giovedì 4 giugno 2015

L'Ortodossia e la condizione dei defunti

La Chiesa Ortodossa ha sempre creduto nell'esistenza di due soli luoghi spirituali per i defunti, l'Inferno e il Paradiso. Il giudizio di Cristo giunge immediato e perfetto all'anima che giunge innanzi a Dio alla conclusione del suo tempo terreno, e viene immediatamente mandata nell'ade o nella comunione dei beati.
La domanda che sorge spontanea è perché si prega per i morti, allora?
il teologo Macarius Bulgakov (1816-1882) risponde:
" I cattolici ritengono il purgatorio un luogo intermedio fra il paradiso e l'inferno, anche fisico. Altri, invece, lo ritengono uno stadio spirituale. Per noi ortodossi, la condizione dell'inferno non è eterna, e chiunque può essere salvato dalle preghiere del popolo di Dio." ( cfr. l'articolo inglese a proposito).


La Chiesa Ortodossa riconosce uno stadio di purificazione, la Scala della Prova, di cui molti autori del primo millennio hanno parlato - San Gregorio Magno, santa Teodora di Costantinopoli, e altri - ma è nel processo del Giudizio che essa si innesta, e possiamo dire in una certa misura che l'inferno è il luogo di passaggio verso il Paradiso, poiché "l'inferno è vuoto", come disse Origene. 
Quando Nostro Signore scese all'inferno per riscattare i progenitori e tutti quanti erano là con loro, egli pose quest'opera anche per i posteri, affinché i ministri della Chiesa potessero, attraverso le preghiere, salvare quelle anime che anelano a Dio ma che in vita non sono state sufficientemente pure per andare in Paradiso.
A cagione di tutte queste cose, le anime si salvano, e il demonio non vince su di noi né in vita né nella morte, perché Cristo ha annientato il giogo infernale con la sua Resurrezione. 
Sia la Scala della Prova che la condizione dei defunti sono theologoumeni, cioè affermazioni non dogmatiche, ma la grande esperienza patristica, univoca e unanime nell'esporre queste condizioni, ci fanno a buon ragione ritenere che vi sia un fondamento.
Le anime di quanti non si sono pentiti o che non hanno fatto a tempo a soddisfare la Giustizia Divina attendono quindi le preghiere della Chiesa affinché Dio li accolga nel Paradiso: chi non ha sufficientemente creduto nella Salvezza, deve maturare la propria salvezza e vive lontano da Dio finché il nous della propria anima non ha concepito la divinità nella sua dimensione più completa e intima. 
Questa è la condizione dell'inferno, la lontananza dalla Luce di Dio, intorno al quale si diramano i Cieli degli Angeli e le schiere dei santi. 
Pregate per i defunti, affinché le loro anime si liberino dai propri lacci e possano quindi arrivare alla contemplazione di Dio.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.