mercoledì 19 agosto 2015

Il papismo non è solo "romano" - riflessioni di un clerical chic

Cari amici, oggi vorrei iniziare queste riflessioni dal titolo scottante con l'etimologia della parola eresia. Eresia deriva dal greco airesis, il quale poteva significare tanto scelta, quanto partito, quanto setta. Ed è diventato, in italiano, la somma di questi tre significati. 

Il papismo - che non è il ruolo del vescovo di Roma, attenzione, in quanto tale, e neanche il suo giusto primato canonico - così come molte altre eterodossie prima di lui, è proprio una eresia. Perché? ma soprattutto, cos'è il papismo? Cercherò d'essere breve. 


Il papismo è una corrente di filosofia politica nata in Occidente in seno alla curia romana a cavallo fra il IX e il X secolo, che nella sua accezione tradizionalmente intesa e diffusa è il progetto religioso-politico di governo superiore del Papa di Roma su tutte le altre Chiese locali. Il Papa di Roma diventa quindi l'indiscusso / indiscutibile pastore del gregge di Cristo, il suo Vicario ( addirittura, quando specificatamente Cristo disse: Io sono con voi fino alla fine del mondo! altro che vicari...) e il supremo legislatore della Chiesa la quale da sinodale diviene imperiale, e il supremo maestro in materia di dogma, di morale e di disciplina locale e universale. 

Sembrerebbe scontato che il papismo sia una "prerogativa" papale, e invece non è così. Ultimamente, negli ultimi anni, mi pare - e se sono in malafede il Signore mi punirà - che stiamo assistendo ad una serie di "papismi ortodossi". Mi spiego meglio.
Se nell'Ortodossia si è sempre stati ortodossi in virtù dell'adesione della Chiesa locale alla Regola della Fede, ai Santi Canoni e alla Santa Tradizione - quindi una ipotetica chiesa cristiana su Marte, anche se sconosciuta ma professante tali dogmi, sarebbe perfettamente Ortodossa  e in comunione pneumatica - pare che dal finire del 1800 si sia pienamente ortodossi solo se si è in comunione col Patriarcato di Costantinopoli. Specialmente dagli anni '20 del Novecento, tale sensazione si è acuita: con la nascita dei sinodi vetero-calendaristi in contrapposizione all'ecumenismo e all'adozione del calendario giuliano "riformato". 

Questa volontà di potenza, come la chiamerebbe Nietzsche, sembra quasi che abbia contaminato alcune prassi comuni ai grandi patriarcati: i vescovi vengono eletti e insediati dai Patriarchi e non dai sinodi o dalle comunità locali che dovrebbero eleggerli secondo tradizione: difatti nel Cristianesimo del primo millennio cui sempre guardiamo, il Vescovo era scelto per acclamatio popolare e poi ordinato da un collega; gli abati e gli igumeni addirittura venivano ordinati "dal basso", dai confratelli ieromonaci dei monasteri.  Adesso invece il vescovo è un amministratore delegato dal patriarca. Pare quindi che si è canonici ( ossia fedeli alle regole della Chiesa ) non se si è realmente ortodossi nella vita e nei dogmi, ma solo se si è politicamente schierati con Costantinopoli ( o in comunione con altri canonici) , quasi che Costantinopoli sia effettivamente un Papismo dell'est. Questo modus operandi è deleterio e a mio avviso rischia davvero di divenire un problema effettivo: difatti nella gestione delle Autocefalie, Costantinopoli ha recentemente mostrato il pugno di ferro contro Mosca sulle questioni della Metropolia dei Ciechi e degli Slovacchi, e ci sono state anche palesi violazioni giurisdizionali da parte di Costantinopoli in Ucraina, uno o due anni fa, all'inizio della guerra in Ucraina - se vi ricordate le pubblicai anche su facebook a suo tempo. Costantinopoli pretende, in nome del suo primato onorifico, di essere l'unica autorità che può concedere Autocefalia, poiché è il primo fra pari. Con parole più o meno simili d'essere iniziato il processo papista del IX secolo. Storicamente, vedasi Albania, Romania, Serbia... la maggior parte delle Autocefalie attualmente esistenti sono state "non canoniche" anche per decenni, prima di ottenere la libertà canonica dal Fanar. Non c'è mai stata volontà di "concedere", per una logica tutta papista di accentramento del potere. 

Io lo so, sono poco politically correct con questo mio articolo: ma riflettiamo onestamente, fratelli e sorelle, sul pericolo di vedere tanti piccoli papismi locali che si fanno guerra, invece che una sinfonia di membri dell'unica vera Chiesa di Cristo. 


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