sabato 6 giugno 2015

La Lettera di Germano V contro l'Onomatodossia

Piccola premessa

Mi sono già addentrato nella foresta dell'onomatodossia  con un precedente articolo che ne illustrava il dibattito. E già lì, avevo avvisato il Lettore che i sinodi della Chiesa Russa e del Patriarcato di Costantinopoli sono ufficialmente ( ma non ufficiosamente ) contrari a tale pratica, avendola addirittura anatemizzata, e dichiarato eretico chi la pratica.
Nonostante molti autori moderni come Bulgakov e Florenskij la praticassero e la diffondessero, essa rimane ancora un nodo irrisolto degli anatemi ufficiali. Presento in traduzione italiana dall'inglese, la Lettera ( in inglese ) di Sua Santità e Sua Modestia Germano V di Costantinopoli, per grazia di Dio Arcivescovo di Nuova Roma e Patriarca Ecumenico ( + 1913-1918), rivolta alle gerarchie del Monte Athos sul quale si consumava il dibattito, sperando che sia utile a quanti ricercano una risposta ufficiale a questo dilemma.



Germano V del suo nome, per grazia di Dio Patriarca di Costantinopoli e autore della lettera che segue.

LETTERA DI SUA SANTITA' GERMANO ALLE GERARCHIE DEL MONTE ATHOS RIGUARDO ALLA RECITA DEL NOME DI GESU' ( ONOMADOSSIA ) E CIRCA L'ERESIA DELLA SUDDETTA PRATICA

5 Aprile 1913
Fanar 

Ai santi Sorveglianti e ai Rappresentanti della Santa Montagna, figli della Nostra Modestia: sia grazia su tutti voi, e pace da Dio! 

Dalle molte lettere che abbiamo ricevuto dal vostro luogo santo, così come dal reportage ufficiale delle Vostre Santità, avete reso noto alla Chiesa con molto dolore di una nuova eresia apparsa, un nuovo insegnamento circa il nome di Gesù, il cui insegnamento viene dai monaci russi che dimorano sulla Montagna, e su come la ripetizione del nome Gesù e Dio stesso in una data maniera, renda ipostaticamente il nome identificato con Lui stesso. Questo insegnamento ingiustificato e nuovo deriva da una incomprensione e da una delusione a causa dell'ignoranza, risulta essere una blasfema eterodossia o peggio una eresia, poiché confonde cose che non devono essere confuse, e conduce al panteismo. La Nostra Modestia e i nostri confratelli concelebranti nello Spirito, i benedetti Metropoliti e tutte le gerarchie, noi tutti siamo stati molto turbati a causa di questa pratica, e nella diffusione di questa perversione empia nelle vostre sante case, e abbiamo deciso di porre seria attenzione a questo dannoso problema cui già si era già interessato il nostro predecessore memorabile, Gioacchino III, anche tramite il santo Sinodo cui si era appellato egli stesso per la risoluzione della questione. Comunque, per la completa conoscenza della nostra delusione, abbiamo richiesto lo studio di questi insegnamenti e delle loro basi ad una commissione di professori dell'università di Halki, e dopo aver ricevuto da essa un'attenta analisi, la quale analisi sarà allegata alla presente lettera, dichiariamo solennemente come pratica blasfema ed eretica la pratica del Nome di Gesù la quale insegna che nella recita del Suo nome vi è contenuta la Sua vera e completa essenza. Altresì, per mezzo di questa lettera, rendiamo noto alle Santità Vostre che avete in obbligo di proclamare le decisioni del nostro Santo Sinodo a quei monaci che nel Monastero di San Pantaleimone, e all'eremo di Sant'Andrea legato a Vatopedi, e a tutti i monaci che si trovano nelle vicinanze, le decisioni della Chiesa affinché si allontanino quanti ci hanno deluso aderendo a insegnamenti estranei alla santa e venerabile tradizione, e che rimangano nel loro servizio solamente quei monaci che sono trovati nella pienezza dell'insegnamento canonico della Santa Chiesa, secondo il quale mai alcuna novità deve penetrare nella Fede. "Se qualcuno vi insegnerà qualcosa di diverso rispetto a ciò che avete ricevuto, sia anatema". Se qualcuno, alla seconda proclamazione, rimarrà ancorato alle sue credenze empie, e continua a perseverare in questi insegnamenti eterodossi, come ad esempio che nel nome di Gesù Dio si manifesta nella sua essenza, e che si ribellano alla disciplina ecclesiastica, siano allontanati secondo i decreti dei Sacri Canoni, affinché nessuna peste ammorbi mai il vostro luogo santo. 
Noi preghiamo che Dio illumini tutti nella luce della Sua virtù e della Sua misericordia. 

Vostro fervido intercessore presso Iddio
+ Germano V di Costantinopoli 









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