spirituali, fare un pellegrinaggio, sforzarsi in altro modo di compiacere Dio.
Dio vede i cuori, e se il nostro cuore è quaresimale e intriso di pentimento e di voglia di conoscerLo, credo che ci permetterà in nome della serenità familiare ( o della salute fisica nel caso dei diabetici ) di non essere rigidi sul digiuno. Noi non siamo farisei. 
Ripeto a costo di sembrare noioso: il digiuno va sempre organizzato col proprio rettore spirituale in armonia con la propria vita. Buon cammino verso la Pasqua di Cristo, già iniziato da III settimane. 


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