venerdì 5 giugno 2015

La visione di San Fursa - Il viaggio nell'aldilà ( Parte II )



continua dall'articolo precedente. San Fursey, scortato dagli angeli, è nel mezzo della colonna di fuoco, quando dei demoni compaiono per tentarlo ancora.

SECONDO ATTACCO DEL DEMONIO

All'improvviso, fra le fiamme spuntarono alcuni esseri immondi, uno dei quali subito disse: 
"Il servo che conosce la volontà del suo padrone, e non la mette in pratica, non deve forse essere picchiato?"
E l'Angelo ancora una volta alzò il suo scudo, dicendo: " e quando mai questo servo di Dio ha peccato contro il suo Signore?"
il demone esclamò:"accettando i doni dei peccatori che gli si rivolgevano."
l'Angelo lo difese: "Egli non poteva sapere, credeva che avessero fatto penitenza."
il demone replicò: "avrebbe dovuto osservarli continuare la loro penitenza. Ma noi lo sappiamo bene, i doni corrompono la vista dei saggi e le parole dei giusti."
L'Angelo si limitò a dire: "non possiamo giudicarlo noi al posto di Dio".
Il grande ingannatore, non dandosi per vinto, continuò le sue blasfemie verso Dio dicendo: "finora noi abbiamo creduto in un Dio verace."
" e quindi?" domandò l'Angelo. In quel momento, il demone sorridendo disse:
" Il profeta Isaia ha promesso che le colpe non purificate sulla terra saranno purificate in Cielo, quando parlò contro i Giudei. Dato che quest'uomo ha peccato, e non sta pagando qui le sue colpe, dov'è la Divina Giustizia?"
Indignato, l'Angelo di Dio replicò dicendo: "le tue blasfemie non hanno limite. Come puoi conoscere gli intimi giudizi del Creatore?"
satana rispose: "non c'è alcun segreto in questo".
"Come una lunga penitenza potrebbe toccargli" replicò ancora il difensore angelico "così la Divina Misericordia non lo abbandonerà".
"non è tempo questo di penitenze" obiettò il maligno.
" Forse lo è." commentò l'Angelo. "tu non conosci la profondità dei divini misteri." 
allora il demonio, ancora sconfitto, disse: "noi ce ne andiamo, visto che qui non c'è supplizio" ma un secondo essere impuro incalzò il gruppo luminoso, dicendo:
" quest'uomo non è stato buono coi suoi vicini!" e l'angelo chiese: "in che modo? è sempre stato lodato per la sua gentilezza."
il demone rispose: "si è dimenticato però di amare il prossimo suo come sè stesso."
"la bontà conduce alla carità, e Dio ripaga a ognuno secondo le sue opere." chiarificò l'Angelo.
ma il demone ancora: "la sua carità non fu sufficiente. Dev'essere dannato."
Nessuna pena però colpì il santo monaco, e allora il diavolo iniziò a dire:
" Se Dio è giusto, condannerà quest'uomo. Poiché costui aveva promesso di abbandonare il mondo, ma vi è rimasto. Ha disobbedito al comando dell'Apostolo, non amerai le cose del mondo."
E allora l'Angelo difese il suo protetto, dicendo:
"Costui non amò mai i beni del mondo, ma li distribuì equamente ove ve ne era bisogno."
L'altro demonio ancora incalzò l'Angelo dicendo:
" quest'uomo ha peccato, poiché ha parlato troppo." e allora il difensore alzò lo scudo dicendo:
" I saggi devono istruire gli ignoranti di spirito." i demoni assalirono fisicamente gli angeli ma per volontà divina questi ultimi trionfarono sugli oscuri esseri del male. 

INGRESSO NEL PARADISO DI DIO

Gli Angeli dunque gli comunicarono che aveva superato la Scala della Prova, e potevano aprirsi le porte della beatitudine. Entrati nelle sale del Regno, trovarono miriadi di angeli festanti i quali cantavano senza posa l'inno senza fine della gloria del Nome divino: "Santo, Santo, Santo, il Signore Dio degli Eserciti. Osanna negli Eccelsi". Più si avvicinavano alla Luce Increata che tutto avvolgeva, e più la melodia si faceva forte e penetrante nell'anima. "E' una gioia poter assistere a tale beatitudine" ammise Fursey, e l'angelo gli rispose: "Purtroppo ne siamo spesso allontanati per servire gli uomini. Il maligno riempie di corruzione il cuore dell'uomo e disfa le opere che noi compiamo negli esseri umani. Ma in questo regno di pace e purezza parliamo del male solo in riferimento alle mancanze dell'uomo." Ma Fursey non poteva udire altro che la beatitudine delle schiere angeliche, ed era assorbito nella contemplazione del mistero rivelato. Stavano per toccare la sommità della Luce, quando i due angeli Meldan e Bevan presero Fursey per le braccia e lo ricondussero piano piano nel suo corpo mortale.

IL DANNATO

Due santi dissero a Fursey: "Il tuo viaggio finisce qui. Torna nel mondo e annuncia quanto hai visto agli uomini." ed egli chiese loro riguardo il Giudizio Finale. Gli risposero che non era ancora arrivato, Gli angeli gli dissero ancora: "ricorda ai pastori della Chiesa che Dio è geloso dei suoi servi. Che essi continuino con purezza a perseverare nel servizio, se hanno a cuore le proprie anime." 
Ripercorsa al contrario la strada, il santo monaco vide nuovamente il Fuoco e uno degli Angeli che era con lui aprì il fuoco, e nel mezzo videro un dannato torturato dai demoni, dentro una fornace, e questi gridava senza posa. Fursey sentì la propria guancia e la propria spalla bruciare, e vide un morente sul letto, con indosso un vestito che gli aveva regalato tempo addietro. L'Angelo prelevò la sua anima e il demonio la prese e la gettò nella fornace, e disse rivolto a Fursey:
"Come... hai condiviso con lui dei beni, ma non vuoi condividere con lui la dannazione?" e l'Angelo lo protesse dicendo: 
"Non vi fu in lui spirito di avarizia." e il fuoco cessò. Poi rivolto al santo monaco, gli disse: "il fuoco che hai acceso ti ha bruciato. Se tu non avessi condiviso nel peccato questo indumento, non avresti provato il fuoco della dannazione." e anche l'angelo stesso lo esortava a pentirsi. 

RITORNO FRA I VIVI

Fursey si risvegliò fra i pianti dei parenti e dei confratelli. Un sacerdote stava recitando la salmodia dei defunti, quando egli si alzò e chiese dell'acqua per lavarsi, e si tolse la macchia che il dannato aveva lasciato sulla sua spalla con lo stupore di tutti. Iniziò a narrare il suo viaggio ultraterreno, predicò fuori dal suo villaggio la parola di Dio e lo Spirito dimorava in lui, rendendolo anche strumento di molti miracoli. 

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