domenica 8 marzo 2015

La Liturgia dei Presantificati fra Oriente e Occidente

Articolo del servo di Dio Davide Mossenta

NOTA DEL BLOGGER:
Il mondo Ortodosso in Quaresima si arricchisce della Divina Liturgia dei Presantificati. La sua origine è ignota, anche se viene presentata come appartenente a s. Gregorio Magno ( nel mio articolo precedente sul tema, abbiamo scoperto che non è così, ma comunque...) e trova il suo svolgimento solo nel periodo del cammino verso la notte di Pasqua. Ma nel Mondo Latino pre-Scisma, qual era il ruolo dei Presantificati?
Davide Mossenta ci illustra brevemente l'uso antico di questa forma liturgica.


Ormai nell'Occidente cattolico-romano, l'uso dei Presantificati si limita alla Settimana Santa, nei giorni immediatamente precedenti alla Pasqua. Un tempo invece era prassi molto comune e senza limiti di tempora.

La Divina Liturgia dei Presantificati veniva utilizzata in modo molto differenziato anche nei tempi antichi.
Questa divina liturgia, proprio per la mancanza della consacrazione dei Santi Doni, ha un carattere "penitenziale". O meglio, non è che il rito sia penitenziale in sé, ma il fatto che non si consacra rende ovvio che non può esserci nessun tipo di proscomidia al suo interno. La mancanza dell'offerta viene considerato uno degli elementi penitenziali per due motivi: sia perché quando si fa digiuno non è buona cosa mettersi a preparare la prosfora, sia perché nel Vangelo il Signore ci ricorda che prima di portare l'offerta all'altare dobbiamo andare a riconciliarci con i nostri fratelli. Ma questo è proprio tipico dei giorni di penitenza, che richiedono un grande impegno di conversione.
Un'altro elemento importante sta nel fatto che nella Divina Liturgia dei Presantificati il sacerdote, soprattutto in Occidente, non è obbligato in modo assoluto a comunicarsi (anche se è caldamente tenuto a farlo). Il sacerdote potrebbe continuare così la sua penitenza senza dover essere per forza già pronto per ricevere la Santa Comunione. C'è poi il fatto che ci si comunica utilizzando i Santi Doni consacrati in precedenza, non per forza dallo stesso sacerdote. La consacrazione perciò, non è avvenuta per forza "per virtù" del sacerdote che sta officiando. Proprio per questo molti sacerdoti monaci o penitenti (queste 2 categorie erano molto simili) celebravano spesso solo i presantificati, per evitare di compiere l'epiclesi consacratoria per propria "potestà sacerdotale". D'altro canto, se un sacerdote penitente viaggiava difficilmente veniva ammesso in modo diretto a compiere la consacrazione eucaristica nei luoghi che visitava. In occidente questa liturgia non è stata fissata in determinati giorni dell'anno, ma può essere usata sempre, dando più rilievo ai determinati bisogni e alle necessità. Questa liturgia, a differenza delle altre, è l'unica che in occidente può essere celebrata nelle ore pomeridiane o serali. L'epiclesi consacratoria rimanda principalmente alla potenza della risurrezione  pasquale e alla forza della discesa dello Spirito Santo. Cristo risorto è la vera Luce nascente. Non si può compiere un mistero così grande all'imbrunire.
Rimane però la necessità di ricevere il Mistero della Santa Comunione  anche nelle ore pomeridiane o serali (nel I° millennio in occidente soprattutto perchè si celebravano matrimoni o funerali di pomeriggio). In epoca più tarda i penitenti, per essere costretti a digiunare qualche ora in più, chiedevano di comunicarsi la sera, utilizzando così la Divina Liturgia dei Presantificati. Addirittura del Libro del Cervo (http://bookofdeer.co.uk/) si narra che alcuni sacerdoti celtici tenevano legata al collo una piccola teca con i Santi Doni proprio per andare in giro a comunicare in questo modo coloro che lo desideravano. In Oriente si cerca di fondere l'elemento serale del digiuno eucaristico più lungo (si celebrano infatti i vespri) con quello penitenziale (il fatto è che i mercoledì e venerdì di quaresima sono giorni penitenziali per eccellenza).


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