venerdì 31 luglio 2015

Essere un buon Lettore

Il Lettorato - o Salmistato - è un impegno importante. E' una delle prime voci che si odono in Chiesa, quella del Lettore: il Lettore legge le ore, i salmi, l'Apostolo, spesso viene dal Coro o comunque ha un'ottima voce, che ci accompagna nella Liturgia. 

Questa monaca svolge il ruolo di Lettrice del suo monastero. Generalmente, i Lettori sono uomini Ordinati.

Il Lettore deve generalmente tenere a mente alcune di queste cose:
Vivere una vita di preghiera. Sembra scontato, ma chi vuol rendere un buon servizio in Chiesa, deve seguire i riti, le usanze e tenere anche a casa e fuori da casa una vita sobria e dedicarsi alla meditazione e al raccoglimento. 
Prepararsi il servizio a casa. Spesso ( anzi, quasi sempre ) leggiamo in lingue che non sono le nostre. Pertanto, la sera precedente leggiamoci il testo che andremo ad affrontare il giorno dopo, per preparare accenti, cadenze, note lunghe e quant'altro rende la lettura dell'Apostolo uno dei momenti più belli della Liturgia. 
Essere sempre puliti. Non c'è niente di peggio all'altare di un uomo sciatto. La talare dev'essere sempre pulita, il corpo lavato, i capelli in posa sobria, affinché il digiuno che compiamo resti nel segreto e compariamo dinnanzi a Dio nel migliore dei modi.
Trattare bene i Libri. I Testi Sacri con cui andiamo a servire non sono carta straccia, ma venerabili liturgie o la stessa Parola di Dio. Pertanto, i libri vanno tenuti in sommo rispetto e venerazione, e non vanno mai abbandonati all'incuria ma sempre protetti dal tempo e dalle persone moleste. 
Leggere senza timidezza. La vanagloria non è contemplata, né la falsa modestia: quando si serve all'altare di Dio, siamo le trombe del Signore che squillano il suo Nome tuttosanto, e dobbiamo farci udire chiaramente. I Lettori alle prime armi, ovviamente, hanno tempo per imparare ma non chiedete di servire troppo, se la vostra anima non è pronta. 
Leggere molto per imparare molto. A casa, nei momenti liberi, leggere ad alta voce aiuta a familiarizzare coi toni, le cadenze, il ritmo e la lingua in cui si legge. 
Leggere secondo la propria predisposizione. Se la  voce è sonora e forte, non abbassarla o alzarla perché perderebbe la sua efficacia: se hai un tono basso, non sforzarti di renderlo acuto, e viceversa. Conoscere la propria voce è essenziale per cantare bene: cercate di imparare un motivetto che vi riesce bene, che non stona con la vostra voce, e seguite quella cadenza. Cercate piuttosto di non urlare, è una prassi che trovo fastidiosa: in chiesa si canta, non si urla: se non si è Pavarotti, ci andrà bene un canto più moderato ma nel quale si comprende ogni parola. 
Le pause abbiano un senso. Cerchiamo di leggere con delle pause che corrispondano ai punti, alle virgole, alle conclusioni dei testi: non accavalliamo troppe parole, e non sforziamoci di prolungare le parole quando il nostro corpo non resiste, o quando la parola non lo necessita. Ricordatevi che la lingua italiana non ha gli stessi accenti e parole delle altre lingue, quindi spesso la sonorità di un certo tipo di canto liturgico sulla nostra lingua non va bene, e occorre imparare a modificarla ove serve. 


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