lunedì 15 giugno 2015

Pregare in luoghi piccoli o in difficoltà - riflessioni di un clerical chic

fonte d'ispirazione per questo articolo è stato il link di Pravoslavie.ru dedicato alla Preghiera in spazi angusti che l'Ortodossia Romena ha riscoperto in questi ultimi anni.
Vivendo in Italia, e in Europa in generale, una situazione precaria e non certo rosea come nei grandi Stati-Patriarcato ( Russia, Romania, Grecia, Serbia, etc.) ho pensato che è utile vedere come altrove, in una stessa situazione di povertà di mezzi e di materiali, si è degnamente riusciti a costruire un luogo per la liturgia e la preghiera.



villaggio di Viforata ( Targoviste ), Romania: un garage che è diventato una cappella.

Meravigliosi esempi di pietà e di fervore liturgico si sono avuti durante le guerre. Alcune foto  che ho trovato su google mostrano sacerdoti ortodossi e anche cattolici intenti a celebrare in condizioni precarie ed estreme. 


Foto di sacerdoti romano-cattolici italiani durante la Grande Guerra.


Come si nota soprattutto in questa seconda fotografia, il cappellano è riuscito a organizzarsi sul cucuzzolo della montagna. Quindi noi, che viviamo per grazia divina in tempi di pace e sicurezza, come possiamo non trovare un luogo di culto? 
Ho pensato a questo in realtà riferendomi a missioni nuove che nascono lontano dai paesi tradizionalmente ortodossi, senza supporto finanziario, con pochi membri attivamente coinvolti nell'organizzazione, magari addirittura senza sacerdoti desiderosi di accompagnarli: nessuno vieta di costruirsi una cappella domestica dove attendere alle preghiere del breviario ( o orologhion che dir si voglia) mentre si aspetta tempi migliori. 
La costruzione di una chiesa, per una comunità nascente, è un onere troppo grande e una spesa folle da seguire, senza un supporto diretto di altre comunità o senza l'interessamento del Patriarcato di riferimento. Ma si può facilmente trovare una cantina, un abbaino, un sasso in un campo ( ovviamente col permesso del proprietario ) dove cantare un officio liturgico.
Per questo genere di servizi, in luoghi piccoli o non convenzionali, che non sono stati progettati per essere un luogo di preghiera, ci si deve sempre ricordare che essere semplici ed essenziali è l'unica via per non sembrare pacchiani e soprattutto per non avere da trasportare pesi eccessivi.
Per una divina liturgia fatta bene, basta un crocefisso, un incensiere piccolo e il disco col calice, ovviamente assieme all'antimension.In base alle possibilità, seguano in ordine i candelabri, le icone, e quant'altro.


sacerdote russo ortodosso che celebra per i Volontari Zaristi in Spagna. 1935



Sacerdote romeno-ortodosso che canta un officio - forse una panichida - per i soldati romeni della Prima Guerra Mondiale.


piccola edicola per la preghiera a Githyo ( Grecia ) 


Kiev ( Ucraina): nella disperazione degli eventi di piazza Maidan, un coraggioso prete ortodosso confessa in una situazione di gravità estrema.

Casa di preghiera, Etiopia. In Etiopia è molto comune trovare lungo le vie queste casette attrezzate con un altare, delle icone e dei libri di preghiera: chiunque si ferma per pregare è libero, purché lasci quello che ha trovato intatto.

A meno che non siate cappellani militari, e quindi la circostanza mi permette un'ampia libertà, ricordatevi sempre di chiedere la benedizione ad un sacerdote, ad un abate o a un vescovo ( anche lontano ) prima di iniziare la costruzione di un piccolo luogo di culto o di una riunione finalizzata alla preghiera. Dopotutto non servono cattedrali d'oro e chiese di marmo per pregare il Cristo, poiché  Egli disse "dove due o tre sono riuniti nel mio Nome, là ci sono io".

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